Howard Gardner

Howard Gardner, nato nel 1943,  dal 1986 è Docente di Cognitivismo e Pedagogia  alla Facoltà di Scienze dell'Educazione all'Università di Harvard, dove è anche professore associato di Psicologia. alla Facoltà di Medicina all'Università di Boston e co-direttore del Progetto Zero, un gruppo di ricerca sulla formazione della conoscenza, che riconosce grande importanza alle arti. E' autore di numerosi libri  che sono state tradotti in 20 lingue.

Per vent'anni è stato ricercatore in psicologia al centro di ricerca Aphasia del Veterans Administration Hospital di Boston.

Howard Gardner è famoso in tutto il mondo per la sua teoria delle intelligenze multiple, una critica serrata alla tesi secondo la quale gli uomini possiedono una sola intelligenza, misurabile con strumenti psicometrici standard (“Frames of mind” pubblicato nel 1983).

Nel corso degli ultimi 15 anni Gardner e i suoi colleghi del Progetto Zero hanno studiato le implicazioni della teoria delle intelligenze multiple sull'insegnamento, l'apprendimento e il rendimento in classe, suggerendo nuove possibilità di coltivare le doti di ciascuno studente. Hanno lavorato sulla valutazione basata sulle prestazioni, sull'educazione al comprendere, e sull'uso delle intelligenze multiple con la finalità di costruire curricoli, forme di insegnamento e di valutazione più personalizzati.  In questi ultimi tempi Gardner ha intrapreso  studi intensivi su casi esemplari di creatori e leader. Insieme ai suoi colleghi sta cercando di capire  i rapporti tra  professioni di frontiera ed etica.

Ha ricevuto molti riconoscimenti, tra i quali alcune lauree ad honorem, tra cui quella dell'Università di Tel Aviv. Nel 1990 è stato il primo americano a ricevere il prestigioso premio per l'educazione Grawemayer dell'Università di Louisville

 

Ecco che cosa Gardner ha scritto di sè :

"Sono nato a Scranton, PA nel 1943, figlio di un rifugiato della Germania nazista. Sono stato un bambino studioso, che traeva grande piacere nel suonare il piano; la musica è sempre rimasta molto importante nella mia vita. Tutta la mia formazione postsecondaria si è svolta ad Harvard. Mi sono specializzato come psicologo dell'età evolutiva e più tardi come neuropsicologo. Per molti anni ho seguito due filoni di ricerca sulle capacità cognitive e simboliche: uno con bambini normali e dotati, l'altro con adulti che avevano subito lesioni al cervello.

Il mio sforzo di sintetizzare questi due filoni di lavoro è sfociato nella teoria delle intelligenze multiple, che ho formulato e divulgato nel mio libro del 1983 Frames of the Mind. Dalla metà degli

anni ottanta sono stato coinvolto profondamente nei tentativi di riforma della scuola negli Stati Uniti. Nel 1986, ho cominciato ad insegnare alla Facoltà di Scienze dell'Educazione a Harvard, e ho contemporaneamente mantenuto il mio lungo impegno al Progetto Zero, un gruppo di ricerca sulla formazione delle conoscenze, che fa particolare riferimento alle arti. Più recentemente mi sono impegnato in uno studio a lungo termine sui valori che guidano le professioni di frontiera in questa nostra era di veloci e radicali cambiamenti. Sono sposato con Ellen Winner, una psicologa dell'età evolutiva che insegna all'Università di Boston. Ho quattro figli: Kerith (1969), Jay (1971), Andrew (1976) e Benjamin (1985). Le mie passioni sono la mia famiglia e il mio lavoro; mi piace anche viaggiare e amo l'arte in moltissime sue espressioni.

I miei principali filoni di lavoro sono stati descritti in numerosi libri e articoli, riscontrabili nell'elenco delle mie pubblicazioni. Potete richiedermi informazioni sul mio lavoro, scrivendomi per posta normale o tramite posta elettronica all'indirizzo hgasst@pz.harvard.edu. Tengo conferenze su temi quali la creatività, la leadership, l'etica professionale, e le arti. Le richieste per

tenere conferenze vanno di norma inoltrate con alcuni anni di anticipo.

 

Il punto di partenza della concezione di Gardner è la convinzione che la teoria classica dell'intelligenza, basata sul presupposto che esista un fattore unitario, misurabile tramite il QI, sia errata.

Ogni persona è dotata di almeno sette intelligenze ovvero, è intelligente in almeno sette modi diversi. Ciò significa che alcuni di noi possiedono livelli molto alti in tutte o quasi tutte le intelligenze, mentre altri hanno sviluppato in modo più evidente solo alcune di esse. Tuttavia è importante sapere che ognuno può sviluppare tutte le diverse intelligenze fino a raggiungere soddisfacenti livelli di competenza. Gardner sostiene pertanto che tutti possiamo sviluppare le nostre diverse intelligenze se siamo messi nelle condizioni appropriate di incoraggiamento, arricchimento e istruzione. Inoltre le intelligenze sono strettamente connesse tra di loro e interagiscono in modo molto complesso

 

Dopo aver effettuato indagini sull'intelligenza dei bambini e su adulti colpiti da ictus, egli giunse alla conclusione che gli esseri umani non sono dotati di un determinato grado di intelligenza generale, che si esprime in certe forme piuttosto che in altre, quanto piuttosto che esiste un numero variabile di facoltà relativamente indipendente tra loro, Gardner arriva a identificare differenti tipologie di intelligenza:

1. Intelligenza logico-matematica: capacità di usare i numeri in maniera efficace e di saper ragionare bene. Questa intelligenza include sensibilità verso principi e relazioni, abilità nella valutazione di oggetti concreti o astratti.In breve:

    * riconoscimento di modelli astratti

    * ragionamento induttivo

    * ragionamento deduttivo

    * saper discernere relazioni e connessioni

    * saper svolgere calcoli complessi

    * pensiero scientifico e amore per l'investigazione

 

2. Intelligenza linguistica: capacità ad usare le parole in modo efficace, sia oralmente che per iscritto. Questa intelligenza include padronanza nel manipolare la sintassi o la struttura del linguaggio, la fonologia, i suoni, la semantica, e nell'uso pratico della lingua.

In breve:

    * facilità di parola

    * saper spiegare, insegnare e apprendere verbalmente

    * saper convincere altri (linguaggio e scrittura persuasiva)

    * analisi meta-linguistica

    * humour basato sulla lingua

    * memoria verbale

 

3. Intelligenza spaziale: abilità a percepire il mondo visivo/spaziale accuratamente e operare trasformazioni su quelle percezioni. Questa intelligenza implica sensibilità verso il colore, la linea, la forma, lo spazio. Include la capacità di visualizzare e rappresentare idee in modo visivo e spaziale.

In breve:

    * immaginazione attiva

    * saper trovare la propria strada nello spazio (forte senso dell'orientamento)

    * formare immagini mentali (visualizzare)

    * rappresentare graficamente (pittura, disegno, scultura, ecc)

    * riconoscere relazioni di oggetti nello spazio

    * manipolazione mentale degli oggetti

    * accurata percezione da angoli diversi

    * memoria visiva

 

4. Intelligenza musicale: capacità di percepire, discriminare, trasformare ed esprimere forme musicali. Capacità di discriminare con precisione altezza dei suoni, timbri e ritmi.

In breve:

    * apprezzamento per la struttura della musica e del ritmo

    * sensibilità verso i suoni e i modelli vibratori

    * riconoscimento, creazione e riproduzione di suono, ritmo, musica, toni e vibrazioni

    * apprezzamento delle caratteristiche qualità dei toni e dei ritmi

 

5. Intelligenza cinestetica: nell'uso del proprio corpo per esprimere idee e sentimenti e facilità ad usare le proprie mani per produrre o trasformare cose. Questa intelligenza include specifiche abilità fisiche quali la coordinazione, la forza, la flessibilità e la velocità.

In breve:

    * controllo dei movimenti del corpo "volontari"

    * movimenti del corpo "pre-programmati"

    * esternazione della consapevolezza attraverso il corpo

    * connessione mente-corpo

    * abilità mimetiche

    * perfezionamento delle funzioni del corpo

 

6. Intelligenza interpersonale, abilità di interpretare le emozioni, le motivazioni e gli stati d'animo degli altri. Abilità di percepire e interpretare gli stati d'animo, le motivazioni, le intenzioni e i sentimenti altrui. Ciò può includere sensibilità verso le espressioni del viso, della voce, dei gesti e abilità nel rispondere agli altri efficacemente e in modo pragmatico.

   In breve:

    * comunicazione verbale/non verbale efficace

    * sensibilità verso gli stati d'animo, i sentimenti, i temperamenti altrui

    * saper creare e mantenere la "sinergia"

    * profondo ascolto e profonda comprensione delle prospettive altrui

    * empatia

    * lavorare in gruppo in modo cooperativo

 

7. Intelligenza intrapersonale, abilità di comprendere le proprie emozioni e di incanalarle in forme socialmente accettabili. Riconoscimento di sé e abilità ad agire adattivamente sulla base di quella conoscenza. Avere una accurata descrizione di sé; coscienza dei propri stati d'animo più profondi, delle intenzioni e dei desideri; capacità per l'autodisciplina, la comprensione di sé, l'autostima. Abilità di incanalare le proprie emozioni in forme socialmente accettabili.

In breve:

    * concentrazione mentale

    * saper essere memore e attento ("fermati e annusa le rose")

    * metacognizione ("pensare al pensare")

    * coscienza e discriminazione della gamma delle proprie emozioni

    * coscienza delle aspettative e delle motivazioni personali

    * senso del sé

    * coscienza spirituale

 

Gardner ha aggiunto successivamente un'ottava e una nona  intelligenza.

8. Intelligenza naturalistica: relativa al riconoscimento e la classificazione di oggetti naturali Oggi è forte l'impatto con i problemi dell'ambiente e sono evidenti le grandi dosi di intelligenza e sensibilità richieste per salvare l'ambiente dal degrado, dall'abbandono, dal depauperamento; per salvare specie animali dall'estinzione; per preservare foreste pluviali dalla distruzione totale che causerebbe cataclismi climatici; per proteggere animali dallo sfruttamento frenato, dall'abbandono, dalla vivisezione, dalla violenza imposta; per proteggere dall'estinzione piante tropicali medicinali utilizzate per combattere gravi malattie e forme tumorali; per ridurre l'inquinamento di intere regioni che provoca effetti devastanti sulla salute degli uomini; per rendere le nostre città più vivibili, i nostri cibi più sani, le nostre case più sicure.

     Chi ha una spiccata intelligenza naturalistica manifesta:

    * comunione con la natura

    * sensibilità verso flora e fauna

    * amore per l'allevamento di animali o la coltivazione di piante

    * cura e interazione con creature viventi

    * apprezzamento dell'impatto della natura su di sé e di sé sulla natura

    * saper riconoscere e classificare oggetti naturali

 

9. Intelligenza esistenziale, che riguarderebbe la capacità di riflettere sulle questioni fondamentali concernenti l'esistenza e più in generale nell'attitudine al ragionamento astratto per categorie concettuali universali.

 

Un esempio molto semplice e significativo lo possiamo trovare nella vita di tutti i giorni nell'atto di cucinare una pietanza. Ciò mette in moto e in relazione più di una delle nostre intelligenze: leggere la ricetta (intelligenza verbale); calcolare gli ingredienti necessari (intelligenza matematica); tenere conto dei gusti personali (intelligenza intrapersonale) e di quelli altrui (intelligenza interpersonale). Se ciascuno è cosciente delle proprie intelligenze più forti e di quelle più deboli, può usare le più forti per sviluppare o compensare quelle più deboli.

 

           

MODELLI DI INSEGNAMENTO

           

Il modello di insegnamento e di valutazione più diffuso nella nostra scuola è l'approccio basato su quello che gli studenti sanno. Le domande più usate da parte dell'insegnante sono del tipo: Chi era...? Cosa fece....? Perché disse....? Riassumi. Descrivi. Esponi.

Questo tipo di domande rileva solo le conoscenze di base degli studenti. Ma ciò, anche se non è errato, non basta.

Il nuovo modello proposto:bisogna fornire agli studenti la possibilità di usare ciò che sanno per sviluppare le loro abilità di pensiero.

Il docente dovrebbe insegnare - e gli studenti dovrebbero avere l'opportunità di imparare - in modo analitico, pratico, creativo. "Non esiste un modo giusto di insegnare o di imparare che funzioni per tutti gli studenti. Bilanciando i generi di istruzione e di valutazione si raggiungono tutti gli studenti e non solamente alcuni" (R.J. Sternberg - L. Spear-Swerling "Le tre intelligenze" - Ed. Erickson - 2001 - pag. 74).

Un esempio

Se il tema da sviluppare (ad esempio nella scuola primaria) riguarda le tigri e il problema della loro estinzione, il docente potrebbe chiedere agli allievi di descrivere in modo analitico le somiglianze e le differenze tra i Felini e i Canidi o i Cervidi (sviluppo del pensiero analitico); di pensare e descrivere alcuni modi per proteggere le tigri dal pericolo dell'estinzione (sviluppo del pensiero pratico); di creare un disegno e scrivere una storia sulle tigri (sviluppo del pensiero creativo).

Un altro esempio

Se il tema da affrontare in un triennio superiore riguarda gli effetti della comunicazione di massa, si può chiedere agli studenti di analizzare le differenze e similitudini tra i vari tipi di comunicazione: televisiva, radiofonica, cinematografica e della carta stampata (sviluppo del pensiero analitico); di creare uno spot, un jingle o un poster per un messaggio pubblicitario destinato ai diversi mezzi di comunicazione (sviluppo del pensiero creativo); di pensare ad alcuni modi per rendere il messaggio meno violento, meno pernicioso o - a seconda del tipo di messaggio - più incisivo, più persistente (sviluppo del pensiero pratico).

 

 

           

Prefazione / Introduzione di Howard Gardner

Cinque chiavi per il futuro

“Come studioso di psicologia, ho riflettuto per diversi decenni sulla mente umana: ho appreso come si sviluppa, come è organizzata, come si presenta all'apice dello sviluppo. Ho studiato le varie modalità con cui si apprende, si crea, si esercita la leadership, si modificano le idee proprie o di altri. Il più delle volte mi sono limitato al già arduo compito di descrivere i modi di operare della mente. Ma ogni tanto mi sono anche spinto a proporre un punto di vista su come dovremmo utilizzare le nostre menti.

In Cinque chiavi per il futuro mi azzardo a fare di più. Senza pretendere di avere la sfera di cristallo, mi occupo qui dei tipi di intelligenza di cui gli individui avranno bisogno se vorranno – se vorremo – prosperare nelle epoche future. La mia rimane in gran parte un'impresa descrittiva, nella quale preciso le modalità intellettive che a mio avviso si riveleranno più proficue. Non posso tuttavia nascondere di essermi anche avventurato in considerazioni di merito: le intelligenze che descrivo sono quelle che, a mio avviso, dovremmo sviluppare in futuro.

Come mai questo passaggio dalla descrizione alla prescrizione? Nel mondo interconnesso in cui vive oggigiorno la grande maggioranza degli esseri umani, non basta dire che cosa occorre a ciascun individuo o a ciascun gruppo per sopravvivere nel suo orticello. Non è possibile, a lungo termine, che alcune parti dell'umanità nuotino nell'abbondanza mentre altre rimangano disperatamente povere e profondamente frustrate. Riprendendo le parole di Benjamin Franklin, “noi dobbiamo realmente stare tutti uniti, altrimenti è certo che saremo divisi”. Inoltre, il mondo del futuro – con gli ubiqui motori di ricerca, robot e congegni informatici di vario tipo – esigerà abilità che finora sono state soltanto facoltative. Per presentarci all'appuntamento nelle condizioni che esso richiede, dovremmo cominciare fin da ora a coltivare queste abilità.

Nel farvi da guida, indosserò all'occorrenza varie vesti. Come psicologo con una lunga esperienza alle spalle, specializzato in scienza dell'apprendimento e in neuropsicologia, farò spesso riferimento alle conoscenze scientifiche di cui disponiamo circa il modo in cui operano la mente e il cervello umani. Ma gli esseri umani si distinguono dalle altre specie per il fatto che oltre alla preistoria hanno anche la storia: centinaia e centinaia di culture e sottoculture, unite dalla possibilità di compiere scelte consapevoli. Quindi, attingerò altrettanto profusamente alla storia, all'antropologia, e ad altre discipline umanistiche. Poiché sto formulando delle ipotesi circa le direzioni che la nostra società e il nostro pianeta hanno intrapreso, si affacceranno in abbondanza considerazioni di carattere politico ed economico. Ma – e lo sottolineo nuovamente – a queste riflessioni speculative si affianca il monito costante che nel descrivere la mente non ci si può sottrarre a un esame dei valori umani.

Ma basta temporeggiare. È tempo di cedere la scena alle cinque dramatis personae di questa presentazione. Ciascuna di esse è stata importante per la storia; ciascuna promette di esserlo ancora di più in futuro. La persona dotata di queste “intelligenze”, come io le chiamo, o mentalità, sarà bene attrezzata per affrontare quello che si aspetta, e anche quello che è impossibile prevedere; la persona priva di queste intelligenze sarà in balìa di forze che non potrà né prevedere né tantomeno controllare. Descriverò brevemente ogni intelligenza; nel corso del libro spiegherò come essa funzioni e come possa essere coltivata in studenti di tutte le età.

L'intelligenza disciplinare governa perlomeno una forma di pensiero: la modalità conoscitiva che caratterizza una particolare disciplina, un certo mestiere o una data professione. Numerosi studi hanno confermato che occorrono fino a dieci anni per padroneggiare una disciplina. L'intelligenza disciplinare sa anche lavorare con costanza per migliorare le capacità e la conoscenza: nel suo ambito è altamente disciplinata. Chi non ha al suo arco almeno una disciplina è inevitabilmente destinato a ballare la musica di altri.

L'intelligenza sintetica accoglie le informazioni da diverse fonti, le comprende e le valuta obiettivamente, le combina in modi che abbiano un senso sia per l'autore della sintesi sia per altri. La capacità di sintesi, preziosa anche in passato, diventa sempre più cruciale via via che le informazioni si moltiplicano a ritmi vertiginosi.

Appoggiandosi alla disciplina e alla sintesi, l'intelligenza creativa si spinge sul terreno dell'innovazione. Propone nuove idee, pone interrogativi inconsueti, inventa nuovi modi di pensare, fornisce risposte inaspettate. Queste innovazioni dovranno alla fine essere accolte da consumatori preparati. Essendo agganciata a un terreno non ancora governato da leggi, la mente creativa può aspirare a superare di un passo anche i computer e i robot più sofisticati.

Riconoscendo che oggi nessuno può più rinunciare alla propria nicchia o al proprio spazio personale, l'intelligenza rispettosa registra e accoglie con favore le diversità che esistono tra i singoli individui e tra le comunità umane, si sforza di capire i “diversi” e di operare efficacemente con loro. In un mondo in cui tutti sono interconnessi, l'intolleranza e l'assenza di rispetto sono opzioni non più concepibili.

Muovendosi a un livello più astratto, l'intelligenza etica riflette sulla natura dell'operare del singolo e sui bisogni e le aspirazioni della società in cui vive. Questa intelligenza è in grado di concepire che i lavoratori possono lavorare per un fine che trascende l'interesse egoistico, e che i cittadini possono operare altruisticamente per migliorare il destino di tutti. L'intelligenza etica costruisce quindi l'azione a partire da queste basi.

Il lettore potrebbe ragionevolmente domandare: perché proprio queste cinque intelligenze? Non potrebbe la lista essere facilmente ampliata, o modificata? Rispondo concisamente: le cinque che ho appena presentato sono oggi le forme di intelligenza più apprezzate, e ancor più lo saranno in futuro. Esse governano tanto la sfera dei processi cognitivi quanto quella dell'iniziativa umana: in questo senso esse sono globali, comprensive. Possediamo qualche nozione su come coltivarle. Ovviamente se ne possono candidare anche altre. Nella fase preparatoria di questo libro, ho preso in esame altre forme di intelligenza: dall'intelligenza tecnologica all'intelligenza digitale, dall'intelligenza mercantile all'intelligenza democratica, dall'intelligenza flessibile all'intelligenza emotiva, dall'intelligenza strategica all'intelligenza spirituale. Sono pronto a difendere energicamente la mia scelta. È questo, anzi, il compito principale di questo libro. [...]”

 

 

OPERE (tradotte in italiano)

 

Ø      Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell'intelligenza [1983], Feltrinelli, Milano, 1987

Ø      La nuova scienza della mente. Storia della rivoluzione cognitiva, Feltrinelli, Milano, 1988

Ø      Prospettiva storico-comparativa rivolta il particolar modo alle più recenti teorizzazioni nell'ambito della cognizione.

Ø      Aprire le menti. La creatività e i dilemmi dell'educazione, Feltrinelli, Milano, 1991

Ø      Educare al comprendere. Stereotipi infantili e apprendimento scolastico, Feltrinelli, Milano, 1993

Ø      Intelligenze creative. Fisiologia della creatività attraverso le vite di Freud, Einstein, Picasso, Eliot, Gandhi e Martha Graham, Feltrinelli, Milano, 1994

Ø      Intelligenze multiple, Anabasi, Milano, 1994

Ø      L'educazione delle intelligenze multiple, Anabasi, Milano, 1994

Ø      Personalità egemoni. Anatomia dell'attitudine al comando, Feltrinelli, Milano, 1995

Ø      Sapere per comprendere. Discipline di studio e discipline della mente, Feltrinelli, Milano, 1999

Ø      Cambiare idee. L'arte e la scienza della persuasione, Feltrinelli, Milano, 200

Ø      Educazione e sviluppo della mente. Intelligenze multiple e apprendimento. Erickson, Trento, 2005


LINK:

Ø      un'intervista: http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/intervis/g/gardner.htm

Ø      una accurata biografia:  http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/biografi/g/gardner.htm

Ø      notizie più approfondite su vita e opere: http://www.ildiogene.it/EncyPages/Ency=GardnerH.html 

 

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