Friedrich Froebel

Friedrich Froebel pedagogista tedesco (1782-1852). Precettore a Francoforte, fu influnzato dalle teorie dell'idealismo romantico di Schelling e dalle teorie di Rousseau.
Dal 1806 al 1810 lavorò con Johann Heinrich Pestalozzi, a Yverdon. Tornato in Germania Nel 1816 fondò a Griesheim, l'Allgemeine deutsche Erziehungsanstalt (Istituto generale tedesco per l'educazione), dove mise a punto un metodo educativo destinato ai fanciulli dai tre ai sette anni.

Nel 1831 fondò un istituto educativo nel castello di Wartensee, nel cantone di Lucerna, in Svizzera, che fu subito costretto a trasferire, e poi a chiudere, per l'opposizione riservatagli dall'ambiente cattolico del cantone.
Definito il Pedagogista del Romanticismo è universalmente noto per aver creato e messo in pratica il concetto di Kinder Garten (Giardino d'infanzia corrispondente all'odierna scuola dell'infanzia). Istituì il primo Kindergarten (Giardino d'infanzia) nel 1840 a Blankenburg.

Il pensiero pedagogico di Froebel e la sua realizzazione attraverso i kindergarten segna una svolta grazie innovativa nel panorama culturale dell'epoca, costituendo uno dei pilastri della pedagogia.

Il bambino gioca soprattutto per acquisire conoscenze e fornirgli un ambiente adatto, al cui interno poter esplicare questa sua naturale tendenza, può ulteriormente favorirne lo sviluppo. Questo ambiente è il giardino, dove può muoversi liberamente e ricevere i "doni", cioè giochi di forma geometrica (palla o sfera, cubo, cilindro, ecc.) che potevano fornire occasioni di gioco e i primi elementi di conoscenza sul significato delle cose. Il gioco inoltre doveva svolgersi in allegria tra canti e filastrocche, altra occasione di conoscenza per l'educazione musicale e linguistica. La scopo principale dell'educazione deve essere quello di rendere felice e serena la vita dell'infanzia, e perché ciò sia possibile è necessario che il bambino impari ad amare il suo prossimo e il suo Creatore, a fondamento dell'educazione, secondo Froebel, ci deve quindi essere sempre la religione.
Dio è al centro di tutto e si mostra all'esterno nella natura e all'interno nello spirito dell'uomo. La natura è una manifestazione dello spirito. L'educazione è lo strumento necessario per fare emergere e sviluppare il divino che è nell'uomo. Nell'interiorità infantile vi è una ricchezza di potenzialità che l'educazione ha il compito di liberare e fare crescere. Inoltre l'educazione deve assecondare la spontanea attività umana non proponendo modelli esterni da imitare, ma fornendo la possibilità ad ogni individuo di realizzarsi concretamente e autonomamente.

Egli è persuaso che si apprenda facendo e che il gioco sia una spontanea attività, creatrice dello sviluppo. Il gioco sviluppa linguaggio, disegno, attività logica, creatività ed espressione ed inoltre è fondamentale per stabilire rapporti con sé, con gli altri e con la realtà esterna. La spontanea creatività del bambino, anche se realizzata in piena autonomia, non è però abbandonata al caso ma deve essere facilitata e sviluppata attraverso una serie di giocattoli preordinati, i cosiddetti doni, ossia materiale didattico strutturato che viene presentato al fanciullo secondo un ordine preciso, in base alla teoria dello sviluppo progressivo e continuo dell'animo umano.

Pur venendo da subito riconosciute le straordinarie finalità sociali ed educative di questi centri, la reazione seguita ai movimenti rivoluzionari del 1848, giudicò Fröbel troppo radicale e il governo prussiano gli vietò di continuare la sua attività pedagogica a causa delle sue presunte idee socialiste e rivoluzionarie.
Le teorie froebeliane non sono state esenti da critiche, in particolare è stato accusato di falsare la spontaneità infantile imponendo al bambino un lavoro manuale formale che non gli permetteva di esprimere la propria creatività. Il suo metodo è rimasto comunque uno dei più seguiti nelle scuole materne.

Tra le sue opere:
• "L'educazione dell'uomo" del 1826 in cui riprende in parte le riflessioni di Pestalozzi sui concetti educativi di spontaneità e intuizione e il misticismo dei filosofi suoi contemporanei. Riconosce l'importanza della natura e la capacità del bambino di ritrovare se stesso attraverso la percezione del mondo esterno, ma ritiene che le forme più semplici presenti nella natura debbano essergli presentate attraverso il loro significato simbolico.
• "La pedagogia del giardino d'infanzia" del 1840.

 

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