INSEGNARE STORIA SENZA FAR LEZIONE

un momento del workshop
Rivolto alla Scuola media inferiore o biennio della scuola superiore

Conduttore: Gianni Di Pietro con Giorgio Barazza

Tema:
far provare concretamente un modo diverso di insegnare storia, collegandone strettamente lo studio alla pratica consapevole delle abilità di studio, all'atteggiamento mentale critico-scientifico e alla cooperazione fra gli studenti. L'argomento prescelto per il pomeriggio di lavoro è una riflessione sul significato del crollo dell'impero romano d'Occidente. Si tratta di un tema storiografico molto rilevante, il cui controllo implica la conoscenza di problematiche connesse a circa mezzo millennio di storia romana: è insomma uno di quegli argomenti che come in un nodo riassume una quantità significativa di concetti e informazioni fondamentali. Tale scelta é stata operata anche perché è stato trovato un brano che si presta moltissimo all'esperienza, sia per quanto riguarda i contenuti sia per quanto riguarda la loro organizzazione dal punto di vista testuale-grafico-concettuale: sono queste caratteristiche del brano prescelto a rendere possibile un'esperienza complessa in un tempo relativamente breve.

Il laboratorio è organizzato nelle seguenti fasi:

1. CHI SIAMO (5’) scheda di lavoro per individuare gli ordini di scuole, le materie insegnate e il livello di conoscenza del cooperative learning.

2. PRESENTAZIONE ESPERIENZA E PRINCIPI (15’) scheda di lavoro e brainstorming. Modalità di lavoro: a piccoli gruppi (da 2 a 5) o strutture tipo jigsaw.
Elementi essenziali dell’apprendimento cooperativo: responsabilità personale verso se stessi (apprendimenti significativi, motivare ad apprendere) e verso gli altri; competenze sociali, (da osservare e monitorare); revisione di gruppo e progetti di miglioramento: cosa fare di diverso per fare meglio (attraverso la supervisione).

3. ATTIVITÀ DI ACCOGLIENZA (15’)
Attività per conoscerci, divertirsi e entrare nel tema. Viene costruita una situazione di interdipendenza. Si agiscono competenze sociali che riguardano ad esempio: il comunicare, il problem solving: la gestione delle differenze di ruolo/potere (IO-PERDO-TU-VINCI o di IO-VINCO-TU-VINCI/IO-PERDO-TU-PERDI).
Riflessioni: Forse ci sono altre soluzioni a questo problema che in fondo è quello di come uscire dal dilemma SICUREZZA O FIDUCIA, di COME STARE NELLE DIFFERENZE?
Forse dobbiamo imparare a giocare di più e meglio
Se dovessimo rifare l’attività cosa faremmo di diverso per raggiungere l’obiettivo: io, gli altri, chi ci ha fatto giocare?

4. IL LAVORO SULLE ABILITÀ DI STUDIO: modalità jigsaw (35’)
Si tratta anzitutto di rendere consapevole la necessità di strumenti e procedure per fare i conti con il testo: è una fase che di solito si salta nella scuola e nell'insegnamento, perché forse inconsciamente si ritiene che saper studiare sia una sorta di fatto innato nello studente. L'obiettivo cognitivo fondamentale di questa fase è dunque dotare tutti i partecipanti di una strumentazione di base omogenea e consapevole di approccio al testo: brainstorming e bilancio delle conoscenze possedute; tecniche e modalità di lettura; struttura di un brano argomentativo (argomento, tesi di fondo, idee principali, idee secondarie); modalità di rappresentazione grafica della struttura profonda di un testo.

a).GRUPPO DI BASE : costituiti i gruppi base di 4, vengono distribuiti tra i partecipanti i materiali da studiare. I brani sono di lunghezza tendenzialmente omogenea (quelli che sembrano tanto più lunghi hanno in realtà molte pagine interamente occupate da rappresentazioni grafiche) e, sono tratti da AAVV, Professione studente. Itinerario per l'acquisizione del metodo di studio, Eurelle Edizioni, Torino 1993. Essi riguardano aspetti centrali del metodo di studio e passi essenziali del percorso di comprensione: Collocare l'argomento (14-19), Crearsi aspettative (24-29 e 42-43), Individuare la struttura (59-61, 64, 66-67, 71, 87), Schematizzare ( 133-145)

b).GRUPPO DEGLI ESPERTI: a) si costruiscono gruppi omogenei di persone con lo stesso materiale, b) il materiale va “affrontato” secondo le istruzioni che si danno: leggere, individuare il nucleo concettuale del proprio materiale, sintetizzare (mappa concettuale), preparare una presentazione per esporne il nocciolo con quesiti per verificare la comprensione dell’esposizione;

c).GRUPPO DI BASE: i componenti dei gruppi di esperti tornano nei rispettivi gruppi di base ed illustrano il materiale su cui si sono preparati. Il risultato é che ogni componente del gruppo possiede la strumentazione fondamentale per affrontare in modo razionale un qualsiasi brano di storia. La forma cooperativa dell'attività implica la pratica di comportamenti volti a favorire la comprensione (separare l'essenziale dall'accessorio in relazione al poco tempo a disposizione e all'esigenza di far comprendere i compagni di gruppo, riformulare, fare domande)


5. IL LAVORO SULLA STORIA
I partecipanti restano divisi nei gruppi base come alla fine dell'attività precedente.
Si tratta ora di porre in opera gli strumenti preparati nella fase di lavoro appena conclusa e di verificare se essi realmente funzionano sul campo di lavoro, in questo caso un argomento fondamentale di storia antica.

a)Distribuzione del materiale: ad ogni partecipante vengono distribuite le fotocopie del brano: La fine dell'impero romano d'Occidente: crollo di uno stato o declino di una civiltà?, tratto da A. De Bernardi e S. Guarracino: L'operazione storica. Il Medioevo. 1, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, Milano 1986, pp. 28-37.
b)Fase individuale (10'): lavorando individualmente, ognuno deve, attraverso la lettura orientativa, realizzare una ipotesi di schema che riassuma i contenuti del brano (concetti chiave) e le loro reciproche relazioni (collegamenti attraverso frecce). Il tempo dato è molto breve perché intende rendere impossibile, in questa fase, la lettura analitica e far usare una tecnica di lettura diversa, quella orientativa, in relazione al tempo ed allo scopo. L'obiettivo cognitivo è, utilizzando una tecnica di lettura scoperta nella fase precedente, di assumere consapevolmente un atteggiamento attivo verso il testo e dare al risultato della propria lettura attraverso i segnali del testo consapevolmente il valore di una ipotesi da verificare.
c)Fase di gruppo (50'): ogni gruppo deve confrontare l'ipotesi di schema proposta da ciascuno dei suoi componenti, organizzare uno schema unico, verificare attraverso la lettura del brano se questo schema ne rappresenta correttamente i contenuti e le relazioni reciproche fra questi, realizzare uno schema definitivo. Ogni gruppo ha a disposizione una copia del materiale Produrre schemi (156-170), da usare come stimolo per la scelta del tipo di schema da proporre. In questa fase, ogni gruppo può organizzarsi come meglio crede, fatta salva la pratica di alcune abilità sociali: parlare sottovoce, parlare in modo equamente distribuito, integrare il punto di vista degli altri, negoziare il risultato finale. Si segnala che, per stare nei tempi, sarebbe opportuno dividersi il lavoro di lettura di studio per verificare la correttezza dello schema proposto. L'obiettivo cognitivo fondamentale è quello di trasportare, anche all'interno di una attività culturale in territorio umanistico, il principio scientifico galileiano: ipotesi-verifica dell'ipotesi attraverso la prova-rettifica dell'ipotesi di partenza ed elaborazione del prodotto definitivo.

6. DISCUSSIONE DELL’ESPERIENZA (20’)
Facciamo revisione: modalità intervista a coppie: a) cosa ha funzionato e cosa no, nel lavoro di gruppo b) come migliorare l’efficacia nello stare a proprio agio e nell’esecuzione del lavoro.
Per sviluppare la discussione tra i gruppi prima l’”intervista a coppie”, poi l’ attività “uno a casa e tre in viaggio” (per conoscere gli elementi di discussione dell’esperienza degli altri, fare conoscere la propria e valorizzare il punto di vista dell’altro).
Consegne per l’attività “uno a casa e tre in viaggio”:
- per chi rimane “a casa” : in alcuni minuti (5’) esporre il quadro della discussione emersa
- per chi viaggia: in un minuto a turno (3’) fornire un feedback costruttivo su: a) cosa vi ha colpito nella presentazione b) cosa vi è sembrato interessante c) date una lode sulla esposizione
- nel gruppo, al ritorno dal viaggio: scambio di vedute (10’) su com’è andato il giro.

7. LA VALUTAZIONE: (10’) revisione di gruppo con scheda di lavoro su cosa porto a casa, cosa metto nel cassetto, cosa butto via.

8.- SALUTI E ARRIVEDERCI (5’)


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