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Il Cooperative Learning e scuola del XXI secolo: confronto e sfide educative (sett.2007)
Corso-Convegno di perfezionamento per insegnanti

Si è concluso, il 7 settembre  il convegno “Il Cooperative Learning e scuola del XXI secolo: confronto e sfide educative” organizzato dall ‘Università Pontificia Salesiana, dalla Libera Università Maria Santissima Assunta, dall'Associazione professionale UCIIM (Unione Cattolica Insegnanti Italiani della scuola Media) del Lazio,  patrocinato dal Ministero della Pubblica Istruzione, dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma. Hanno partecipato circa 600 tra insegnanti e dirigenti scolastici.

Il saluto di benvenuto è stato dato dato dal prof. don Mario Toso e dall'onorevole Silvia Costa, Assessore della Regione Lazio all'Istruzione, Coordinatore degli Assessori nella conferenza Stato Regioni.
Gli incontri erano rivolti alle scuole di ogni ordine e grado e intendevano offrire a molti insegnanti la possibilità di ritrovarsi, di confrontare esperienze significative, di orientare sforzi di rinnovamento, di convergere su obiettivi condivisi, di coinvolgersi in un progetto e in un linguaggio comune. Sono state proposte riflessioni teoriche di studiosi e ricercatori, ma anche esperienze significative sviluppate a vari livelli di scuola e nelle diverse discipline. L'obiettivo fondamentale era quello di far crescere tra gli insegnanti l'idea di una comunità professionale che recuperi l'iniziativa e che si prenda cura di sé migliorando con continuità la propria professionalità.

Durante le  mattinate ci sono state le relazioni introduttive in sessioni parallele, dove, partendo da riflessioni sull'attualità del rinnovamento educativo in atto nel nostro continente, si è dimostrato  come con il cooperative learning si possono affrontare alcuni degli aspetti più “critici” dell'attuale ricerca educativa: la valutazione dell'apprendimento, il concetto di comunità che apprende, l'uso e l'applicazione alla comunità della conoscenza, le disposizioni della mente.
pomeriggi sono stati invece dedicati ad un lavoro più applicativo con la presentazione di esperienze significative e originali del metodo a vari livelli di scuola e di disciplina, con la integrazione tra apprendimento cooperativo e altre metodologie di insegnamento/apprendimento significativo e tra cooperative learning e le disposizioni mentali.

La terza giornata è stata dedicata ad una tavola rotonda come momento di confronto sulle possibilità concrete per le scuole di essere supportate nello sforzo di ricercare modalità efficaci per rispondere alle sfide educative. Ha coorinato il prof. Tognon, hanno il Dr. Calcerano (Direttore Generale della Formazione del personale in servizio MPI), la prof.ssa Lupidi Sciolla (presidente nazionale dell'Associazione professionale degli insegnanti UCIIM), il Dr. Mazzoli (Dirigente Scolastico, facente parte della Commissione che ha stilato le Nuove Indicazioni Nazionali.).

Tra gli obiettivi del convegno quello di offrire la possibilità a docenti e dirigenti delle scuole di ogni ordine e grado di ritrovarsi, di confrontare esperienze significative, di orientare sforzi di rinnovamento, di convergere su obiettivi condivisi e di coinvolgersi in un progetto e in un linguaggio comune.

Tra i relatori M. Comoglio (UPS), G. Tognon (LUMSA), L. Bertazzi (formatore), S. Cacciamani (Univ. Valle d'Aosta), I. Fiorin (LUMSA) e N. Rosati (LUMSA). I conduttori dei workshop provenivano da realtà educative diverse quali le scuole, le ASL e l'area della formazione.


Dall'articolo di Elena Fazi sul Convegno

“Tutti gli interventi hanno sottolineato come la società stia attraversando un periodo di rapido cambiamento degli scenari culturali, economici e sociali che esigono un impegno rinnovato dal parte della scuola e degli stessi giovani, perchè acquisiscano nuove competenze. La scuola si trova così ad affrontare problemi sempre più pressanti e ineludibili, come la perdita di motivazione ad apprendere, la difficoltà di stabilire relazioni interpersonali efficaci, l'esigenza di imparare a collaborare per raggiungere obiettivi comuni, ecc. La società, da parte sua, richiede che gli studenti siano preparati ad assumere un ruolo di cittadinanza attiva e responsabile, che siano in grado di affrontare problemi complessi e che siano disposti ad apprendere con continuità per tutta la vita.
Tutto questo richiede lo sforzo di aggiornamento e di rinnovamento non solo delle istituzioni scolastiche, ma del singolo docente e dirigente, perché sia in grado di affrontare questo cambiamento e accompagnare i suoi destinatari. Ne è emerso il bisogno di coniugare nuove competenze metodologiche e capacità di visione rispetto al futuro, in modo da sapere prevedere i problemi e per acquisire una nuova consapevolezza di ruolo. In questa prospettiva, il Cooperative Learning ha dimostrato di essere una metodologia efficace a livello di apprendimento e di abilità sociali, di inclusione tra culture diverse e persone diversamente abili, di motivazione e di gestione positiva dei conflitti.

Tra i temi risaltati nel corso del convegno quello della “disposizione mentale” indicato anche da recenti studi psicopedagogici come una strada privilegiata per il coinvolgimento attivo dello studente per un apprendimento motivato, significativo e duraturo. I relatori hanno evidenziato che troppo spesso si continua a rispondere a nuove domande di formazione e di riconversione attraverso corsi tradizionali di aggiornamento rivolti a singole scuole o a piccole reti di scuole. Questi tipi di corsi, per lo più centrati su tematiche previsti da necessità burocratiche o di carriera, sono apparsi inadeguati a trasmettere idee e sfide nuove promosse dalla ricerca educativa, come anche sintesi di esperienze e pratiche di successo diffuse e scientificamente validate.
Tra gli scopi più originali del convegno la promozione dell'idea e dell'esigenza di una comunità professionale degli insegnanti che recuperi l'iniziativa, si prenda cura di sé attraverso un continuo aggiornamento professionale, sappia offrire ai suoi destinatari concrete e consistenti proposte formative. Tutto questo con la collaborazione e il sostegno delle Università. A questo proposito, il Rettore dell'UPS ha evidenziato che “lo scambio proficuo tra riflessione, ricerca scientifica sull'educazione e sull'apprendimento, e pratica reale e concreta, di cui l'associazionismo professionale rappresenta un'espressione, consente di vedere più facilmente gli sbocchi operativi e le necessarie progettualità”; e ha aggiunto: “Il salto di qualità di una scuola moderna dipende molto da una nuova e costante prassi di ricerca sul piano della didattica, che obbliga a commisurarsi costantemente ai destinatari e al contesto socio-culturale”.

Da parte loro, le autorità politiche che hanno preso parte al convegno, hanno assicurato il proprio interesse e appoggio al lavoro delle scuole auspicando la ripetizione sistematica e frequente di simili opportunità formative, così significative e di alto livello, in particolare l'onorevole Silvia Costa che ha garantito il suo costante impegno nel presentare proposte e progetti e nel sostenere quelli avanzati dalle scuole

.Il convegno ha avuto la soddisfazione dei partecipanti di vedere raggiunti gli obiettivi prefissi, in particolare quello di uno dei suoi più impegnati organizzatori, il prof. Mario Comoglio, che ha prospettato l'edizione di altri Corsi con cadenza annuale a turno in altre parti d'Italia. Il Rettore dell'UPS, da parte sua, ha dichiarato: “Per noi, la vostra partecipazione, oltre che comunicarci stima e incoraggiamento, è un arricchimento. É trovare compagni di viaggio con cui unire le forze, a fronte della grande emergenza antropologica e sociale che è l'educazione”. E a conclusione del convegno ha detto: “La vostra presenza qui è segno di una profonda consapevolezza: la serietà della scuola non viene primariamente da un riformismo dall'alto, a colpi di circolari e di annunci ministeriali, ma anzitutto da una rinnovata coscienza dei suoi soggetti e dalla loro mobilitazione morale e culturale. La scuola deve ritrovare in sé la capacità di un'auto-riforma dal basso, coadiuvata certamente dalle leggi e dall'istituzione statale, che però non sono ultimamente decisive: queste poco potrebbero quando non vi fosse sincera dedizione e ferma volontà di bene”.









Articolo completo di Elena Fazi sul Convegno - [66071 bytes]

locandina - [6.68 Kb]

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