Torino: Al Giulio corso base (nov. 06)
Nei mesi di dicembre
2006 e gennaio 2007 presso l'Istituto Giulio via Bidone Torino si è tenuto un nuovo
corso base di cooperative learning (il primo, sempre al Giulio, si è
svolto a gennaio-febbraio 2006); finanziato direttamente dall'IPC Giulio, è
stato tenuto dai facilitatori del CESEDI ed insegnanti Maria Grazia Bergamo,
Chiara Chicco e Maurizio Falasca.
Il
corso, della durata di 21 ore ha visto la presenza di insegnanti interni al
Giulio (diurno e serale), di alcune colleghe e colleghi del IC Manzoni e dell'ITIS
Pininfarina di Torino.
Sono
stati affrontati gli aspetti fondamentali delle metodologie dell'Apprendimento
cooperativo, in particolare:
- Conoscersi e creare
clima
- Raccogliere
i bisogni e le aspettative
- Fare
esperienza del metodo attraverso due strutture esemplificative(intervista
roundrobin)
- Conoscere
i principi fondamentali del metodo attraverso la cooperazione (learning
together-ragnatela)
- Sensibilizzare
all'uso delle competenze sociali, conoscere quali sono e come si insegnano
- Sensibilizzare
all'uso delle STRUTTURE di apprendimento cooperativi
- Conoscere
le forme del coop learning informale e formale
- Fare
esperienza attraverso sperimentazione diretta di conduzione di strutture
(pratica guidata)
- Applicare
le strutture ai contenuti disciplinari.
I moduli di lavoro si
sono susseguiti secondo le seguenti scansioni:
1° Che cosa è l'apprendimento cooperativo:
- Principi
fondamentali
- Interdipendenza
positiva
- Responsabilità
individuale
- Uso
delle competenze sociali
- Interazione
promozionale faccia a faccia
- Revisione finale
2°-
3° Insegnamento diretto delle competenze sociali:
- Saper comunicare
- Leadership distribuita
- Gestire costruttivamente
i conflitti
- Risolvere problemi
- Prendere decisioni
- Esempi concreti: la
carta T ed il roleplay
4°- 5° modelli
e strutture di apprendimento cooperativo:
- Le strutture di Kagan
- Il Jigsaw di Slavin
- Il Learning together di Johnson
- Il Group Investigation
di Sharan
6° -
7°: unità didattiche in apprendimento cooperativo:
- Riflessione e revisione
delle unità precedenti
- Studio di alcune
strutture di apprendimento cooperativo
- Lettura di esempi di
unità didattiche
- Sviluppo di unità
didattiche
Dopo
il corso base di settembre si è presa la decisione come Collegio docenti di
strutturare un gruppo di lavoro sulle metodologie che favorissero l'inclusione,
lo stare bene a scuola e stimolasserouna didattica attiva e rivolta
all'imparare a imparare.
Per quanto riguarda la metodologia del CL nella scuola
è presente un facilitatore e un referente di rete. Il lavoro è stato impostato
come un gruppo di riflessione e pratica di CL, aperto a tutta la zona di Torino
su tematiche specifiche rispetto all'applicazione in classe. Gli incontri sono
stati di due ore per volta, con la partecipazione di 20/5 insegnanti per volta.
- Il
23 gennaio il confronto è stato sui punti di forza e sulle criticità emerse
nell'applicazione nelle classi. Risono sperimentate in apprendimento
cooperativo idee per gestire una lezione in CL.
- Il
20 febbraio sono stati riproposti i principi generali con approfondimenti su
alcuni aspetti. Il facilitatore per il CL presente nella scuola prof.ssa
Chicco -ha ripreso le strutture finalizzate all'apprendimento dividendole per
tipologia.
- Il
20 marzo si è affrontato il gioco nell'apprendimento cooperativo con attività
in CL proposte dal facilitatore. Si sono esaminati anche esercizi pratici
tratti dal libro del prof. Comoglio.
L'IC
Manzoni è entrato in rete e il referente di scuola è l' insegnante Ugo
Ad
aprile si è tenuto il seminario sulla abilità sociale con il facilitatore della
zona di Chiasso Viglino.
Il
15 maggio si è parlato di UdA, valutazione, uso di rubriche e loro impostazione.
A
giugno ci sarà l'ultimo incontro per programmare l'attività di inizio anno. 15
insegnanti della scuola parteciperanno al corso della zona di Torino tenuto dal
prof. Ellerani su UdA e valutazione.
Le
considerazione che si possono trarre da questa attività , monitorata anche
attraverso un questionario, è veramente positiva. La metodologia del CL
permette maggior integrazione in classi che hanno una elevata presenza di
stranieri, sviluppa partecipazione attiva,
lavora su competenze sociali e cognitive,permette agli insegnanti di
lavorare insieme e di progettare percorsi. Si rileva la necessità di fare
ancora pratica,di conoscere meglio le UdA e di continuare il percorso di
formazione sia con incontri con i facilitatori su tematiche specifiche sia con
corsi strutturati di approfondimento
Chiara
Chicco