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PROGETTO PER L'INNOVAZIONE DELLA SCUOLA
a cura di: Ce.Se.Di e Gruppo per l'Innovazione della
Scuola (GIS )
Le
recenti statistiche P.I.S.A. rilevano il periodo di crisi che la scuola sta
vivendo. La globalizzazione, la società multiculturale, la crescita esponenziale
delle informazioni, le classi eterogenee composte di ragazzi con capacità,
culture, esperienze diverse fra loro, la passività degli studenti recettori di
molteplici messaggi, soprattutto mediali, sollecita una trasformazione della
scuola da veicolo di conoscenze a laboratorio per la costruzione di competenze,
così come indicato dalle più recenti teorie psico-pedagogiche.
L'autonomia
dei singoli istituti scolastici deve sostenere un processo di cambiamento e un
più efficace governo della scuola, cercando di superare quelle che Fullan
(2005) definisce scuole bloccate, dove prevale l'incertezza e l'isolamento.
La scuola in movimento, che ha risultati più efficaci dal punto di vista sia
delle abilità sociali sia degli apprendimenti, è quella che rende gli studenti
protagonisti attivi del loro processo di crescita personale e culturale e li
rende capaci di operare scelte.
L'elaborazione
del POF può e deve avvenire attraverso l'azione collettiva di una vera
comunità di apprendimento, favorendo l'interazione a più livelli tra tutti i
soggetti coinvolti: insegnanti, famiglie, studenti, personale non docente. La
comunità che apprende diventa il terreno sul quale sviluppare una progettazione
continua e ricorsiva, che guardi alle competenze chiave per l'apprendimento
permanente (Agenda di Lisbona e successivi documenti della Comunità Europea).
Il
Cooperative Learning può essere uno degli strumenti più funzionali per
sviluppare le competenze relazionali di tutti i soggetti della scuola e per
tradurre le idee di progetto in prassi condivise.
Il
"Progetto per l'innovazione scolastica" di quest'anno, é il naturale
sviluppo della comunità di pratica e di apprendimento che, iniziata in
sordina nell'anno scolastico 1997-98 con l'obiettivo di sviluppare metodologie
didattiche innovative, è riuscita a coinvolgere nei corsi organizzati
direttamente dal Ce.Se.Di. più di 3.000 insegnanti, appartenenti a scuole
d'ogni ordine e grado. Il numero reale degli insegnanti in formazione, in
realtà, sfugge alla statistica perché molte sono state le singole scuole, i
consorzi di scuole, le reti che hanno finanziato direttamente i momenti
formativi.
La "comunità
di pratica e di apprendimento" ha sostenuto la professionalità docente
attraverso la conoscenza e l'applicazione del metodo del cooperative
learning e, poco per volta, si è radicata sul territorio.
Il decentramento territoriale è divenuto prassi sia
per la dimensione post-corso, sia per la supervisione e il sostegno degli
insegnanti attraverso le zone (Chivasso-Ivrea;Grugliasco; Pinerolo; Torino;
Val Sangone; Val di Susa).
Tutti i docenti, che passano dalla formazione
teorica all'applicazione concreta nelle loro classi, restano in contatto
tra loro attraverso