Alunni con bisogni educativi speciali

Alunni con Bisogni Educativi Speciali

a cura della professoressa Barbara Gonzaga

 

La scuola oggi vive un momento di crisi perché è inserita in una società in trasformazione: da una parte le numerose riforme del sistema scolastico, dall'altra la pervasiva diffusione delle nuove tecnologie infine, l'aumento dei fenomeni migratori ha imposto l'esigenza di un'apertura a culture diverse. Dunque è una crisi, per il cambiamento che si sta verificando attorno ad essa, ma nello stesso tempo ha un ruolo decisivo per lo sviluppo di un sistema democratico. In questo contesto sono sempre di più gli alunni in difficoltà nell' apprendere, per le ragioni più svariate, e allora bisogna fermarci a riflettere e capire.


La prima cosa da fare di fronte ad un alunno con difficoltà è, valutare le abilità di letto-scrittura attraverso una accurata analisi realizzata dallo specialista, al fine di escludere altre patologie più o meno gravi di tipo cognitivo e solo successivamente impostare un lavoro in accordo con gli insegnanti per migliorarne gli apprendimenti. La scuola, del resto, e per essa l'insegnante, con il suo saper fare e una diversa scansione degli apprendimenti può essere il primo strumento compensativo e come dice Daniel Pennac" Ogni studente suona il suo strumento, non c'è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l'armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un'orchestra che prova la stessa sinfonia..." Le classi sono complesse, è importante mettere in atto due o tre percorsi individualizzati, cambiare prospettiva e metodo, affinché tutti in classe possano procedere in modo abbastanza uguale, è importante sostenere un metodo multisensoriale e su questo punto tutti o quasi, concordiamo nel sostenere l'importanza di una metodologia adeguata per combattere la dispersione scolastica.


All'interno dell'area BES trovo estremamente interessante la questione sul Funzionamento Intellettivo Limite. L'espressione "Funzionamento Intellettivo Limite" viene utilizzata per quegli studenti che, pur non avendo disabilità intellettive, presentano comunque un funzionamento intellettivo inferiore a quello della maggioranza dei coetanei. Tale condizione di svantaggio può causare l'insorgere di problemi per bambini e ragazzi con questa tipologia di profilo, a scuola, in famiglia, nella società. Proprio in virtù di tali peculiarità, essi necessitano di essere maggiormente aiutati rispetto ai coetanei nei differenti contesti di vita. Gli specialisti paragonano questo profilo a una specie di "limbo", tra la normalità e il Ritardo mentale, a cui la ricerca ha dedicato ad oggi poco interesse, nonostante la prevalenza diagnostica si collochi tra il 3% e il 7%, questi alunni sono anche chiamati "lenti nel capire" .Oggi viene considerato una condizione di Fil un punteggio compreso tra 71 e 84, ottenuto attraverso test appropriati ad esempio le scale WISC per i bambini e gli adolescenti e la WAIS  per gli adulti. Un aspetto innovativo concerne proprio la raccomandazione di basarsi su un'attenta valutazione sia del funzionamento intellettivo che di quello adattivo e, inoltre, del livello di supporto cui il bambino/ragazzo necessita nei diversi contesti di vita. A conclusione di tutto ciò, è importante sottolineare che, il Fil non costituisce una popolazione omogenea. Ogni studente con tale disturbo costituisce una individualità che deve essere considerata come tale sia ai fini della diagnosi, ma soprattutto ai fini abilitativi e rieducativi. A scuola per scegliere le strategie più adeguate e per fornire loro i supporti di cui hanno bisogno, i due aspetti sono interdipendenti.

Oggi, per garantire a questi studenti il diritto allo studio, bisogna fare riferimento alla direttiva ministeriale del 27/12/2012, e per essere concretamente realizzato, deve passare attraverso un'attenta personalizzazione dell'offerta formativa.

La personalizzazione del processo educativo e didattico si basa sulla conoscenza delle caratteristiche cognitive, affettive e motivazionali degli allievi. Tale fase è intrinseca al processo dell'istruzione e perciò va prevista per tutti gli studenti, tuttavia diviene più delicata e indispensabile per quelli che hanno Bisogni Educativi Speciali.

 

 

 

                                                                                       Professoressa Barbara Gonzaga

Docente in ruolo e referente DSA – BES presso  presso l'Istituto "Giulio"  di Torino,   e referente del Centro per l'inclusione di Torino

 

 

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