apprendimentocooperativo.it
in collaborazione con:
Costruire competenti comunità di apprendimento nella scuola sostenute dal Cooperative Learning
Questo è il tema del secondo convegno nazionale - dopo quello dell'anno 2004 - tenutosi nella settimana dal 16 al 20 gennaio 2006.

L'evento è realizzato con il supporto della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo di Torino che contribuisce a finanziare la partecipazione dei relatori, esperti formatori e padagogisti provenienti da tutta Italia.

La "Settimana" intende porre in luce quanto il progetto ha portato a maturazione nel corso di questi anni, ed in particolare negli ultimi due e prevede la co-conduzione tra tutti gli attori del progetto:

- Università di Torino. Facoltà di Scienze della Formazione
- Università Salesiana di Roma
- SCINTILLE.IT
- Confcooperative Piemonte
- ARIAC Associazione Ricerca Italiana Apprendimento Cooperativo



La "Settimana del Cooperative Learning" ha voluto porre in luce quanto il progetto ha portato a maturazione nel corso di questi anni, e rilanciare nuove sfide per le scuole che si sono interessate e si interessano alla metodologia del Cooperative Learning.
La "Settimana" ha voluto infatti essere un momento di verifica e di confronto sulla conoscenza, applicazione, ri-definizone del metodo, e anche un momento di diffusione tra gli insegnanti ancora non coinvolti. Le attività nelle diverse zone sono state centrali per l'evento. Il convegno si è infatti articolato in un'intera settimana con un momento iniziale di avvio attività ed uno finale. Tra questi due momenti si sono articolate le attività delle diverse zone coinvolte nel progetto che hanno lavorato su tematiche specifiche e connesse con il tema del Cooperative Learning: per tre giornate sono stati proposti due eventi in contemporanea su due zone differenti. La giornata conclusiva è stato il momento in cui le diverse zone hanno presentato i lavori della settimana, integrato dal contributo dei relatori. Anche la prima giornata di avvio si è avvalsa di importanti contributi e stimoli teorici.

PREMESSA

"...Il passaggio significativo è avvenuto con la prospettiva sistemica, che ha traghettato il progetto verso una comunità di apprendimento: oltre alla pratica sul cooperative learning, l'uso del cooperative learning per il cambiamento significativo dell'idea di scuola e di contesto di apprendimento.
Quale natura assume questo tipo di comunità? Come poterla avviare?
Alla prima domanda rispondono Schratz e Steiner-Loffler (2001, p.25-26) citando tre principi di Doppler e Lauterburg (1994), i quali sono indispensabili per la comunità scolastica:
- imparare attraverso l'azione poiché le persone apprendono in modo ottimale agendo (nelle circostanze più positive con una pianificazione e una successiva valutazione in team); il prezzo da pagare consiste in piccoli errori, occasionali panne, che vengono però riconosciuti come importanti occasioni si apprendimento";
- assumere un modello di apprendimento cooperativo, in cui il dirigente scolastico non è più colui che sa tutto, sa di conseguenza fare tutto meglio e perciò si arroga unilateralmente il diritto di giudicare gli altri. Il sistema si sottopone a un apprendimento comune, in cui anche il ruolo e il comportamento del dirigente diventano oggetto di riflessione comune;
- lasciare la responsabilità dello sviluppo a chi vi è coinvolto: gli autori mettono contemporaneamente in guardia dal fatto che l'autonomia e l'autoresponsabilità dei collaboratori rafforzano la solitudine e lo stress da responsabilità.

Alla seconda domanda - come avviare una comunità che apprende ?-rispondono i Johnson (1994) con un percorso segnato da cinque momenti:
1.Cambiare lo status quo. Lo status quo è dato dalla struttura individualistica e competitiva .che contraddistingue la produzione di massa che tende a dominare anche nelle classi e nelle scuole. Nella classe è rappresentata dal leggere e discutere con la classe intera, dal fare esercizi individuali, e verificare con i test. Nella scuola, è rappresentata dal lavoro individuale e separato degli insegnanti e dei dirigenti;
2.Suscitare una visione comune di cosa la scuola potrebbe e dovrebbe essere. .I Leaders educativi per esser tali, frequentemente e con entusiasmo comunicano dove stanno andando, la vision del momento, per costituire una scuola cooperativa. Il Dirigente è l'ispiratore di un sogno, che suscita impegno verso l'obiettivo comune di creare una scuola cooperativa basata sul gioco di squadra;
3.Trasmettere potere attraverso i gruppi cooperativi. .Questa è la più importante di tutte le attività di leadership. Quando la scuola o gli studenti sentono impotenza e scoraggiamento, occorre sostenerli con un gruppo che crea fiducia e opportunità. Dal supporto sociale, e dalla responsabilità, viene data importanza ai compagni che li motiva ad essere impegnati per sforzarsi di raggiungere il compito con successo, Gli studenti sono potenziati dal cooperative learning e i membri della scuola sono potenziati attraverso i gruppi collegiali di insegnanti e sviluppano la capacità di prendere decisioni insieme.
4.Guidare con esempio. .Modelli di leader che usano procedure e strategie cooperative, prendono decisioni per aumentare le loro competenze professionali. Le loro azioni devono essere congruenti con quanto annunciano.
5.Incoraggiare la persistenza. .L'impegno a lungo termine, l'impegno a sforzarsi continuamente a migliorare le proprie competenze viene dal cuore, non dalla testa. Attraverso di esso si assume coraggio e fiducia per continuare a lottare per aumentare la conoscenza e l'expertise. Il supporto sociale e la concreta assistenza attraverso i leaders educativi fornisce a studenti e insegnanti la forza di cui hanno bisogno per persistere ed eccellere.

Le caratteristiche vissute dal sistema del progetto della Provincia di Torino, come comunità di apprendimento che opera in una scuola a base cooperativa, possano essere così definite:
a) interdipendenza sociale di tipo positivo;
b) responsabilità individuale dei suoi membri;
c) eterogeneità dei membri rispetto a competenze, specializzazioni e saperi disciplinari;
d) leadership distribuita e condivisa;
e) condivisione delle responsabilità con l'altro;
f) enfasi sul compito e sul suo mantenimento;
g) abilità necessarie insegnate-apprese direttamente;
h) il team-comunità rivede i processi per essere più efficace..."

COMUNITA' DI PRATICA E DI APPRENDIMENTO PROFESSIONALE SOSTENUTE DAL COOPERATIVE LEARNING Piergiuseppe Ellerani, Università di Urbino) contributo in cartellina

Hanno avviato i lavori durante la prima giornata,tenutasi presso l'Istituto Avogadro di Torino, alcuni relatori di rilievo:

A. Maraschiello, Gruppo CLAS - Milano, "Cosa significa una comunità di apprendimento nella scuola italiana?    vai al contributo in cartellina

M. Comoglio Università Pontificia Salesiana. "Che cosa sostiene la scuola come comunità di apprendimento?"   vai al contributo in cartellina

"S. Cacciamani, Università della Valle d'Aosta. "Costruire contesti significativi per l'apprendimento con le reti tecnologiche: è davvero possibile?vai al contributo in cartellina

A seguire, i saluti delle autorità:

L. Albert, Direttore Area Istruzione e Formazione prof.le della Provincia di Torino (vai all'intervento)

A. Romagnolli, Presidente Confcooperative Piemonte (vai all'intervento)

G. Inaudi, Fondazione per la Scuola della Compagnia di S.Paolo (vai all'intervento)

Moderatore del dibattito è stato il prof.Piergiuseppe Ellerani.

A seguire, nei giorni 17-18-19 gennaio, gli incontri di zona - due in parallelo per ogni pomeriggio - coordinati dai "facilitatori" di ogni zona e strutturati con la presentazione di esperienze in apprendimento cooperativo, seguite o precedute dall'intervento degli esperti invitati.
Questo il programma nelle zone:

17 gennaio.
ZONA DI GRUGLIASCO. Istituto Majorana "Il Cooperative Learning nell'educazione scientifica: le esperienze nella scuola primaria e secondaria". Relatore Giuseppe Valitutti Università di Urbino: "La cultura dell'apprednimento scientifico in collaborazione"

ZONA DI TORINO.Scuola Elem. Casalegno"Il cooperative learning come sistema per lo sviluppo delle competenze" Relatore: Bianca Maria Varisco Università di Padova "Quali idee di competenza per la scuola?"

18 gennaio.
ZONA DI PINEROLO.Istituto Buniva"Lo sviluppo della cultura scientifica attraverso il cooperative learning. La ricerca in Italia". Relatore: Angela Pesci (Univ. Pavia): "Cosa ci dicono le ricerche italiane sul coop learning in matematica?"

ZONA VAL SANGONE. Istituto comprensivo Giaveno-Coazze"L'individualizzazione e la personalizzazione: il contributo del lavoro di gruppo nella scuola dell'infanzia" Relatori: Liliana Dozza (Univ. Bolzano) e Quinto Battista Borghi (Univ. Bolzano): "Il gruppo all'infanzia è solo socializzazione?"

19 gennaio.
ZONA DI CHIVASSO.Ist. Europa Unita "La valutazione autentica e la progettazione significativa attraverso le unità di apprendimento". Relatore: Dino Cristanini (esperto nei processi didattici e degli apprendimenti- direttore de l'Educatore"): "Cosa significa progettare per UdA e andare oltre le riforme?"

ZONA VAL DI SUSA. Istituto Rosa di Bussoleno "Le competenze trasversali: le prospettive europee". Relatore: Roberto Trinchero (Univ. Torino): "Quale apporto del cooperative learning alle competenze trasversali?"



La giornata conclusiva del 20 gennaio ha previsto una prima parte in cui sono stati presentati i lavori realizzati e prodotti nelle zone durante la settimana con la modalità "Vision Gallery", che ha permesso ai partecipanti di vionare i lavori sistemati su griglie espositive. A seguire, il contributo dei relatori che hanno fornito nuovi stimoli a partire dalle riflessioni emerse nelle zone:

A.M.Poggi, Preside Facoltà Scienze della Formazione, Università di Torino. "Nell'europa delle autonomie, l'autonomia della scuola è ancora reale?"

M.T.Siniscalco, Università di Torino. "La scuola italiana è con l'Europa?"

M.Baldacci, Preside Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Urbino. "Quale didattica per la scuola del XXI secolo?"


I lavori si chiudono con i saluti delle autorità:

U.d'Ottavio, Assessore Istruzione e Formazione Provincia di Torino

A.Dominici, Dirigente USR

L.Albert, Direttore Area Istruzione e Formazione prof.le della Provincia di Torino

Moderatore del dibattito è stato il prof.Piergiuseppe Ellerani.

programma convegno - [34418 bytes]

contributo prof. Cacciamani - [49383 bytes]

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