IMPARARE AD INSEGNARE SENZA DIPENDERE DALLA LEZIONE FRONTALE

IMPARARE AD INSEGNARE SENZA DIPENDERE DALLA LEZIONE FRONTALE: INTRODUZIONE ALLA PRATICA  DELL'APPRENDIMENTO  COOPERATIVO

A cura del G.I.S. (Gruppo per l'Innovazione della Scuola)

Docente formatore: Gianni Di Pietro

 

Destinatari: insegnanti della scuola secondaria di secondo grado.

 

Negli ultimi anni gli insegnanti hanno visto complicarsi, e di molto, lo svolgimento del loro lavoro in classe. Essi tendono a trovarsi di fronte a situazioni di difficoltà sempre inedite. In particolare, le nuove generazioni di studenti (per i quali molti parlano di cambiamento antropologico) sembrano soffrire di disturbi dell'attenzione e della concentrazione in forma quasi epidemica e questa circostanza pone forti problemi ad una didattica quasi tutta frontale. Inoltre, come conseguenza, gli allievi spesso manifestano una passività e un disinteresse preoccupanti di fronte ai contenuti proposti dall'insegnamento.

Può allora essere utile arricchire con altri strumenti il bagaglio professionale, la "cassetta degli attrezzi" di chi ogni giorno va nelle aule. Fra questi altri strumenti, l'apprendimento cooperativo è  uno di quelli che può risultare utile ed efficace.

L'apprendimento cooperativo è anzitutto una metodologia didattica che implica costantemente l'attività da parte di chi deve imparare. Mario Comoglio, che ha avuto un ruolo importante nella diffusione del cooperative learning in Italia, scrive: "Da alcuni anni si insiste sul concetto che il vero apprendimento si verifica solo quando colui che apprende è coinvolto in modo attivo e profondo,  cioè solo quando chi apprende si impegna nel processo attivando una serie di azioni come richiamare le conoscenze già acquisite, elaborare, trasformare e ricostruire conoscenze, applicare tali conoscenze in altri contenuti e in contesti reali, e altro. In breve, nell'apprendimento attivo si applicano e si usano intenzionalmente conoscenze e abilità per acquisire la piena padronanza del proprio apprendimento".

Di questa dimensione attiva dell'apprendimento è parte integrante l'insegnare ai compagni di gruppo. Lavorando in apprendimento cooperativo, gli studenti infatti non si limitano ad imparare in modo attivo, devono anche misurarsi con lo sforzo di insegnare quello che hanno imparato ai loro compagni di gruppo. Proprio quest'ultima sembra essere una delle condizioni più favorevoli ad un apprendimento profondo. Sempre Mario Comoglio puntualizza: <>

L'apprendimento cooperativo pone costantemente tutti gli studenti nelle condizioni di essere anche insegnanti nei confronti dei loro pari e quindi li mette in una situazione ideale per apprendere nel modo migliore e più efficace. È una metodologia didattica ricca (il suo corpus prevede una notevole varietà di forme di organizzazione del lavoro in classe), versatile (si può applicare sia alla dimensione sociale, sia alla dimensione contenutistica, sia alla dimensione metodologica dell'insegnamento-apprendimento), flessibile (può funzionare in ogni contesto e grado o tipo di scuola), applicabile con materiali poveri (un quaderno, una penna, il libro di testo), trasversale (applicabile all'insegnamento di ogni disciplina).

Solidamente fondato dal punto di vista scientifico (i fratelli Johnson, padri del Learning Together, hanno contato che dopo il 1898 sono stati pubblicati oltre 550 studi sperimentali e 100 studi di ricerca correlazionali sugli sforzi cooperativi, competitivi ed individualistici), il cooperative learning ad un tempo (a) promuove l'apprendimento attivo da parte degli studenti, (b) crea la condizioni perché i ragazzi maturino solide abilità di studio fino alla riflessione metacognitiva, (c) lavora a costruire in essi le abilità sociali, cioè quegli atteggiamenti che permettono di stare bene insieme e quindi di creare un ambiente di apprendimento sereno e in cui tutti si sentano tranquilli e a loro agio.

Per chi pensa che, nella prospettiva dell'apprendimento cooperativo, l'attenzione alla dimensione individuale dell'apprendimento e della responsabilità individuale vada perduta, giova meditare questa definizione che della metodologia del cooperative learning danno appunto i fratelli Johnson: "Una strategia di insegnamento progettata per imitare l'apprendimento nella vita reale e la risoluzione di problemi coniugando il lavoro di squadra con la responsabilità individuale e di gruppo. Agli studenti viene assegnata una varietà di compiti ed essi lavorano in piccoli gruppi con talenti, abilità e retroterra culturali diversi. L'insegnante assegna a ciascun componente del gruppo una responsabilità che è essenziale ai fini del completamento soddisfacente del compito comune."


La fase di conoscenza introduttiva alla metodologia proposta con il seguente corso di formazione si svolgerà in 7 incontri pomeridiani di 3 ore effettive ciascuno che avranno luogo presso il CE.SE.DI., via Gaudenzio Ferrari 1, Torino.


Trattandosi di una metodologia che mira a promuovere attività e coinvolgimento da parte degli studenti, sarebbe un controsenso volerla insegnare con delle conferenze o delle lezioni frontali. Sarebbe come insegnare a nuotare al di fuori della piscina, attraverso una lezione teorica sul nuoto.  Per questo gli insegnanti saranno chiamati a lavorare in piccoli gruppi cooperativi per tutta la durata delle attività.

Tutti gli incontri comprenderanno queste fasi: attività di contatto, per cominciare a creare il clima fra i presenti; lavori a coppia, la forma più semplice di cooperazione; attività di costruzione del gruppo; attività in gruppi di 4 (minijigsaw o jigsaw); riflessione e valutazione di gruppo sul lavoro svolto (non per attribuire voti, ma per permettere ai partecipanti di acquisire consapevolezza dei pregi e dei limiti del modo in cui hanno lavorato).

Per ognuno dei concetti introdotti e delle strutture praticate (le strutture sono delle forme di attività condotte secondo procedure appunto strutturate e prestabilite), si rifletterà sulla concreta applicabilità in classe nell'ambito delle diverse discipline di insegnamento.

 

STRUTTURA DEL LABORATORIO

  • I cinque elementi di base dell'apprendimento cooperativo: interazione promozionale faccia a faccia; interdipendenza positiva; responsabilità individuale e di gruppo; insegnamento delle abilità sociali; valutazione e riflessione di gruppo [Group Processing])
  • I nove tipi di interdipendenza positiva.
  • L'insegnamento delle abilità sociali; le strutture come forme codificate di pratica   dell'apprendimento cooperativo).
  • Le forme di una "migrazione dolce" e graduale verso l'impiego dell'apprendimento cooperativo in classe.
  • Programmazione di attività con le strutture che prevedono il lavoro a coppie.
  • Programmazione di interventi con il jigsaw ed altre strutture complesse.
  • Esempi di applicazione della metodologia dell'apprendimento cooperativo al metodo di studio (elemento trasversale a tutte le discipline) e ad alcune materie del piano di studi.

 

Ai partecipanti verrà inviata una dispensa in 2 fascicoli (testi, quaderno di lavoro). Non averla a disposizione durante le sedute di lavoro significherà autoescludersi dal lavoro insieme agli altri e quindi dalla possibilità di fare esperienza di apprendimento cooperativo.

 

ADESIONI: Gli insegnanti interessati sono pregati di far pervenire al CE.SE.DI. L'apposita scheda

 

REFERENTE Emanuela CELEGHIN Tel. 011.861.3691 - fax 011.861.4494

e-mail: emanuela.celeghin@cittametropolitana.torino.it

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