Cooperative learning: le nuove vie dell'apprendimento

Gennaio-Febbario 2006

L'ENAM, l'Ente nazionale di assistenza magistrale, ha pubblicato sulla sua rivista di Gennaio-Febbario 2006, un  articolo di Apollonio Corianò, Presidente Commissione Culturale, dal titolo "Pillole di didattica"  sul Cooperative Learning.

"........La conoscenza è sempre il risultato di una costruzione sociale, di una condivisione, di un'apertura. Si apprende insieme, discutendo insieme, confrontando le conoscenze degli uni con quelle degli altri, stimolando e favorendo, da parte del docente, lo scambio del saper fare, del saper essere, dei saperi e convincendosi che gli alunni sono dei suoi collaboratori nonché efficaci collaboratori tra loro. 
C'è da avere fiducia nelle capacità magistrali degli alunni, che in un clima di classe solidaristico e non competitivo ed individualistico, sanno essere bravi maestri agli altri alunni. Chi ha superato, ad esempio, con successo una difficoltà di un aspetto disciplinare è capace di aiutare a venirne fuori coloro che sono ancora nella difficoltà da lui superata: le sue sollecitazioni operative e il suo linguaggio sono molto vicini a quelli dei coetanei; egli vuole ed è in grado di "reggere" la collaborazione e l'aiuto necessari ai coetanei.
L'aiuto reciproco non torna vantaggioso solo a chi è in difficoltà, ma permette anche al "piccolo maestro" di sviluppare ulteriormente le capacità di comprensionee di approfondimento dello specifico aspetto che altrimenti rimarrebbero latenti e si disperderebbero. Per aiutare gli altri bisogna, ad esempio, "arare" meglio il proprio campo  di conoscenza e di esperienza, chiarirsi maggiormente le idee e i concetti raggiunti, studiare le modalità comunicative più efficaci al singolo coetaneo o al piccolo gruppo di coetanei; di conseguenza, chi aiuta gli altri aiuta anche se stesso ad "andare oltre".
Tutti gli allievi, senza escludere coloro che possiedono alcune capacità, abilità e competenze a livelli elevati, traggono vantaggi dal lavoro cooperativo. L'apprendimento cooperativo non è a senso unico: dal più bravo, dal più competente, dal più abile...... a chi ha più bisogno, in quanto una sua connotazione specifica è la varietà o molteplicità dei talenti, delle abilità, delle potenzialità, degli impegni. Al lavoro cooperativo occorrono alunni diversamente intelligenti, diversamente abili, diversamente dotati, diversamente impegnati. Le diversità sono lievito che dà vita al gruppo, sono risorse del lavoro cooperativo: non tutti i componenti il gruppo fanno la stessa cosa contemporaneamente, ma tutti contemporaneamente e con un impegno diversificato e personale rendono possibile il perseguimento di un risultato comune che è sempre uperiore a quello che il singolo, anche il più "quotato", potrebbe ottenere operando solitariamente. Il lavoro cooperativo evidenzia, rafforza ed amplifica e potenzialità dei singoli componenti del  gruppo, potenzialità che si completano proprio nell'interazione con gli oltri ed in un clima comunitario. Se si dimostra che "è così", il lavoro cooperativo e il conseguente apprendimento, risultano per il docente condizioni indispensabili sia per la progettazione/ realizzazione dei piani di studio personalizzati sia per la disponibilità di tempo da dedicare ai singoli alunni all'interno dei gruppi a ai gruppi stessi.
Al momento, a causa della diminuzione delle ore di contemporaneità dei docenti all'interno della classe, una condizione di apprendimento autonomo degli alunni, è la sola possibilità di alleggerire sensibilmente il tempo di insegnamento del docente a favore della personalizzazione e di uno sviluppo equilibrato delle potenzialità, abilità , attitudini, competenze dei singoli alunni che può avvenire solo all'interno di gruppi composti da soggetti diversamente capaci e ove il singolo ha possibilità di agire per quello che  è e per le sue potenzialità sentendosi insostituibile per le sue caratteristiche peculiari. Potrebbe così risultare vera, al termine della ricerca-azione, l'ipotesi che personalizzazione e cooperazione sono le due facce della stessa medaglia.........."

In fondo alla pagina, allegato l'intero articolo e la bibliografia essenziale

Note:L'ente Nazionale di Assistenza Magistrale (ENAM) è Ente Pubblico non economico con personalità giuridica di diritto pubblico ed è posto sotto la vigilanza del Ministero della Pubblica Istruzione. Sono iscritti d'ufficio all'Ente gli insegnanti e i direttori didattici a tempo indeterminato nelle scuole elementari e materne statali in attività di servizio

Tra gli altri scopi, l'ENAM  favorisce la formazione culturale e professionale degli iscritti in servizio attraverso la promozione d'attività e d'incontri finalizzati a favorire gli scambi culturali anche con Enti e associazioni che in altri Paesi svolgono attività similari a quelle dell'ENAM nel campo assistenziale, previdenziale e culturale, con particolare riguardo alla Unione Europea. Inoltre favorisce  ogni altra iniziativa volta a potenziare l'attività culturale e di formazione professionale degli iscritti. L'organo d'informazione dell'Ente è il periodico ENAM-NOTIZIE, il cui direttore è il Presidente dell'ENAM.





 


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