Fare ricerca empirica

Per condurre una ricerca in campo educativo è necessario avere una naturale curiosità che permetta di avvicinarsi a vie da esplorare, una spiccata capacità di osservazioneche permetta di cogliere certi nodi non ancora risolti e, cosa fondamentale, conoscere e saper utilizzare l'appropriato metodo scientifico che permetta di verificare ipotesi.

Far ricerca nella scuola non è una prassi diffusa tra gli insegnanti anche se, come suggerisce M. Pavesi (2002, Educazione linguistica:L2, in Lavinio, p 267), l'insegnante ricercatore è una risorsa essenziale perché può applicare e verificare i suggerimenti che provengono dalla ricerca.

Per stimolare la ricerca ma anche per far riflettere, riporto un breve estratto di una ricerca che ho condotto con altri tre compagni di avventura e con la supervisione del Prof. R. Trinchero che insegna Pedagogia Sperimentale all'Università di Torino.

a cura di M. Grazia Bergamo facilitatrice zona Chivasso-Ivrea

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"Dopo aver deciso la strategia e il tema della ricerca ci siamo posti i seguenti quesiti:
I metodi utilizzati dagli insegnanti della scuola primaria sono molto distanti dal metodo del cooperative learning?
  • Se sì, in cosa si differenziano sostanzialmente
  • Se no, quali sono i punti in comune?

La ricerca condotta era indirizzata al comprendere quali decisioni prendono gli insegnanti della scuola primaria, nel momento in cui svolgono la loro attività di "insegnamento".

Comprendere le scelte metodologiche, gli stili di insegnamento e le strategie più utilizzate dal campione intervistato, ci ha fornito gli strumenti per la comparazione tra quello che, come definito nel quadro teorico, è l'insegnamento tradizionale e quello che è l'insegnamento cooperativo e precisamente il "cooperative learning".

Dopo aver effettuato le interviste e la codifica a posteriori dei testi, con l'interpretazione delle mappe concettuali abbiamo evidenziato che gli insegnanti intervistati hanno un'idea abbastanza positiva del lavoro di gruppo e di come questo produca effetti sulle competenze sociali degli alunni, ma sono restii ad utilizzarlo come strategia di insegnamento/apprendimento.

Si desume che gli insegnanti intervistati hanno un'idea del lavoro di gruppo essenzialmente legata ai gruppi tradizionali. Gli insegnanti, infatti, non conoscono la strutturazione dei gruppi cooperativi e anche se alcuni di loro hanno letto qualche cosa in merito, non hanno seguito corsi di formazione specifici e non applicano il metodo.

Abbiamo ancora desunto che la strutturazione dell'aula non corrisponde ad un ambiente favorevole alla costruzione di una comunità pratica di apprendimento cooperativo.

Gli insegnanti evidenziano una certa "sensibilità" verso alcune tematiche quali l'interazione, la diversità, l'aiuto reciproco, il lavoro di gruppo, il superamento dei conflitti che possiamo considerare "agganciate" al cooperative learning, ma nella pratica rimangono legati al metodo tradizionale e non si spingono oltre.

Possiamo pertanto dire che i dati raccolti corroborano la nostra ipotesi:"Gli insegnanti della scuola primaria non utilizzano strategie ispirate al metodo del cooperativelearning"

 

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