Il cooperative learning nelle scuole dell'infanzia

 Riportiamo qui di seguito un articolo, scritto da Milva Capoia, responsabile del coordinamento pedagogico FISM Provincia di Torino, e pubblicato sulla "Voce del popolo" (la Rassegna Stampa delle FISM - Federazione Italiana Scuole Materne) del 29 gennaio 2012.

 

L'articolo è stato scritto in occasione dell'ufficializzazione del "Programma di attività" sottoscritto da 

per  monitorare l'esperienza di formazione sull'apprendimento cooperativo in corso nelle scuole e promuovere – compatibilmente con le rispettive risorse a disposizione - la prosecuzione dei percorsi formativi.

 

Il Programma che è stato sottoscritto, il 20 ottobre scorso in occasione del consueto Convegno annuale,  coinvolge un esteso numero di scuole dell'infanzia statali, comunali e paritarie.

Tale programma costituisce, in tempi di scarse risorse, un pregevole traguardo per tutti coloro che, a vario titolo, hanno promosso nel corso degli anni il Cooperative Learning per le competenze che, in particolar modo, i bambini raggiungono negli ambiti cognitivo e sociale, a partire dall scuola dell'infanzia.

 


Imparare insieme? Si può

 

"Il 20 ottobre scorso a Torino,  presso l'Ufficio scolastico territoriale di via Coazze 18, si è svolto il Convegno "Apprendimento Cooperativo e «buone pratiche»" nel corso del quale è stato presentato il programma di attività, documento sottoscritto dalla Divisione servizi educativi della Città di Torino, dall'Ufficio scolastico territoriale di Torino, dal Ce.Se.Di. Provincia di Torino, da «Tiralarete» – Scuola capofila Direzione didattica Casalegno e dalla Fism Provincia di Torino.

Il documento, nel quale si esplicitano gli obiettivi comuni e gli impegni dei singoli Enti, costituisce l'esito della diffusione relativa alla formazione degli insegnanti all'Apprendimento cooperativo, avviata a partire dall'anno scolastico 2005-06, su iniziativa del Centro servizi didattici, e che, progressivamente, ha coinvolto numerose scuole dell'infanzia statali, paritarie comunali e Fism di Torino e Provincia, richiedendo una costante collaborazione tra le stesse.

L'Apprendimento cooperativo o Cooperative Learning è una modalità di apprendimento in cui si privilegia la mediazione sociale a differenza di altre modalità in cui sono prevalenti mediazioni quali quella dell'insegnante o delle tecnologie-

Le risorse principali sono i bambini che, condividendo responsabilità e impegno acquisiscono e migliorano le relazioni sociali in concomitanza anche con un progresso nei processi e nei contenuti dell'apprendimento.

Esso costituisce una proposta conseguente a numerosi cambiamenti che hanno connotato la scuola negli ultimi trent'anni, tali da indurre a ridefinire gli obiettivi educativi, a tenere presente che il bambino è «costruttore» della propria conoscenza, a considerare come ineludibili gli elementi di eterogeneità nei gruppi classe. Mario Comoglio, docente di didattica all'Università Salesiana di Roma e promotore dell'Apprendimento cooperativo, sostiene infatti che esistono oggi tecniche e strategie per rendere e programmare in modo significativo l'apprendimento.

L' insegnante, perso il ruolo principale di colui che spiega, dovrebbe assumere quello di sapere creare ambienti ricchi di apprendimento. (...) Si è scoperto, come diceva N. Green prima, che s'impara facendo.

Non è esattamente l'espressione di J. Dewey, ma vi si avvicina: s'impara perché si fa qualcosa su ciò che si deve imparare e, solo dal fare qualcosa, si produce un apprendimento. Dal punto di vista teoretico i riferimenti sono numerosi e afferiscono ad ambiti disciplinari vari, tanto che un approfondimento non può non tener conto di una interdisciplinarietà di contributi tra cui il pensiero filosofico di matrice pragmatistica, le ricerche psicologiche sia di indirizzo cognitivista e costruttivista, sia relative all'interdipendenza sociale, le indagini sociologiche sulla pluralità delle culture e delle differenze.

L'Apprendimento cooperativo rappresenta il profilo di un contesto educativo fortemente collaborativo che comprende anche momenti di confronto e competizione, nel quale i bambini, organizzati in piccoli gruppi, affrontano compiti complessi di varia natura, che richiedono processi cognitivi spesso di elevato livello. La dimensione sociale che si realizza mediante l'applicazione di procedure quali l'individuazione di un compito e la distribuzione di ruoli come il custode del tempo, e l'esercizio di competenze quali sapersi esprimere ed ascoltare, saper stimolare la discussione e riepilogare i punti di vista, è strettamente correlata alla dimensione cognitiva in quanto, tra gli obiettivi dell'Apprendimento cooperativo vi è anche lo sviluppo del pensiero critico e creativo. Tale correlazione rappresenta uno degli aspetti in ordine alla formazione che è ancora da esplorare e da approfondire, e che costituisce uno degli argomenti da considerare nei prossimi corsi rivolti agli insegnanti; la problematizzazione del rapporto tra struttura sociale, secondo criteri di cooperazione, e struttura cognitiva secondo criteri che implichino la conoscenza dei compiti, siano essi in ordine alla motricità o alla comprensione o all'espressione, potrà essere motivo di ulteriori approfondimenti teorici ed esperienze pratiche tale da rendere la proposta di formazione particolarmente interessante.

L'interesse per la proposta formativa dell' Apprendimento cooperativo ed i risultati conseguiti hanno sostenuto l'impegno dei diversi Enti che hanno ritenuto, dopo alcuni anni di esperienza, di mettere a disposizione le loro risorse per poterne consentire la continuità. Alcune scuole dell'infanzia Fism sono state coinvolte in tale pratica per l'impegno, la competenza e la tenacia dei responsabili pedagogici della Divisione servizi educativi del Comune di Torino Francesco Nota e Ugo Segalini che, osservando gli esiti significativi sia nell'esercizio della collaborazione fra i bambini e sia nel raggiungimento di nuove conoscenze e abilità in ambito cognitivo, hanno incuriosito ed incoraggiato anche le insegnanti delle scuole Fism a provare e a rilevare i cambiamenti dei bambini attraverso tale pratica.

Tra le molte persone che per l'esperienza conseguita e per la continuità dell'impegno hanno contribuito alla predisposizione del Programma di attività per sancire l'importanza di far conoscere la proposta e di raccordare le risorse sono da ricordare Fabrizia Monfrino, Riccarda Viglino, Rachele Lentini e Rosanna Morra e la coordinatrice di zona Cinzia Viola.

L'Apprendimento cooperativo costituisce indubbiamente una delle opportunità di formazione per le insegnanti Fism, da scegliere per aggiornare ed accrescere la professionalità, che è un patrimonio da investire costantemente per prevenire il radicamento di caratteristiche quali la ripetitività e la rigidità che potrebbero inficiarne il valore, ponendo dei limiti anche alle possibilità dei bambini. Lavorando nei gruppi cooperativi, in conclusione, i bambini sono guidati, ma non facilitati, nello sforzo di apprendere.

Essi affrontano situazioni complesse, sfidanti e, a volte, imprevedibili; così facendo imparano a dare il meglio di sé, scoprendo e valorizzando risorse personali insospettabili.

Milva CAPOIA"

 

A fondo pagina allegata la pagina della Rassegna

la_voce_del_popolo_29_01_2012.pdf - [4.98 Kb]

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