Le sfide del futuro della scuola

Le sfide del futuro della scuola. Preparare al cambiamento

Le considerazioni e le osservazioni di varia natura fin qui svolte hanno notevoli e complesse implicazioni per il mondo della scuola perché propongono una serie di questioni di tipo istruzionale/educativo strettamente intrecciate tra loro e di difficile soluzione. Consideriamone alcune. Come si possono preparare i ragazzi di oggi ad affrontare il fenomeno del rapido e tumultuoso cambiamento che è in atto a tutti i livelli (culturale, sociale, economico, ambientale) dell'esistenza? Come 'attrezzarli' perché quanto abbiano acquisito, possa servire loro per tutta la vita? Come è possibile educare 'tutti' rispettando però le caratteristiche uniche e specifiche dei singoli? Come è possibile perseguire questo obiettivo nelle classi in cui è forte la condizione di 'eterogeneità' degli studenti (a motivo dei livelli diversi di capacità, conoscenze base, motivazione, background culturale, sociale e/o economico, ecc.) e scarse le risorse umane e materiali a disposizione? Come ipotizzare un processo di 'costruzione' della conoscenza in un mondo in cui alla crescita dei mezzi di comunicazione a corrisponde l'aumento della dispersione e frammentazione del flusso delle informazioni? Come possiamo educare i ragazzi a sentire la collaborazione come una condizione indispensabile del vivere di oggi e non come una limitazione delle capacità individuali? Come promuovere in loro la consapevolezza dell'importanza dello sforzo dell'autoregolazione dei propri processi mentali per raggiungere livelli più elevati di pensiero?
Come si è già accennato, non sembra facile fornire una risposta alle questioni come quelle appena elencate. D'altra parte alcune recenti acquisizioni nel campo della psicologia della cognizione e dell'apprendimento non possono essere trascurate. Basterà qui ricordare, ad esempio, il concetto di cognizione 'situata', che rivaluta l'importanza del contesto (non soltanto fisico) entro cui si collocano i processi cognitivi coinvolti in un'attività, il concetto di cognizione 'distribuita' (già indicato nelle pagine precedenti) secondo cui la conoscenza non si sviluppa nella 'testa' degli individui, cioè al di fuori della rete di interazioni, significati e strumenti condivisi con gli altri, e ancora il concetto di apprendimento significativo per il quale la conoscenza è una costruzione attiva a partire da acquisizioni ed esperienze pregresse.
È a partire da questo sfondo di idee attuale che si deve comprendere e giustificare la diffusione del Cooperative Learning. Indubbiamente questo sfondo non corrisponde a quello originario che appare nelle pubblicazioni di venti o trent'anni fa sul metodo.

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