Strategie per riuscire e interazione insegnante-studente Un dispositivo di cooperazione per insegnanti e alunni di scuola media

Strategie per riuscire e interazione insegnante-studente

Un dispositivo di cooperazione per insegnanti e alunni di scuola media

A.B. Vincenzi e B. Marchetto, LTE, 2013

 

Introduzione Gruppi cooperativi incentrati su competenze trasversali si prestano ad attivare e sviluppare capacità metacognitive e relazionali sia negli studenti che negli insegnanti, contribuendo a migliorare il fattore che più di ogni altro incide sulla qualità dell'istruzione: l'interazione insegnante-studente. A questo scopo conta riuscire a ridurre i continui ed estenuanti sforzi degli insegnanti per controllare la classe e dare invece maggiore visibilità alla loro intenzione di voler aiutare tutti gli alunni ad apprendere.

"Strategie per riuscire" è un progetto volto a potenziare quattro life skill in alunni di 10-15 anni: COMUNICARE ed AGIRE (con i compagni); l'ATTENZIONE (in classe) e lo STUDIO (a casa). Esse si prestano a costituire un terreno di confronto e di riconsiderazione reciproca tra insegnanti e alunni con benefici sia sul piano relazionale che su quello dei processi di insegnamento/apprendimento. Competenze trasversali di questo tipo, inoltre, risultano oggi di grande importanza per rispondere sia alle nuove richieste di apprendimento della scuola media che alla diffusa esigenza di migliore fruizione delle TIC.


L'attenzione in classe
L'esperienza "L'attenzione in classe", rivolta alla scuola secondaria di primo grado, si occupa appunto di una di queste life skill; essa segue un programma composto di due unità: "Indurre attenzione" (per docenti) e "Stare attenti" (per alunni). Strutturata su indagini/intervento di questionari pedagogici, i gruppi cooperativi che ne derivano svolgono giochi di ruolo per disvelare strategie e sbloccare situazioni problematiche, seguiti da colloqui individuali insegnante-studente e da esercitazioni di "attenzione pedagogica percepita", in cui sono rilevanti i diversi tipi di setting adottato (http://scuolaedidattica.lascuolaconvoi.it/index.php?i_tree_id=57314&plugin=news&i_category_id=52&i_news_id=2000).

La presenza di modi personali diversi – per indurre attenzione (negli insegnanti); per stare attento (negli alunni) – viene rilevata da un'indagine iniziale, in cui la competenza viene scomposta in più aspetti. Questa diversità viene sfruttata nel gioco di ruolo, dove ciascuno racconta un episodio che gli è accaduto all'interno di un gruppo di altri due o tre pari (colleghi o compagni) che lo aiutano a trovare ed esplicitare le strategie più efficaci. Queste occasioni di interazione collaborativa (tra docenti e tra alunni, rispettivamente) favoriscono l'apprendimento di strategie e l'instaurarsi di una migliore comprensione tra le persone coinvolte.


Metodo e tempi
L'attuazione di una unità di "Strategie per riuscire" è guidata e sostenuta da un coach e un tutor in una forma di action learning a distanza, con materiali e protocolli procedurali disponibili in una piattaforma web (http://www.bibliolab.it/attenzione.htm). In un modulo standard di attuazione i partecipanti sono raccolti in gruppi-scuola di 6-8 componenti orbitanti su 2 classi e uno di loro funge da "mediatore", comunicando direttamente con coach e tutor e curando il coordinamento locale. Durante l'esperienza i partecipanti producono dei materiali (schede con episodi e strategie) che vengono raccolti in piattaforma e messi a disposizione di tutti, in cambio del coaching e tutoring ricevuti. Gli esempi di utilizzo di strategie costituiscono un archivio la cui consultazione stimola e aiuta i partecipanti nei compiti che devono assolvere.

La durata dell'esperienza dipende dalla disponibilità dei partecipanti e dalle circostanze ambientali; può andare da due mesi (unità base per gli insegnanti) a sei mesi (due unità estese, una per insegnanti e una per alunni).


Esperienza svolta
L'esperienza di action learning a distanza "L'attenzione in classe", promossa dal Laboratorio di Tecnologie dell'Educazione dell'Università di Firenze (http://www.lte.unifi.it/CMpro-l-s-8.html), è stata svolta in tre scuole nell'anno scolastico 2012-13. Essa si è dimostrato attuabile in modo soddisfacente pur con la necessaria messa a punto e contestualizzazione. Le attività sono state recepite come significative da docenti, alunni e genitori, rappresentando un terreno comune di discussione e confronto. Le interazioni interpersonali che le hanno accompagnate hanno in primo luogo consentito agli insegnanti e agli alunni di stabilire una collaborazione che ha migliorato il clima di classe; in secondo luogo, evidenziando l'attenzione pedagogica percepita reciprocamente, hanno migliorato l'interazione insegnante-studente e hanno contribuito a dare più significato alle lezioni e al lavoro scolastico in generale, anche agli occhi dei genitori.

La raccolta disponibile delle schede riguardanti gli episodi esaminati e gli esempi di applicazione delle attività da parte dei partecipanti costituiscono la fonte principale per la presa di coscienza dei problemi sollevati. La disponibilità dei partecipanti ai contatti personali in rete, inoltre, pone le basi per avviare una comunità di apprendimento sulle strategie volte al miglioramento dell'interazione insegnante-studente.

 

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