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Terzo periodo: dalle zone e dalle reti al GIS (dal 2006-2007 al 2007-2008)

Il naturale sviluppo delle zone sono le reti di scuole. Nel novembre del 2004 si costituisce la prima rete di scuole, a Grugliasco. Qualche mese dopo, maggio 2005, nasce “Chivainrete” che raggruppa diverse scuole sul territorio nord-est di Torino (da Chivasso a Ivrea). Subito dopo, giugno 2005, nasce “Tiralarete” a Torino. Nel gennaio 2008 una nuova rete nel chierese, si affiancherà alle altre.

Mentre cominciano a ridursi i finanziamenti, continua il fenomeno, iniziato nel 2004-5, della formazione insegnanti finanziata dalle reti o anche solo dai singoli istituti. La peculiarità di questa formazione è che, pur essendo rivolta agli insegnanti della scuola che finanzia, è aperta, nel limite dei posti disponibili, a tutti. Ad ogni azione viene data visibilità nel portale e si individuano in ogni scuola dei referenti che si collegano ai facilitatori di zona.


Le azioni condotte nella propria zona dal gruppo di facilitatori (organizzazione di eventi per pubblicizzare l'apprendimento cooperativo, momenti formativi, workshop, incontri con gruppi di colleghi e dirigenti...) riescono, nel giro di due o tre anni, non solo a disseminare la conoscenza del metodo, ma a far nascere nuovi bisogni formativi all'interno delle scuole che cominciano a strutturarsi.

Le reti sono l'espressione concreta del desiderio di costruire un'identità forte. Nei protocolli di intesa, anche questi frutto di un'elaborazione condivisa, si individuano gli stessi obiettivi che già definivano le zone e cioè:

-             strutturare e organizzare la rete;

-             diffondere e pubblicizzare le attività della rete;

-             scambiare, raccogliere e produrre materiale didattico-informativo;

-             documentare i percorsi attraverso canali interni alla scuola e nel portale della Provincia;

-             progettare, all'interno delle diverse discipline, o per temi di interesse, percorsi didattici di applicazione della metodologia;

-             coinvolgere altri colleghi.

Questi stessi obiettivi, vanno ad integrare nel 2006, i protocolli di altre due reti esistenti da anni: Retepin e la storica rete delle scuole del chierese.

Si raggiungono così sinergie efficaci: risorse umane, logistiche e finanziarie vengono dirette, per scopi comuni, su uno stesso territorio che diventa soggetto autonomo e capace di organizzare formazione ed eventi e di coordinare le attività della rete ma anche delle zone. Le reti restano in stretto contatto con l'intero team di progetto, con il portale, con il Cesedi in quanto perno di tutta la struttura di coordinamento.

Sono decine e decine i momenti formativi, gli eventi pubblici, i workshop organizzati nelle zone, a volte con il contributo della Provincia di Torino, ma più spesso sono le singole scuole o le reti che si sobbarcano il costo della formazione dei loro insegnanti. Dimostrazione concreta che il mondo della scuola sente prepotentemente il bisogno di innovazione. Non è possibile continuare a proporre agli studenti una didattica che non riesce più a motivarli, ma neppure a farli ragionare con la loro testa, né a farli lavorare insieme, includendo nel gruppo classe disabili, stranieri, diversi a qualunque titolo, riconoscendoli come risorsa e arricchimento, non come ostacolo all'apprendimento dei pochi “eccellenti”.

Promotori di tutte questa miriade di azioni sparse su tutto il territorio sono sempre i facilitatori.

Mentre aumenta la formazione decentrata, all'opposto, in questi due anni diminuisce sensibilmente l'offerta formativa della Provincia. Le poche risorse a disposizione, la Provincia le distribuisce nelle zone, che le utilizzano autonomamente per supportare le azioni sul loro territorio. I corsi centralizzati che erano stati la grande risorsa di formazione rivolta a tutti, anche ai più lontani e isolati, si riducono sempre di più.

 

Nel 2006-7 avvengono due significatici momenti formativi, senza alcun onere finanziario a carico della Provincia. Una ripresa della collaborazione sul Progetto delle scuole materne con il sistema Confcooperative Piemonte fa sì che si possano indirizzare i docenti che lo richiedono al corso base di Comoglio, finanziato e organizzato, appunto, dal sistema Confcooperative Piemonte.
E, grazie, ad un finanziamento della Retepin i coniugi Green, vengono a Torino per una formazione a facilitatori e a dirigenti. In quell'occasione, una ventina di dirigenti discutono in modo approfondito il libro di Fullan e Hargreaves "Cosa vale la pena cambiare nella nostra scuola?" attraverso l'utilizzo di alcune strutture cooperative di lavoro, sperimentano così in prima persona, come ciascuno, quando diventa protagonista del proprio apprendimento e quando lavora in gruppo, può apprendere velocemente, divertendosi.

Lo studio e la riflessione comune procede all'interno del team di progetto durante tutto l'anno scolastico, incentrandosi sulla validità dello strumento cooperative learning e sul suo superamento.

 

La collaborazione con il sistema Confcooperative Piemonte sul Progetto delle scuole materne, permette al gruppo delle maestre di proseguire la formazione e la sperimentazione sotto la guida e la supervisione di Elena Ramonda.  Inizia quella che sarà una proficua collaborazione con il Comune di Torino, grazie all'appoggio dell'allora dirigente dei Servizi Educativi, dott. Borghi, affermato pedagogista, che nomina un referente (Ugo Segalini) il quale, oltre a partecipare alla formazione, si preoccupa di curare la trasmissione delle informazioni e di facilitare la partecipazione al progetto delle maestre comunali di Torino.

 

Continuano i tre laboratori disciplinari (quello di storia e i due sull'educazione scientifica) sia pure con un diminuzione degli iscritti.

 

Nell'ottobre del 2006, attraverso una full immersion di tre giorni, a Pracatinat, il team dei facilitatori si interroga circa l'identità da dare al gruppo.  Discute il ruolo dell'insegnante alla luce delle nuove necessità educative, le linee guida sulle quali direzionare il progetto e le soluzioni pratiche per incentivare la partecipazione dei docenti nel processo di riforma della scuola.  Coordina, ancora una volta, il prof. Ellerani, la cui presenza ormai è sempre più rara, a causa dei nuovi impegni presso l'università di Bolzano dove si è trasferito.

Da quel seminario nasce il GIS (Gruppo per l'innovazione scolastica) del Cesedi che opera per equilibrare lo sviluppo territoriale di tutte le zone e per favorire la crescita degli insegnanti.  Nel documento finale che racchiude gli obiettivi condivisi dal team, si definisce la didattica come “il complesso di interventi volti a progettare, allestire, gestire, valutare ambienti di apprendimento, caratterizzati da un'esigenza di rifiuto del distacco della scuola dalla vita”.

Da Pracatinat esce il fascicolo delle “Proposte formative per le scuole” che elenca una serie, più di venti, di proposte di formazione, che rispecchiano le competenze del gruppo e che tutte le scuole possono richiedere, sostenendone l'onere.


Le proposte sono le seguenti:

1. Incontri d'introduzione al cooperative learning
2. Corsi base di apprendimento cooperativo
3. Insegnare le abilità sociali
4. Corso di secondo livello sulle abilità sociali
5. Costruzione di unità di apprendimento significativo
6. Apprendere le lingue straniere in modalità cooperativa
7. Problem solving come competenza trasversale
8. L'educazione scientifica in una prospettiva verticale
9. Il problem solving in matematica
10. Il cooperative learning per affrontare le difficoltà concettuali nelle discipline scientifiche
11. Insegnare scienze in cooperative learning
12. Matematica e cooperative learning
13. Insegnare storia facendo agire gli studenti
14. Insegnare la comprensione del testo attraverso la lettura strategica cooperativa
15. Educare alle competenze sociali attraverso l'animazione teatrale e il cooperative learning
16. Collaborazione scuola-famiglia per la definizione degli obiettivi educativi comuni
17. Educare al pensiero critico
18. Le disposizioni della mente
19. Nuove competenze per rilanciare la professionalità docente
20. Il nuovo obbligo. Invito al viaggio
21. L'autovalutazione di istituto, non "una pagella" per la scuola
22. Educare alle abilità sociali partendo dalla scuola dell'infanzia
23. Attività di supervisione dei materiali in apprendimento cooperativo prodotti, utilizzati, o anche solo predisposti, dalle scuole
24. Fare scuola valorizzando le differenze individuali
25. L'apprendimento cooperativo per l'integrazione di allievi con necessità educative speciali 1° livello
26. Apprendimento cooperativo e didattica inclusiva. La valorizzazione delle diversità (2° livello)
27. Gestire i conflitti
28. Metacognizione, insegnamento- apprendimento
29. La valutazione autentica
30. Educare all'empatia per scoprire i confini e allacciare i rapporti.


E' evidente la ricchezza dell'offerta formativa che spazia ben oltre il cooperative learning, e rispecchia il grande ventaglio di competenze che il GIS nel suo complesso possiede e che mette a disposizione delle scuole.

 

La nascita del GIS sancisce una tappa fondamentale, da questo momento si parla di “Progetto per l'Innovazione della Scuola”.  E' avvenuto un passaggio significativo grazie ad una prospettiva sistemica, che ha traghettato il progetto verso una comunità di apprendimento, verso un cambiamento significativo dell'idea di scuola e di contesto di apprendimento, verso una traduzione delle idee di progetto in prassi condivise.  Si è ben oltre la pratica sul cooperative learning che resta, pur sempre, uno dei possibili strumenti per sviluppare le competenze relazionali di tutti i soggetti della scuola.

 

Tab. 7 Corsi di formazione, formatori e partecipazione insegnanti 2006-7

 

2006-7

Formazione facilitatori

Riunioni del team

(Ellerani)

Seminario Pracatinat

(Ellerani)

Giornata con i Green

 

                                                Tot. 64

 

 

 Tot.

 

  200

2006-7

Formazione docenti

Lab. di storia

(Di Pietro)

Due laboratori di ed. scientifica

(Marco Falasca)

Progetto

materne

(Confcooperative)

Seminario con Green per dirigenti

Corso base (Comoglio)

  Tot. 136

               
L'anno dopo, il 2007-8, le nuove competenze istituzionali vedono l'Assessorato Istruzione impegnato a sostenere il nuovo obbligo scolastico e azioni di sistema destinate a migliorare l'integrazione tra l'istruzione e la formazione professionale. Si riduce ulteriormente il finanziamento al progetto dell'ente Provincia, che per dieci anni aveva potuto sostenere tutti quegli insegnanti che, di fronte alla conclamata evidenza dell'impossibilità di continuare ad insegnare con i vecchi metodi, volevano cercare strade nuove alla didattica tradizionale.


E' a questo punto che il GIS interviene per non far mancare ai colleghi, a qualunque zona appartengano, soprattutto quelli isolati, quelli che ancora non conoscono il
cooperative learning, un minimo di formazione. In un momento in cui avvengono molti cambiamenti nel mondo scolastico e la gestione della classe è diventata un problema in quasi tutte le scuole, proprio quando ci sarebbe più bisogno di formazione, gli spazi per l'aggiornamento e la crescita professionale si riducono. Da una parte diventa sempre più difficile la partecipazione ai corsi di aggiornamento dall'altra diminuiscono le occasioni per poter fare formazione.

Il GIS, in considerazione della formazione ricevuta attraverso i corsi finanziati dalla Provincia e spinto dall'impegno appassionato, decide di realizzare, in forma gratuita e volontaria, una serie di brevi proposte formative rivolte agli insegnanti di tutta la provincia.
Nasce così la proposta dei “Pomeriggi di formazione” che continua anche l'anno dopo. Si tratta di una ventina di incontri che spaziano su tutte le discipline e gli ordini di scuola (dalla matematica alle scienze, dalla materne alle superiori) e che si proiettano anche sulle nuove frontiere pedagogiche (intelligenze multiple, disposizioni della mente, Problem Based Learning, pensiero critico...). Un grande numero di docenti (395) aderisce all'iniziativa.
Il fenomeno nuovo di questo anno scolastico, causato sia dal moltiplicarsi degli impegni nella scuola sia dalla sempre maggiore difficoltà a farsi sostituire in classe, è la drastica riduzione, rispetto alle domande, della partecipazione agli incontri. Solo il 67% di coloro che fanno domanda, partecipa poi effettivamente agli incontri. E il fenomeno è destinato ad aggravarsi l'anno dopo.

Tab. 8 Corsi di formazione, formatori e partecipazione insegnanti 2007-8


2007-8

 

1.        Formazione facilitatori

2.        Formazione Referenti (Confcooperative)                   

3.        Giornata referenti facilitatori (Ellerani)                        

4.        Seminario Pracatinat (Pavarin)
Tot. 138

 

2007-8

1.        Formazione docenti                                                                       

2.        Pomeriggi di formazioni (facilitatori)                                           

3.        Progetto materne (Confcooperative)                                          

4.        Due laboratori di ed.scientifica (Marco Falasca)                                                                    

Tot. 470

 

 

Nel 2007-8 quasi tutte le zone sono in grado di essere loro stesse promotrici dell'innovazione metodologica del loro territorio. Lo strumento del portale www.apprendimentocooperativo.it agevola lo scambio delle "buone pratiche" e di materiali e favorisce la formazione qualificata e professionale.

Attraverso la ripresa della collaborazione con il sistema Confcooperative Piemonte, si riesce a organizzare alcune giornate di formazione rivolte ai referenti di scuola, per aiutarli a crescere professionalmente anche nello specifico ruolo. La formazione dei referenti si conclude in un'ultima giornata cui partecipano anche i facilitatori e che è condotta da Ellerani (Università di Bressanone), con l'obiettivo di cercare di compattare in un gruppo unico, le due figure, pur permanendo le diversità di ruolo.

Ai 608 insegnanti partecipanti alle iniziative attuate nell'anno, si devono aggiungere i più di trecento docenti e formatori che sono stati presenti al Convegno del 2008.

Infatti, nel gennaio del 2008, si realizza un terzo Convegno. Questa volta il Cesedi collabora con l'Università di Torino e due grandi organizzazioni internazionali, IAIE (The International Association for Intercultural Education) e IASCE (The International Association for the Study of Cooperation in Education). Il convegno “Cooperative learning in multicultural societies: critical reflections" che affronta i grandi temi dell'educazione interculturale, dell'apprendimento cooperativo dell'intercultura e della giustizia sociale, si articola in due giornate laboratoriali con workshop dedicati alla messa in pratica dell'apprendimento cooperativo in situazioni concrete di multiculturalità e in due giornate di convegno con relazioni introduttive, presentazioni di esperienze e dibattito. Per due giorni (quelli dedicati ai workshop) tutto il palazzo di via Gaudenzio Ferrari, messo a disposizione dalla Provincia per la realizzazione del convegno, è invaso da insegnanti e formatori provenienti da tutto il mondo: America, Africa, Asia e Europa. Le hostess dell'Istituto Santorre di Santarosa, si preoccupano della reception, indirizzando con efficienza, i partecipanti ai sedici workshop in programma, di cui ben sei tenuti, in lingua inglese, dai facilitatori.

Nelle giornate del Convegno vero e proprio, articolato in conference strands si alternano moltissimi relatori, provenienti da tutto il modo:


 

Tab. 9 Partecipazione al Convegno (in percentuale)

 

paese

% partecipanti

Italia

38

resto Europa

25

Asia

15

America

6

Africa

2

Australia

1

manca dato

13

Totale (v.a. 300)

100

 

Tra i tanti, notissimi relatori: Yael Sharan, israeliana autrice di numerosi testi, Linda Lee (canadese), Robyn Gillies, (australiano), Lynda Baloche della West Chester University of Pennsylvania, Carl Grant della Hamline University, Pasi Sahlberg dell'University of Helsinki e Francesca Gobbo, che insegna all'Università di Torino antropologia culturale.

Tra gli interventi degli italiani, quello istituzionale della Provincia di Torino, che illustra l'esperienza fatta in  tema di formazione docenti e di innovazione didattica.

 


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