Gruppo per l'Innovazione Scolastica (GIS)

Il "Progetto per l'Innovazione della scuola" nasce nell'anno scolastico 1997-98, anno in cui venne organizzato un primo incontro con il prof. Comoglio dell'Università Salesiana di Roma. L'entusiasmo dei docenti che parteciparono a quell'incontro dette l'avvio ad un percorso di rinnovamento della scuola che in pochi anni coinvolse centinaia di docenti appartenenti a scuole di ogni ordine e grado.

Nel corso del 2003-04 il territorio della provincia viene diviso in 5 zone che cominciano ad agire come soggetti autonomi. Gli insegnanti che partecipano all'attività formativa vengono distribuiti nelle zone di provenienza, alle quali afferiscono per la crescita delle loro sperimentazioni. Il decentramento territoriale diviene poco per volta una prassi sia per la dimensione post-corso, sia per la supervisione di follow-up e di sostegno degli insegnanti attraverso la rete.
Non si tratta più solo di formazione, si lavora sull'ipotesi progettuale della costruzione di una rete di attori territoriali in grado di espandere le conoscenze attraverso la partecipazione ad una comunità di apprendimento e di formazione continua.

Vengono individuati una ventina di insegnanti, i facilitatori,  tra quelli che, hanno avuto una formazione di base alla metodologia e una significativa esperienza di applicazione. Sono insegnanti disponibili a lavorare sulla loro zona, nella loro scuola, facendo da tramite con gli esperti. Per loro viene organizzato un percorso di formazione specifica al ruolo, che nel giro di pochi anni, li rende in grado di coordinare gli interventi formativi sul territorio di competenza, di sostenere e incentivare la pratica progettuale, proponendo piani di lavoro, modelli di valutazione autentica e stimolando la riflessione sulla didattica. Si arriva così una rete collegata ad un coordinamento generale, ma, a livello territoriale, autonomo rispetto al tradizionale modello di progettazione e di supervisione.

Nel 2005-06 si costituisce un team di progetto costituito dai facilitatori, in qualità di rappresentanti del loro territorio di competenza, dal referente della Provincia e da un formatore (prima il prof. Ellerani, Univ. Urbino poi il dott. Pavarin, Lindeberg) che oltre a coordinare favorisce la formazione continua del gruppo.

Il naturale sviluppo delle zone sono le reti di scuole. Nel novembre del 2004 si costituisce la prima rete di scuole, a Grugliasco. Qualche mese dopo, maggio 2005, nasce "Chivainrete" che raggruppa diverse scuole sul territorio nord-est di Torino (da Chivasso a Ivrea). Subito dopo, giugno 2005, nasce "Tiralarete" a Torino. Nel gennaio 2008 una nuova rete nel chierese, si affiancherà alle altre.

Nell'ottobre del 2006, attraverso una full immersion di tre giorni, a Pracatinat, il team dei facilitatori si interroga circa l'identità da dare al gruppo. Discute il ruolo dell'insegnante alla luce delle nuove necessità educative, le linee guida sulle quali direzionare il progetto e le soluzioni pratiche per incentivare la partecipazione dei docenti nel processo di riforma della scuola.
Da quel seminario nasce il GIS (Gruppo per l'innovazione scolastica) del Cesedi che opera per equilibrare lo sviluppo territoriale di tutte le zone e per favorire la crescita degli insegnanti. Nel documento finale che racchiude gli obiettivi condivisi dal team, si definisce la didattica come "il complesso di interventi volti a progettare, allestire, gestire, valutare ambienti di apprendimento, caratterizzati da un'esigenza di rifiuto del distacco della scuola dalla vita".
La nascita del GIS sancisce una tappa fondamentale, da questo momento si parla di "Progetto per l'Innovazione della Scuola". E' avvenuto un passaggio significativo grazie ad una prospettiva sistemica, che ha traghettato il progetto verso una comunità di apprendimento, verso un cambiamento significativo dell'idea di scuola e di contesto di apprendimento, verso una traduzione delle idee di progetto in prassi condivise. Si è ben oltre la pratica sul cooperative learning che resta, pur sempre, uno dei possibili strumenti per sviluppare le competenze relazionali di tutti i soggetti della scuola.
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I principi base cui fa riferimento il GIS, sono quelli ormai ampiamente confermati delle ricerche pedagogiche e didattiche, ribaditi dalla Commissione Europea di Lisbona, che hanno evidenziato che:
  • l'apprendimento è un processo costruttivo che si realizza meglio quando ciò che deve essere appreso è rilevante e significativo per chi apprende e quando chi apprende è attivamente impegnato nella creazione della sua conoscenza e comprensione, connettendo ciò che è appreso con la conoscenza e l'esperienza precedenti;
  • il contesto nel quale si apprende è importante per promuovere il trasferimento delle conoscenze e delle competenze. Le differenze e le diversità servono per costruire contesti distribuiti di intelligenza, dove questa non è posseduta in termini assoluti da un soggetto, ma è la risultante di differenti competenze nella soluzione di problemi complessi;
  • l'apprendimento procede con maggiore facilità in un ambiente che promuove relazioni interpersonali e interazioni, piacevolezza e ordine, e nel quale chi apprende si sente apprezzato, riconosciuto, rispettato e valorizzato;
  • il ruolo nuovo che il docente deve assumersi è quello di divenire un facilitatore, un organizzatore e una guida all'apprendimento, che stimola il processo di costruzione della conoscenza.

Dall'anno scolastico 2008-09 più di sessanta referenti di scuola si integramo al gruppo dei facilitatori. L''apporto di questi insegnanti, se pur giovani di esperienza dà un contributo fondamentale al lavoro del gruppo.

In quest'ultimo anno il GIS si è dato una struttura in grado di garantire la sopravvivenza del progetto in ogni condizione politico-finanziaria.

Il team di coordinamento è formato da:

A) da sei coordinatori zonali che si possono avvalere dell'aiuto di colleghi facilitatori e referenti i cui compiti sono:
  • far circolare le informazioni nella zona, mantenendo i contatti con tutti i partecipanti la comunità locale (referenti, dirigenti, docenti, associazioni/enti territoriali
  • costruire, aggiornare, ampliare mailing list di zona
  • inviare la comunicazione di tutti gli eventi organizzati nella zona, all'interno della zona stessa
  • inviare la comunicazione di tutti gli eventi organizzati nella zona al coordinamento centrale
  • inviare la comunicazione di tutti gli eventi organizzati nelle altre zone (che riceve dal coordinatore centrale) all'interno della zona stessa
  • raccogliere i bisogni
  • incontri con i dirigenti, i consigli di istituto, collegi docenti per informare sul metodo, sul progetto

B) da 3 coordinatori centrali con diverse funzioni:
  1. Coordinatore delle zone che ha il compito di:
a. stimolare all'interno del GIS la comunicazione tra le zone
b. mandare informazioni raccolte ai coordinatori di zona affinché tutti i membri della comunità globale siano informati di quanto accade sull'intero territorio
c. partecipazione ai momenti più significativi delle zone e delle reti

       2.   Coordinatore per i Rapporti istituzionali che deve assicurare i rapporti con l' istituzione Provincia, Regione, Direzione regionale, Università, scuole, altre istituzioni

       3.  Coordinatore per la Gestione portale che si incarica della raccolta e costruzione degli articoli su eventi, e esperienze significative nazionali e di zona

      



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