apprendimentocooperativo.it
in collaborazione con:
Corso per facilitatori e referenti. Conduce D. Pavarin

Corso  rivolto ai facilitatori e ai referenti della provincia di Torino



Coordinare la collaborazione. Dalle consapevolezze alle buone pratiche


Date:
 

  1. venerdì 30- sabato 31 ottobre (orario 9-18)
  2. martedì 26 gennaio 2010  orario 14-18
  3. giovedì 18 marzo 2010           "
  4. martedì 18 maggio 2010       "
  5. giovedì 3 giugno                      "
Coordinatore:Daniele Pavarin (Lindbergh)
Sede: Cesedi

Quando le persone decidono di unire le forze e trasformare interessi individuali in progetti comuni? Quando si è disposti a dare fiducia agli altri, a correre il rischio di dipendere uno dall'altro? Quali sono le garanzie di successo in un processo collaborativo? Cosa succede alle storie e identità personali quando si accetta di “fare strada” con altri? Nel rispondere a queste e ad altre domande sulla natura della collaborazione, assumeremo l'organizzazione del coordinamento territoriale come una “prestazione autentica” in grado di valutare i livelli di fiducia e fragilità delle nostre esperienze di collaborazione.

dal sito della Società Lindbergh

IMPORTANZA DELLA VISIONE CONDIVISA E DELLE COMPETENZE SOCIALI UN TEAM DI LAVORO

Il lavoro in piccoli team si pone l'obiettivo di migliorare la possibilità dei suoi membri di perseguire gli obiettivi che il team stesso si è dato. I teorici del lavoro in piccoli team partono dal presupposto che la complessità della nostra società, non può essere affrontata utilizzando esclusivamente competenze individualistiche o competenze competitive.
C'è bisogno di persone in grado di creare una interdipendenza positiva all'interno dei gruppi in cui lavorano, perché solo una situazione di interdipendenza positiva favorisce la soluzione di quei problemi complessi che, oggi, singoli e aziende devono affrontare. L'interdipendenza positiva si realizza quando, all'interno di un gruppo, si risolve un problema con il contributo effettivo di tutti i suoi membri, impegnati con mansioni diverse a perseguire il medesimo obiettivo.
Per creare interdipendenza positiva, per fare in modo cioè che i gruppi-lavoro riescano a perseguire i loro obiettivi in modo cooperativo, le persone che li compongono devono essere in grado di mettere in atto un repertorio di comportamenti verbali e non verbali che viene definito come insieme delle competenze sociali; ovvero l'insieme dei comportamenti che una persona deve imparare ad adottare per poter lavorare in gruppo in modo costruttivo.
Questi comportamenti devono essere acquisiti per prima cosa dai leader di team che lavorano in modo collaborativo. Prima però di parlare delle competenze di un leader e dei membri di un gruppo cooperativo,focalizziamo l'attenzione sul concetto di team.
Il gruppo è un'insieme numericamente ridotto di persone tra loro in interazione. Il gruppo è una pluralità in interazione. L'interazione può produrre un legame di coesione, cioè il sentirsi parte di una realtà comune, un essere insieme, un appartenere ad un gruppo.
L'interazione ed un clima positivo di coesione non sono sufficienti a definire un gruppo di lavoro. Possono produrre benessere, soddisfare bisogni personali, ma da sole non garantiscono autonomia e capacità di sopravvivenza al gruppo.
Il gruppo di lavoro è una pluralità in integrazione. Per arrivare all'integrazione i membri del gruppo devono acquisire la competenza della negoziazione, cioè il saper negoziare tra uguaglianze e differenze, tra bisogni individuali e di gruppo. L'integrazione sviluppa la collaborazione, che consente l'espressione di un'azione comune. Il lavoro di gruppo è l'espressione dell'azione complessa propria del gruppo di lavoro. Che cosa motiva le persone a lavorare insieme?Si tende a fare:
  • ciò che è ricompensato;
  • ciò che ricompensa;
  • ciò che stimiamo e crediamo sia buono;
  • ciò in cui ci riconosciamo;
  • ciò che è condiviso.
In un team di lavoro la motivazione che spinge all'impegno è l'obiettivo comune.
Nell'obiettivo comune dovrebbero convergere tutte le idee relative a ciò che è importante e che si vuole fare, a ciò che si crede e che si vuole realizzare insieme. L'obiettivo comune da realizzare diventa la vera “fonte di autorità” riguardo il da farsi. L'obiettivo comune diventa la “visione condivisa”.
Che cos'è una visone condivisa?“Una visione è un'immagine di futuro che si cerca di creare, descritta con il tempo presente,come se stesse accadendo ora. L'affermazione di una “nostra visione” mostra dove vogliamo andare e come saremo quando saremo giunti là”.
La visione condivisa non è un'idea, ma una forza... È il grande sogno che tiene unite le persone,che dà loro direzione, che aiuta a superare le tensioni, ad assumere rischi e a sperimentare...Porta le persone ad un impegno comune anche senza la garanzia di successo... Al suo livello più semplice, è la risposta alla domanda “che cosa vogliamo creare insieme”?
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