25 novembre 2011: Cooperativa...mente. Confronto di esperienze

Il 25 novembre 2011, presso l'Istituto Comprensivo regio Parco , il  GIS (Gruppo per l' Innovazione della Scuola) del Ce.Se.Di. (Provincia di Torino)  ha proposto a docenti, i formatori, gli educatori e gli studenti un pomeriggio di workshop condotti in apprendimento cooperativo:
  

CONFRONTO DI ESPERIENZE
buone pratiche a confronto

 
 

Nel Video compaiono:
Bruna Laudi: facilitatrice zona "Pinerolo"
Carmelo Stornello zona "Torino"
Chiara Chicco: facilitatrice zona "Torino"
Claudio Berretta: facilitatore zona  "Torino"

Daniela Cappa: referente  zona "Torino"
Daniele Pavarin: coordinatore progetto Lindbergh
Danila Favro: facilitatrice zona "val di Susa"

Fiorella Trucco
: referente zona "Pinerolo"
Giorgia Servente
: referente zona "Torino"
Paola La Sala: facilitatrice zona "Chieri"
Rachele Lentini: responsabile del progetto per il Cesedi
Riccarda Viglino: facilitatrice zona "Chivasso"



Sono stati realizzati i seguenti workshop:  


  • IL PIACERE DI RACCONTARE E RACCONTARSI
a cura di Giusy Amitrano – Paola LaSala – Caterina Grignolo (Chieri)
Destinatari: Docenti della scuola primaria
Finalità:
narrazione condivisa di un'esperienza di gruppo ( a posteriori o in itinere )valorizzando i diversi punti di vista e vissuti.
Presentazione di un'esperienza svolta con alunni di quinta elementare e sperimentazione diretta dell'attività con gli insegnanti presenti Attraverso un approccio ludico in gruppo si accendono ricordi, si condividono racconti e si coopera alla produzione di una raccolta scritta dell'esperienza comune.  
  • EDUCARE LE DISPOSIZIONI DELLA MENTE AD ANDARE OLTRE LE COMPETENZE, UN PERCORSO NELLA SCUOLA PRIMARIA
a cura di Riccarda Viglino (zona "Chivasso")
Destinatari:
docenti della scuola primaria
Le abitudini o disposizioni della mente possono essere definite come modi di pensare e di comportarsi intelligenti, e sono attivate quando ci viene chiesto di confrontarci con i problemi e le situazioni della vita reale. Possedere un'attitudine mentale significa quindi avere una disposizione verso il com¬portamento intelligente in modo costante ed abituale. Il risultato di numerose ricerche su come agiscono gli esseri umani quando si comportano in modo intelligente, ha permesso di individuare le abitudini mentali che vanno educate. Le abitudini mentali raramente vengono agite da sole; insiemi di tali abitudini vengono attivate ed impiegate a seconda delle diverse situazioni. E' possibile lavorare con e per le abitudini mentali, in tutti i livelli scolastici e in tutte le discipline, esse possono divenire un'ottima occasione di transdisciplinarietà quando tutti gli insegnanti ne riconoscono la rilevanza all'interno del loro ambito disciplinare. E' possibile inoltre perseguire attraverso l'educazione delle disposizioni della mente, l'apprendimento continuo: diventando consapevoli del processo, tutti potranno continuare a perfezionare i propri risultati attraverso un impiego intenzionale delle abitudini mentali, comportandosi per tutta la vita intelligente-mente. Il workshop presenta un possibile percorso di lavoro su e con le disposizioni della mente nella scuola primaria.     

  • QUALI MODELLI DI CAUSALITA' SONO EFFICACI PER L'APPRENDIMENTO SIGNIFICATIVO DELLE SCIENZE?  

a cura di Marco Falasca, Daniela Brancadoro e Maria Grazia Bodini (Grugliasco)
Gli studenti frequentemente hanno difficoltà ad apprendere alcune idee basilari delle scienze. Anche quando sembra che abbiano compreso le interpretazioni scientifiche dei fenomeni, passa un po' di tempo e tornano alle misconcezioni iniziali di senso comune. Le ricerche del Project Zero dell'Università di Harvard, coordinate da H. Gardner e D. Perkins dal 1997 al 2011, dimostrano che buona parte delle difficoltà dipendono dai modelli causa-effetto posseduti dagli studenti, spesso molto diversi da quelli della comunità scientifica e degli esperti. Gli studenti per raggiungere la comprensione hanno bisogno quindi di padroneggiare modelli più complessi. Sulla base degli studi citati, il workshop cooperativo propone alcuni esempi, in particolare l'effetto domino applicato al concetto di ECOSISTEMA. L'approccio didattico volto ad aiutare i ragazzi nella costruzione di un buon repertorio di modelli causali è un importante suggerimento della ricerca educativa, di facile applicazione in ambienti cooperativi.    

  • GESTIONE DEI CONFLITTI – DIFFERENZE DI GENERE
 a cura di Bruna Laudi (zona "Pinerolo" e Rete Pin) 
Destinatari
: secondaria di primo grado e biennio delle superiori

Finalità
: Educare alla qualità delle relazioni interpersonali tra pari attraverso la comprensione delle differenze di genere, la loro valorizzazione e la gestione del conflitto.
Il progetto prevede: una fase di lettura guidata di racconti che trattino in vari modi i temi della relazione, l'analisi condivisa in piccoli gruppi dei racconti letti e delle tipologie di relazione individuate, la condivisione con tutta la classe attraverso la conduzione guidata dall'insegnante e la produzione creativa di materiali che esprimano le riflessioni e le emozioni suscitate dalle letture e dalla discussione.
Tutto il lavoro è condotto con tecniche di apprendimento cooperativo. Durante il workshop gli insegnanti stessi sperimenteranno in prima persona alcune fasi progettuali 
  • IMPARARE A IMPARARE CON IL COOPERATIVE LEARNING

a cura di Monica Mandirola (Susa)

Destinatari: docenti di scuola primaria e secondaria di 1° grado

Presentazione di un'attività di storia svolta in una classe III della scuola primaria, facilmente adattabile per una scuola secondaria di primo grado.

Imparare ad imparare, una delle otto competenze chiave, è l'abilità di perseverare nell'apprendimento, di organizzare il proprio apprendimento sia a livello individuale che in gruppo.

Il modello tradizionale d'insegnamento, basato sulla trasmissione di conoscenze, non è più applicabile; l'utilizzo del metodo del cooperative learning si propone come una risorsa didattica, metodologica efficace in grado di creare una comprensione durevole negli alunni e un ambiente di apprendimento accogliente e motivante ad apprendere.

Nell'apprendimento cooperativo tutti sono contemporaneamente studenti e insegnanti. Norm e Kathy Green ,in un incontro a Torino di qualche anno fa, ci hanno ricordato una massima dello psichiatra Glasser: "noi impariamo il 10 % di ciò che leggiamo, il 20 % di ciò che ascoltiamo, il 30 % di ciò che vediamo, il 50 % di ciò che ascoltiamo e vediamo, il 70 % di ciò che è discusso con gli altri, l'80 % di ciò che sperimentiamo di persona e il 95 % di ciò che insegniamo a qualcun altro."

 

  • A SPASSO SUL RETICOLO TERRESTRE

a cura di Giorgia Servente e Daniela Cappa (Torino)

Destinatari: docenti di matematica e scienze di ogni ordine e grado

Siamo bombardati ogni giorno da giochi a quiz televisivi e gratta e vinci. Perché non "prendere a prestito" questi format ormai collaudati per abituare i nostri allievi, mediante domande a risposta predefinita, a gestire lucidamente situazioni competitive e allo stesso tempo insegnare loro a vivere in modo consapevole e significativo, attraverso la lettura critica delle risposte, sia il momento dell'apprendimento che quello della gara vera e propria? Abbiamo cercato di sviluppare l'interdipendenza positiva con un'attività ludica, sui moti di rotazione e rivoluzione del pianeta Terra, che si sviluppa attraverso la condivisione delle conoscenze e competenze, la verifica immediata e l'autocorrezione. L'esperienza è stata condotta in classe con studenti di terza media ma, adeguatamente adattata, può essere utilizzata anche in altri livelli scolari.

 

 



REFERENTE

Rachele LENTINI tel: 011.861.3602 - fax: 011.861.3600 mail  

locandina - [8.06 Kb]

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