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Obiettivi educativi

Sono ormai numerose le testimonianze di studiosi ed esperti sulla necessità di riflettere e ripensare le finalità educative della scuola per armonizzarle con le esigenze della società attuale in continua e rapida trasformazione. ' Il Libro Bianco' di J. Delors, ma anche altri documenti che in qualche modo lo hanno preparato o anche commentato, sono fra le testimonianze più note che a tale riguardo sono state prodotte. Nel richiamare gli obiettivi educativi che si ritengono debbano qualificare la scuola del nuovo secolo, noi ci rifaremo a quanto proposto in questi lavori.
Integrando i punti essenziali, i lavori citati concordano nel sostenere che la scuola sia da ristrutturare in vista di un percorso di insegnamento/apprendimento al termine del quale gli studenti devono essere capaci di:

1. Saper imparare per tutta la vita. Riferisce il documento Delors:
'...riteniamo che il concetto di un'educazione da continuare per tutta la vita, con tutti i suoi vantaggi in termini di flessibilità, diversità e disponibilità in tempi e luoghi differenti, debba esigere un ampio sostegno. Bisogna ripensare e ampliare il concetto di educazione permanente. Essa non solo deve adattarsi a cambiamenti nel tipo di lavoro, ma deve anche costituire un processo continuo di formazione dell'intero essere umano: delle sue conoscenze e attitudini, come anche delle sue facoltà e abilità critiche di agire. E dovrebbe consentire all'individuo umano di sviluppare la coscienza di se stesso e del suo ambiente, e incorag-giarlo a svolgere il proprio ruolo sociale nel lavoro e nella comunità'.

2. Saper ascoltare e parlare. Dicono Carnevale, Gainer e Meltzer nel loro documento sulle abilità fondamentali richieste dai datori di lavoro:
'Gli impiegati che mancano della competenza di emettere e ascoltare messaggi sono di fatto limitati nelle loro capacità di comprendere e comunicare, e nella possibilità di maturare personalmente e professionalmente. I dirigenti di aziende ritengono che le carenze in queste abilità costano ai datori di lavoro miliardi l'anno in perdita di produttività e in errori.
La comunicazione è determinante per le delicate operazioni di un'azione aziendale competitiva. Le abilità comunicative sono alla base del rapporto umano e professionale con il cliente, cioè garantiscono il reperimento e il mantenimento dei clienti. Apportare cambiamenti, contribuire alla qualità del lavoro, risolvere conflitti e fornire significativi rinforzi costituiscono delle capacità professionali incluse nelle abilità di emettere e ascoltare efficacemente i messaggi comunicativi'
.

3. Saper collaborare. Molti documenti sottolineano l'importanza che ha per le generazioni di oggi e degli anni futuri il saper lavorare in gruppo. Affermano Costa e Liebmann (1997):
'Gli esseri umani sono esseri sociali. Ci raduniamo in gruppi, troviamo terapeutico essere ascoltati, traiamo energie l'uno dall'altro, e cerchiamo reciprocità. Nei gruppi, dedichiamo tempo e energie a compiti che ci stancherebbero velocemente se dovessimo lavorare da soli. Infatti, una delle forme più crudeli di punizione che si può infliggere a un individuo è lasciarlo in totale solitudine.
Gli esseri umani cooperativi comprendono che insieme si è più forti, intellettualmente e/o fisicamente, di un solo individuo. È probabile che la disposizione più importante nella società post-industriale sia l'abilità elevata di pensare insieme con altri, essere più interdipendenti e sensibili ai bisogni degli altri. La soluzione dei problemi è diventato un processo così complesso che nessuna persona può raggiungerla da sola. Nessuno ha l'accesso a tutte le informazioni necessarie per prendere decisioni critiche; nessuno può considerare tante alternative come possono invece fare alcune persone. Lavorare in gruppo richiede l'abilità a giustificare idee e saggiare la fattibilità delle strategie di soluzione con altri. Richiede anche lo sviluppo di una volontà e di un'apertura ad accettare il feedback da amici critici. Attraverso questa interazione, il gruppo e l'individuo continuano a crescere. Ascoltare, ricercare il consenso, sospendere un'idea per lavorare con qualcun altro, empatia, compassione, leadership di gruppo, sapere come sostenere gli sforzi del gruppo, e altruismo - tutti questi sono comportamenti indicativi di esseri umani cooperativi'.


4. Saper pensare ad un livello più elevato. Per 'saper pensare ad un livello più elevato' s'intende il possesso e il corretto uso di abilità e processi mentali di ordine superiore che appartengono all'area del pensare critico, del pensare creativo, della soluzione dei problemi e della presa di decisioni. La 'qualità delle competenze professionali è in buona parte legata alla 'prontezza' e all'efficacia con le quali si superano ostacoli e problemi nuovi. Il mondo, tra l'altro, esige dalle persone in maniera sempre più evidente e pressante la capacità di risolvere situazioni problematiche di tipo diverso, ad esempio, quelle etichettate come 'mal definite' che richiedono l'esame delle complesse relazioni che intercorrono tra le variabili presenti, sia quelle che non hanno una soluzione possibile o definitiva. La finalità educativa che sembra oggi improrogabile per la scuola è quella di promuovere, attraverso un profondo rinnovamento delle pratiche d'insegnamento, lo sviluppo nelle giovani generazioni di strumenti mentali che consentano loro di affrontare con convinzione, responsabilità e originalità le sfide sempre più impegnative che verranno nei prossimi decenni dall'incessante evoluzione delle condizioni di vita e di lavoro.
'Molte scuole medie in questo paese non riescono ad arricchire e interessare i giovani. Questo fallimento è particolarmente evidente nello sviluppo del ragionamento critico e nel pensiero di livello più elevato...
Un obiettivo primario nella scelta dei curricoli e dei metodi di insegnamento per la scuola media dovrebbe essere l'educazione delle menti degli adolescenti, vale a dire, della loro capacità di attivare e utilizzare il pensiero. Uno studente con una mente ben educata è capace di assimilare la conoscenza, piuttosto che semplicemente memorizzare informazioni attraverso regole o applicare semplici algoritmi. Lo studente può sfidare l'attendibilità dell'evidenza; riconoscere un punto di vista o un'opinione al di là delle parole, immagini, o idee presentate; e chiedersi quali questioni sono sottese e supposte.
Una mente ben educata si caratterizza per una disposizione verso l'indagare, lo scoprire, e il ragionare in tutte le discipline. Uno studente, è evidente, non può sviluppare una mente educata indipendentemente dal contenuto delle specifiche materie. La chiave di volta del problema sta nel modo in cui gli studenti accostano i contenuti delle discipline. Questa disposizione frammentata non aiuta gli studenti a connettere le idee nuove alle vecchie o a costruire il proprio significato delle informazioni.
Nel curricolo principale della scuola media trasformata, lo studente confronta temi, che sono raggruppamenti di discipline, e apprende ad inquisire, associare e a fare sintesi trasversalmente alle discipline. Lo studente impara a ragionare anche mentre assimila le in-formazioni basilari sul contenuto di una disciplina. Questo approccio chiaramente richiede che l'enfasi attuale sull'acquisizione di una gran quantità di informazioni deve cedere il posto all'enfasi sulla profondità o qualità della comprensione degli studenti. Le scuole possono scegliere i principi e i concetti più importanti all'interno di ciascuna disciplina, e lì concentrare l'istruzione.
Lo sviluppo dell'educazione della mente richiede un radicale distacco dalla tradizionale istruzione di classe. In particolare, richiede un cambiamento nella concezione ben radicata che la funzione dell'insegnante sia trasmettere conoscenza agli studenti. Piuttosto, gli insegnanti devono considerarsi come facilitatori attraverso cui i giovani costruiscono essi stessi la conoscenza...
Gli insegnanti saranno invitati a promuovere uno spirito di ricerca e a stimolare gli studenti a riflettere e a comunicare idee. Una rilevanza molto più grande verrà data alle tecniche di apprendimento che consentiranno agli studenti di partecipare attivamente alla scoperta e alla creazione di nuove soluzioni ai problemi.
Per esempio, gli adolescenti hanno bisogno di approcci di gruppo all'apprendimento. L'apprendimento spesso si realizza meglio quando gli studenti hanno l'opportunità di discutere, analizzare, esprimere opinioni, e ricevere feedback dai compagni. Il coinvol-gimento del gruppo dei pari è soprattutto fondamentale durante la prima adolescenza quando l'influenza, dei pari aumenta e diviene più importante per i giovani'
.

Il documento appena proposto fornisce un quadro ricco e coerente dei nuovi obiettivi educativi che dovrebbero orientare gli sforzi di preparare le classi più giovani al secolo che sta loro davanti. Tale documento, come d'altra parte altri che si potrebbero citare, sollevano una serie di questioni che coinvolgono quanti a diverso titolo sono impegnati nel mondo dell'istruzione/educazione: fino a che punto la scuola di oggi fa propri questi obiettivi? Ed eventualmente, con quali metodologie tenta di realizzarli? Gli obiettivi sono di natura così complessa e generale che non possono essere certamente perseguiti con l'approccio meto-dologico comportamentista dei piccoli passi (dal semplice al complesso) o con quello della rigida sequenzialità della procedura che si ispira al cognitivismo. Ma a quale altro orientamento metodologico o teoria di apprendimento la scuola si può richiamare? Il processo valutazione che la stessa scuola attualmente adotta, è appropriato per accertare il conseguimento dei nuovi obiettivi richiesti? Quali strategie e modalità didattiche potrebbe applicare per facilitare questo compito? Ed altre questioni ancora.

 

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