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Il metodo di apprendimento adottato in prevalenza nelle scuole, a livello mondiale, è quello competitivo, basato sul confronto tra gli studenti e sull'identificazione del migliore.In una struttura di questo tipo, gli alunni e le alunne spesso lavorano uno contro l'altro per emergere e la percezione del successo individuale è percepita e legata al fallimento degli altri. Secondo Deutsch (1968), in questo clima, verrebbe così a stabilirsi una relazione d'interdipendenza negativa tra individui
Un secondo metodo tradizionale è quello individualistico, che enfatizza il lavoro individuale di ciascuno studente, senza tenere in considerazione gli altri. In tale situazione, si verifica un'assenza di interdipendenza, ognuno persegue il proprio scopo/obiettivo.Le strutture di tipo competitivo ed individualistico registrano tassi di insuccesso scolastico piuttosto consistenti.
Dal libro di Roger T. Johnson e David W. Johnson Creativity and Collaborative Learning: A Practical Guide to Empowering Students and Teacher, pag 38: L''apprendimento cooperativo determina un più elevato livello di ragionamento, un più frequente sviluppo di nuove idee e di soluzioni ... e un maggiore trasferimento di ciò che si è appreso da un contesto ad un altro ... rispetto all'apprendimento competitivo e a quello individualistico.
Un sicuro merito della diffusione della metodologia cooperativa va ai centri e ai gruppi di ricerca che operano negli Stati Uniti, in Canada, in Israele, in Olanda, in Inghilterra ed in molti altri paesi
Nel nostro paese è solo in questi ultimi anni che si è risvegliato l'interesse verso i metodi cooperativi come risposta alternativa all'apprendimento competitivo o individualistico o peggio di pseudogruppo, in cui le relazioni tra i membri sono di tipo parassitario senza alcuna condivisione di obiettivi e relazione di interdipendenza, in cui cioè la pseudointerazione di gruppo non conduce ad alcun processo di crescita individuale, né a livello cognitivo né a livello sociale.
L'efficacia dell'apprendimento cooperativo, rispetto ai metodi individualistici e competitivi, è documentata da numerose ricerche, condotte soprattutto negli Stati Uniti ed in altri paesi, ma al momento non ancora abbastanza diffuse in Italia. E' un'efficacia sia sul piano del rendimento scolastico di tutti gli alunni, sia su quello della qualità delle relazioni sociali, della motivazione all'apprendimento e dell'autostima
Dal libro di Roger T. Johnson e David W. Johnson Creativity and Collaborative Learning: A Practical Guide to Empowering Students and Teacher, pag 38:Confrontando tutti gli studi, risulta che il metodo di apprendimento cooperativo si colloca in media circa due terzi al di sopra di quello competitivo e di quello individualistico.
L'apprendimento cooperativo determina un più elevato livello di ragionamento, un più frequente sviluppo di nuove idee e di soluzioni ... e un maggiore trasferimento di ciò che si è appreso da un contesto ad un altro ... rispetto all'apprendimento competitivo e a quello individualistico.
I Johnson sottolineano gli elementi a favore dell'apprendimento cooperativo. Infatti, tale metodo promuove:
Anche le ricerche di Richard M. Felder (1997) e Slavin (1998) hanno dimostrato i molti vantaggi dell'apprendimento cooperativo. Gli studenti sono coinvolti attivamente nel ragionare sui problemi e nell'interagire gli uni con gli altri e lo fanno regolarmente e in modo guidato; di conseguenza sono in grado di capire le reciproche differenze e imparano a risolvere i problemi sociali che possono insorgere (Johnson e Johnson, 1985). Insegnare agli studenti a risolvere i conflitti è una delle componenti primarie della formazione in cooperative learning (Slavin, 1991).
Gli studiosi di psicologia sociale che si occupano di rapporti intergruppo riconoscono le applicazioni e l'efficacia dell'apprendimento cooperativo. Quasi tutti i moderni libri di testo di carattere introduttivo sulla psicologia dell'insegnamento (Brophy, Slavin e Bruning) trattano diffusamente della pedagogia cooperativa e della sua efficacia nel migliorare i rapporti razziali, l'autostima, l'autocontrollo e il profitto negli studi.
Sherman (1991) fa la seguente osservazione dal punto di vista psicologico: "Buona parte dei testi di psicologia sociale parlano diffusamente dei conflitti istigati dalla competizione tra singoli o tra gruppi di persone, e della soluzione e/o riduzione dei conflitti tramite l'uso di tecniche cooperative".
Gli studiosi di psicologia sociale che si occupano di rapporti intergruppo cominciano a riconoscere le applicazioni e l'efficacia dell'apprendimento cooperativo. Quasi tutti i moderni libri di testo di carattere introduttivo sulla psicologia dell'insegnamento trattano diffusamente della pedagogia cooperativa e della sua efficacia nel migliorare i rapporti razziali, l'autostima, l'autocontrollo e il profitto negli studi.