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Come si evince dalla tabella (vedi articolo) di Johnson, Johnson e Holubec, le ricerche più specifiche sull'apprendimento cooperativo attengono all'area dell'interdipendenza sociale e sono di origine psicologico-sociale.

 

Ci sono state tre linee teoriche che hanno guidato le ricerche sulla cooperazione:

1) lo sviluppo cognitivo (Jean Piaget e Lev Vygotsky):

  • Piaget sostiene che quando gli individui cooperano nell'ambiente, avvengono conflitti socio-cognitivi che creano disequilibrio cognitivo, il quale nei singoli stimola abilità di presa di coscienza e sviluppo cognitivo. E' proposta per la prima volta una compiuta teoria costruttivista del pensiero, il processo di adattamento del bambino all'ambiente è fondamentale. Il bambino integra i dati derivanti dall'esperienza nelle preesistenti strutture mentali (processo dialettico di assimilazione). Il bambino attiva un processo per cui i nuovi dati acquisiti dall'esperienza modificano le strutture cognitive preesistenti, adattandole ai nuovi (processo dialettico di accomodamento).
  • Vygotsky asserisce che i processi cognitivi si attivano, quando il bambino interagisce con persone del suo ambiente e in cooperazione con i suoi compagni che lo inducono a riflettere ed autoregolare il proprio comportamento. La conoscenza è un prodotto sociale, costruito dagli sforzi cooperativi di apprendere, comprendere e risolvere problemi. Osserva che gli studenti riescono a risolvere certi problemi lavorando in gruppo, prima di riuscire a risolvere quegli stessi problemi lavorando individualmente. Ipotizza quindi che l'opportunità di lavorare con persone più esperte consente agli studenti di migliorare la propria capacità di soluzione dei problemi.
 
 
 

2) il comportamentismo (Skinner, Bandura, Kelley): si focalizza sull'impatto dei rinforzi di gruppo e sulla ricompensa dell'apprendimento.

3) l'interdipendenza sociale (Lewin e Deutsch).

 

I suoi assunti teorici definirono che:

 
  • l'essenza di un gruppo è l'interdipendenza tra i membri (creata dall'avere obiettivi comuni) i cui risultati nel gruppo creano un “intero dinamico” così che un cambio di stato di un membro cambia lo stato di ogni altro membro.
 
  • uno stato di tensione intrinseco tra i membri del gruppo motiva un movimento verso la realizzazione degli obiettivi comuni desiderati.
 

Alla fine del 1940 un altro studente Morton Deutsch, anch'egli di origini tedesche, ha ampliato il ragionamento circa l'interdipendenza sociale, e formulato la teoria della cooperazione e della competizione. La teoria di Deutsch è servita come maggiore struttura concettuale in quest'area di indagine negli ultimi quarant'anni. Di rilievo, nella prospettiva del cooperative learning, gli attuali studi sulla caratterizzazione degli stili cooperativi.

Gli studi di Deutsch sono stati applicati ed estesi al campo educativo attraverso l'opera dei fratelli Johnson, dell'Università del Minnesota, autori delle più importanti e numericamente consistenti ricerche sugli effetti dell'apprendimento cooperativo.

("Uno a casa tre in viaggio" - Edizioni IRRE - Bologna, 2007 a cura di Piergiuseppe Ellerani - Daniela Pavan).

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