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in collaborazione con:
Communities of Learners

 

Nel modello pedagogico delle "Communities of Learners  (Brown, Campione, Ligorio) la classe è immaginata come una vera e propria comunità, dove tutti possono giocare i diversi ruoli, scambiandosi compiti e responsabilità. Tutti sono apprendisti: imparano nuove cose, mettendo in discussione le proprie conoscenze, accedono a nuove informazioni, utilizzano canali e strumenti di comunicazione originali, discutono con gli altri sia conoscenze già acquisite sia dubbie, idee, problemi e quesiti. Non esiste più la figura dell'insegnante come depositario unico della conoscenza e trasmettitore ufficiale del sapere, anche se continua a fungere da utile modello del "come fare a sapere", a cercare informazioni e a valutarle. Gli studenti non sono più solo ricevitori, più o meno passivi, delle informazioni a loro trasmesse, sono considerati costruttori attivi della propria conoscenza piuttosto che recipiente passivo di esperienze e competenze altrui. L'obiettivo didattico più importante perseguito è quello di permettere agli studenti di padroneggiare strategie di apprendimento attivo .

Ogni membro è al tempo stesso apprendista ed insegnante, condividendo con tutti gli altri le proprie conoscenze. Ciascun membro della comunità è considerato come fonte consultabile per ottenere informazioni, risposte a quesiti, stimoli per riflettere e ognuno condivide con tutti gli altri le proprie conoscenze. Particolare attenzione è rivolta alle abilità di auto-controllo, auto-direzione e auto-valutazione dell'apprendimento. Allo studente si riconosce un grande potere introspettivo e questo riconoscimento incide e determina sia l'organizzazione dei curricula, sia la rielaborazione dell'approccio teorico

Per esempio, nella progettazione e definizione dei curricula gli studenti svolgono un ruolo diventandone parzialmente responsabili.

Dal punto di vista teorico, una importante rielaborazione vede la classe come composta da zone di sviluppo prossimale multiple in interazione con agenti multipli. Interagiscono con la zona di sviluppo prossimale sia persone (adulti e bambini pari o con diverse comp tenze), sia strumenti (media e artefatti quali libri, video e filmati, attrezzature scientifiche, software).

Motto del progetto è quello di incoraggiare una conoscenza e competenza distribuita tra tutti i partecipanti alla comunità

 Da Trentin: “Le communities of learners si pongono come obiettivo non solo quello di fare apprendere di più ma anche quello di trasformare gli studenti in insegnanti e scienziati capaci di utilizzare strategie e metodologie di apprendimento superiori, ovvero quelle tipiche di chi conosce bene un certo argomento ed è in grado di spiegarlo e renderlo accessibile agli altri.”. (Brown, in dossier Irre-Toscana).

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