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in collaborazione con:
Complex Instruction

La Complex instruction di Elizabeth Cohen è un programma, partito vent'anni fa dall'università di Stanford, che si prefigge di realizzare l'equità in classe, studiando le cause sociali delle disuguaglianze di base e costruendo pratiche educative, basate soprattutto sulla cooperazione, capaci di mettere in questione tali elementi di disuguaglianza (e iniquità ).
Ciò è possibile solo se l'interazione tra gli studenti avviene sulla base di un'eguaglianza di status, per ottenere la quale è assolutamente necessario modificare in profondità tante (cattive) abitudini delle scuole, nonchè abbandonare la chiacchiera sulle differenze culturali per potere lasciare spazio al sospetto che le disuguaglianze sociali si traducono nelle classi in differenze di status scolastico, con ripercussioni assai nocive sullo sviluppo delle capacità e delle competenze degli allievi.
La Complex instruction parte dalla constatazione che la formazione dei piccoli gruppi favorisce i migliori, anche se esiste l'intenzione da parte dei membri di aiutare i più deboli, poichè i soggetti con elevato status d'appartenenza tendono ad emergere e ad avere una forte influenza sul gruppo, anche se realmente non posseggono quelle competenze che i compagni e l'insegnante attribuiscono loro. L'eterogeneità non costituisce uno svantaggio, ma diventa occasione di crescita sia a livello cognitivo sia sociale.
Questa modalità di apprendimento cooperativo ha la funzione di controllare l'effetto di status dei membri del gruppo perché questi possano svolgere il compito collaborativo in maniera efficace. Lo status, infatti, non è solo un problema di disuguaglianze sociali o di classificazioni interne al gruppo, esso è anche origine e causa di differenze di apprendimento: gli studenti di status più elevato parlano e intervengono più frequentemente e quindi imparano di più rispetto a quelli di status meno elevato che finiscono per rimanere passivi. Così “paradossalmente in un contesto organizzato per promuovere l'uguaglianza, il ricco diventa più ricco, mentre il povero diventa più povero” (1).
Questa modalità di apprendimento cooperativo ha la funzione di controllare l'effetto di status dei membri del gruppo perché questi possano svolgere il compito collaborativo in maniera efficace. Lo status, infatti, non è solo un problema di disuguaglianze sociali o di classificazioni interne al gruppo, esso è anche origine e causa di differenze di apprendimento: gli studenti di status più elevato parlano e intervengono più frequentemente e quindi imparano di più rispetto a quelli di status meno elevato che finiscono per rimanere passivi.
Per ovviare a questa situazione, viene proposto di organizzare l'interdipendenza positiva come un'interdipendenza di abilità fra i membri del gruppo. Il compito dell'insegnante diventa allora quello di individuare compiti complessi che richiedano una varietà di abilità per essere portati a termine. In questo modo gli studenti con competenze diverse si possono muovere nell'attività di gruppo con la consapevolezza di essere tutti necessari e di esprimere abilità non comparabili tra di loro.
Perché si sviluppi la cooperazione, è fondamentale inoltre “insegnare le specifiche competenze sociali che sono necessarie per l'esecuzione di un compito di gruppo” (2) e dare a ciascun membro un ruolo specifico da svolgere. Un'attività attenta di controllo e valutazione di tutte le fasi del processo permetterà di migliorare il lavoro di gruppo nelle successive sessioni.

E' una modalità che muove dal riconoscimento della pluralità delle intelligenze (una conquista di grandi pedagogisti come Gardner, ancora da acquisire nelle scuole italiane), da attivare attraverso un lavoro di ristrutturazione dei rapporti nelle classi. Dà molta rilevanza ai processi sociologici, all'uguaglianza delle opportunità educative, alle dinamiche d'appartenenza di status e alle conseguenze che ne derivano, quando esse influenzano sia la vita scolastica dei singoli alunni sia quella del gruppo classe.

La Complex instruction indica le strategie da seguire affinchè sia data a tutti i membri di un gruppo la stessa opportunità di esprimersi e di apprendere e lo fa suggerendo cinque fasi:
• correggere i pregiudizi sulle abilità sia degli studenti sia dell'insegnante
• educare gli studenti all'interazione e alle specifiche competenze secondo il compito richiesto
• l'insegnante ha l'incarico d'individuare compiti complessi che implichino l'applicazione di una svariata serie di atti.
• organizzare compiti complessi
• valutare il lavoro di gruppo per poterlo migliorare

Per approfondire vedi:
Cooperative learning nelle classi multiculturalità. Uno sguardo all' Istruzione complessa.

Un' esperienza di formazione e sperimentazione sull'istruzione complessa realizzata da un gruppo di insegnanti presso il Centro interculturale del Comune di Bologna - Settore Istruzione  CD/LEIBologna CD/Lei anno scolastico 2004-2005 e 2005-2006dal sito..."L'idea di proporre un corso di formazione sul Cooperative Learning ad un gruppo selezionato di insegnanti del territorio di Bologna era presente da diverso tempo nei progetti di formazione del CD/LEI ed era nato subito dopo un'attenta lettura dell'articolo e del supplemento sul I.C. pubblicato dalla rivista " Intercultural Education". Dall'osservatorio di un centro per l'Educazione Interculturale che da oltre 13 anni lavora con le scuole del territorio bolognese per favorire l'accoglienza, l'inserimento e il successo scolastico degli allievi stranieri, è apparso subito chiaro (e continua ad esserlo) come la formazione degli insegnanti su temi strategici quali le tecniche per l'insegnamento della L2, i linguaggi disciplinari e , soprattutto, le metodologie che più di altre possono favorire non solo un buon inserimento ma, anche, buoni risultati per gli allievi stranieri, rappresenti il nodo essenziale nelle classi multiculturali della scuola italiana"...download delle esperienze...

  • COOPERATIVE LEARNING NELLE CLASSI MULTICULTURALI - 2004  1. parte
    a cura di Alessandra Augelli, Francesca Gobbo, Miriam Traversi
    Download
    : Cooperative learning nelle classi multiculturali - PDF, 817 kb
    Atti del seminario tenutosi fra maggio e giugno 2004 per conoscere ed esercitarsi nell'istruzione complessa, una strategia educativa che fa parte del più ampio movimento dell'apprendimento cooperativo, applicata alle classi multiculturali. L'obbiettivo è l'elaborazione di unità didattiche fondate sulle abilità molteplici, in modo che nel gruppo ciascuno possa dare il suo contributo e veder riconosciute le proprie abilità.

  • COOPERATIVE LEARNING NELLE CLASSI MULTICULTURALI - 2005 2. parte: la formazione in itinere e la sperimentazione in alcune scuole di Bologna e provincia
    a cura di Isabella Pescarmona

    Download
    : Cooperative learning nelle classi multiculturali - PDF, 530 kb
    Documentazione relativa alle sperimentazioni nelle scuole, che sono seguite al seminario tenutosi fra maggio e giugno 2004. Sono state elaborate unità didattiche originali, mirate alle esigenze delle classi da coinvolgere, e sono state fatte osservazioni e valutazioni sul campo, durante il lavoro di apprendimento cooperativo degli alunni.

(1) E. G. COHEN and R. A. LOTAN, Raising Expectation for Competence: The Effectivness of Status Interventions, in Working for Equity in Eterogeneous Classrooms. Sociological Theory in Practice, New York, Teachers College Press, 1997, p. 85.

(2)E. G. COHEN, Designing Groupwork. Strategies for the Eterogeneous Classrooms, New York, Teachers College Press, tr. it. a cura di Anna Lachin, Organizzare i gruppi cooperativi. Ruoli, funzioni, attività, Trento, Edizioni Erickson, 1999 (ed. or. 1994  2nd ed.), p. 61.




 


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