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La ricerca sui modelli di Cooperative Learning ha messo in luce come negli ultimi venti anni questo metodo si sia sviluppato in modo così articolato che risulta quasi impossibile parlare di un impianto teorico ed applicativo unico e ben definito. I ricercatori hanno studiato ognuno
Ci si trova così di fronte ad un movimento molto ampio con più correnti che strutturano ognuna in modo diverso l'interdipendenza, l'interazione, la motivazione all'apprendimento, il compito ed il ruolo dell'insegnante.
Entro questo contesto in continua evoluzione, si può tuttavia individuare la prevalenza di alcune modalità di Cooperative Learning: le ricerche di D. W. Johnson e R. T. Johnson alla University of Minnesota di Minneapolis; quelle di R. Slavin alla Johns Hopkins University di Baltimora; quelle di S. Sharan alla Tel Aviv University di Tel Aviv; quelle di S. Kagan e M. Kagan alla University of California; quelle di E. Cohen alla Standford University in California; ed ancora un filone di studi su tematiche strettamente collegate a questa prospettiva .
Quello che è certo e che nessuno di questi approcci può essere improvvisato: per mettere in pratica un contesto cooperativo l'insegnante deve essere formato a lungo attraverso corsi e laboratori esperienziali.
Vi sono numerose variazioni e diversi approcci al cooperative learning. I più conosciuti sono:
Ciascun metodo si differenzia dagli altri per la valorizzazione di alcuni aspetti specifici:
L'insegnante deve scegliere il modello di apprendimento cooperativo più appropriato ai suoi obiettivi, all'argomento e alle risorse disponibili.
Effettivamente, numerose tecniche possono rivelarsi efficienti per gli stessi obiettivi.
E. V. Hilke suggerisce una lista di domande che dovrebbe porsi l'insegnante prima di decidere quale tecnica di cooperative learning usare:
1. Voglio che ci sia competizione fra i gruppi? (TEAMS-GAMES-TOURNAMENT)
2. Dispongo di un'adeguata offerta e varietà di risorse per la ricerca degli studenti? (group investigation)
3.Voglio combinare l'apprendimento cooperativo con l'apprendimento individualizzato nella mia classe di matematica? (team assisted individualization)
4.Voglio controllare il rendimento degli studenti dando un test oggettivo al gruppo? (jigsaw, student team achievement divisions
5. Mi sento bene informato su un argomento tanto da poter dare assistenza approfondita agli studenti durante la ricerca? (group investigation)
6. Voglio dividere il materiale didattico in piccole componenti? (jigsaw)
7. Voglio usare un test di lettura di base ma avere anche qualche attività di gruppo? (cooperative integrated reading and composition).
Solo alcune modalità sottolineano esplicitamente l'importanza di attribuire al gruppo procedure di lavoro.
Sulla base della ricerca cognitivista svolta negli ultimi decenni e di quella sviluppata da Dansereau e collaboratori, il Cooperative Learning ha elaborato procedure di lavoro in gruppo per realizzare le condizioni di interdipendenza positiva, interazione promozionale faccia a faccia, e altre.
Particolari procedure sono state specificatamente elaborate per la realizzazione del compito/obiettivo del gruppo. Nella scuola, infatti, possono essere proposti obiettivi come: fare una composizione scritta, scrivere un testo argomentativo, risolvere un problema, apprendere da testo scritto, esprimere un giudizio critico, ecc. ed è risaputo che di norma gli studenti non sono in grado di operare correttamente applicando processi efficaci se non sono istruiti a farlo.
Risulta quindi necessario che i processi cognitivi siano 'guidati' e non presupposti.
Nel Cooperative Learning ciò avviene integrando nel lavoro di gruppo la procedura cognitiva efficace da seguire. Tale operazione non è facile da effettuare e richiede conoscenze procedurali di compiti cognitivi oltre che una certa esperienza. Inoltre deve essere molto precisa e determinata dovendo coniugarsi con tutte le caratteristiche del Cooperative Learning (interdipendenza positiva, responsabilità personale, massima partecipazione possibile, equa distribuzione dei pesi, ecc.).
Come si è già detto per altri aspetti del Cooperative Learning, anche le procedure di lavoro devono essere programmate in anticipo e spesso richiedono molto tempo agli insegnanti, soprattutto a coloro che intendono introdurre per la prima volta il metodo in classe.
Tutti gli autori infatti suggeriscono e invitano a non essere precipitosi. Errori iniziali possono pregiudicare la qualità dei risultati attesi. L'applicazione efficace del Cooperative Learning richiede buone conoscenze in varie aree 'critiche' del metodo stesso, una vasta esperienza e un notevole impegno di tempo.
Per questi motivi è bene che gli insegnanti, almeno nelle fasi iniziali, si affidino ad attività cooperative informali, a strutture abbastanza consolidate dall'uso, a una introduzione progressiva e non estesa del metodo.