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In questi ultimi tempi molti insegnanti hanno cominciato a sperimentare il cooperative learning. Ma per passare da attività sporadiche ad attività inserite allinterno di un progetto strutturato, la gradualità dellapplicazione diventa fondamentale. Un insegnante che intende trasformare la teoria in pratica educativa, che intende realizzare lezioni, unità di apprendimento, moduli in Cooperative Learning deve in concreto creare attività in cui ogni singolo membro di ogni singolo gruppo si possa sentire responsabilizzato perché è indispensabile al raggiungimento dellobiettivo del suo team di lavoro.
Il problema è allora creare attività in cui linterdipendenza positiva sia vissuta come autentica e non come qualcosa di fittizio. Far leggere lo stesso brano a due ragazzi con competenze di lettura differenti crea un rapporto di dipendenza, perché il meno veloce dipenderà dal più veloce. Se si fa realizzare unintervista al preside e il più sfacciato fa le domande e il più timido scrive larticolo si riesce a creare un rapporto concreto di dipendenza reciproca.
Imparare a progettare la lezione in apprendimento cooperativo richiede tempo, molto tempo. Padroneggiare le tecniche richiede esperienza. Sul campo. Ma soprattutto bisogna accettare di mettersi al servizio dei discenti e favorire lapprendimento naturale, sostituendo al controllo della classe, la costruzione negli studenti del senso di appartenenza. Inoltre è indispensabile un gran lavoro di programmazione e preparazione da parte degli insegnanti per mettere a punto le attività
Felder sostiene che bisogna innalzare gli studenti al livello dellinsegnante, dando loro fiducia nelle proprie capacità di imparare e di capire autonomamente.
Un insegnante quando si accinge a preparare unattività didattica in una modalità cooperativa deve:
Il monitoring prevede che al termine di ogni ora l'insegnante, o l'osservatore di gruppo, faccia il punto della situazione e sottolinei il livello di applicazione delle competenze sociali su cui si è deciso di esercitarsi; il monitoring rende possibile un miglioramento del comportamento già dallora successiva.
Il processing è la revisione al termine del lavoro, necessaria per capire cosa ha funzionato e cosa deve essere migliorato e a identificare eventuali percorsi di rinforzo delle competenze non ancora sviluppate in modo adeguato.
Ogni lezione può iniziare con una valutazione della qualità dei lavori svolti a casa dagli studenti.
Successivamente linsegnante comunica agli studenti gli obiettivi di apprendimento da raggiungere, i criteri per il successo, le modalità del lavoro cooperativo, specifica la struttura dinterdipendenza positiva cioè i modi attraverso i quali ogni studente sarà responsabile per gli apprendimenti propri e dei compagni, sia studiando i materiali a lui assegnati, sia aiutando gli altri nel gruppo. Definisce i criteri di valutazione del lavoro, sollecita la responsabilità personale, indica i comportamenti desiderati e insegna le competenze sociali. Poi linsegnante divide gli studenti in piccoli gruppi eterogenei e assegna loro un compito.
1. studio o elaborazione individuale;
2. studio di gruppo (studio, soluzione di problemi o scrittura creativa);
3. produzione di gruppo (generazione di un prodotto comune).
Linsegnante ascolta la presentazione dei lavori, valuta il lavoro svolto e lapplicazione delle competenze sociali, favorisce lautovalutazione del lavoro svolto (metodo utilizzato e prodotto), favorisce lautovalutazione dellapplicazione delle abilità sociali.
Gli studenti rivedono il lavoro svolto e il loro modo di lavorare insieme
(vedi: D. Pavarin e P.Scorzoni)