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Fare un caffè... scientifico, in apprendimento cooperativo
lavoro in modalità "Place map"
Fare un caffè scientifico
Un'attività di problem solving in Cooperative learning
Anno scolastico 2005/2006
Scuola Elementare Casalegno Torino
classe V D
Insegnante
Durante le attività di Scienze nella mia classe, normalmente, si parte dall'osservazione/descrizione di alcuni aspetti della realtà per giungere a focalizzare l'attenzione su uno specifico fenomeno. La comunicazione dell'osservazione si esplicita con modalità diverse e va dal disegno alla narrazione orale e/o scritta. Quindi, e soprattutto nella fase di discussione durante l'osservazione, l'interazione tra gruppi o tra singoli.
Questa metodologia è stata utilizzata anche nel caso che qui riporto, ma costituisce l'elemento pregresso da cui gli alunni sono partiti, è la parte non raccontata di questa relazione. Durante questa prima fase, gli alunni hanno potuto familiarizzarsi con i concetti di temperatura e di calore, hanno osservato e descritto fenomeni legati all'interazione tra calore e oggetti.
Questa prestazione nasce dalla mia esigenza di valutare in profondità il grado di comprensione dei concetti studiati, assieme alla capacità di rielaborarli anche in situazioni non proprio identiche a quelle presentate a scuola.
Per fare questo ho pensato ad una situazione complessa che richiede l'osservazione attenta e messa in relazione di specifici aspetti, "ambientando" il tutto in un contesto di realtà quotidiana. Ne è nata un'attività di problem solving, che richiede agli alunni di essere capaci di mettere in atto un ragionamento di tipo analogico.
Il tutto è stato svolto secondo la metodologia del Cooperative learning, come si cercherà di spiegare successivamente.
Una classe quinta di scuola primaria costituita da 23 alunni, di cui un portatore dei handicap. Al lavoro di cui si presenta questa relazione hanno partecipato in
L'attività si prefigge lo scopo di verificare il grado di comprensione di alcuni obiettivi cognitivi, tra cui
· Comprendere gli stati fisici della materia
· Comprendere l'interazione calore-sostanza
· Comprendere il concetto di pressione
· Saper mettere in relazione concetti scientifici diversi, quali quelli elencati sopra per spiegare il modo di accadere di un fenomeno
· Saper considerare diverse variabili e considerarne le correlazioni
· Saper collaborare nel gruppo
· Raggiungere un obiettivo comune condiviso
· Conoscere la differenza tra temperatura e calore
· Aver compreso il concetto di pressione
· Conoscere gli stati fisici della materia, con particolare attenzione a ciò che è necessario per il passaggio da uno stato all'atro.
· Capacità di osservare (in questo caso i disegni)
· Capacità di analisi e di sintesi
· Capacità di mettere in relazione coerente situazioni della vita quotidiana e fenomeni fisici
· Capacità di esprimersi in modo linguisticamente corretto, anche utilizzando un linguaggio scientifico appropriato
E' importante che i bambini siano abituati a manipolare, a fare esperienze concrete dalle quali dedurre le proprietà degli oggetti e le caratteristiche dei fenomeni osservati. Inoltre è opportuno che essi siano anche abituati a ragionare su livelli di scala differenti (dal macroscopico al microscopico e viceversa), in base a ciò che si vuol comprendere.
Tenuto conto che i presenti erano 19, ho formato 5 gruppi da 3 ed uno da 4. La scelta dei componenti è stata fatta da me in base a criteri di eterogeneità per sesso ed abilità. L'alunno disabile era inserito nel gruppo da 4.
A ciascun alunno è stata consegnata una scheda di lavoro (scheda A) su cui sono illustrati prima separatamente, poi assemblati, i vari componenti di una caffettiera moka. Sulla stessa scheda sono riportate le istruzioni per il lavoro che è diviso in due momenti: il primo di riflessione e di elaborazione individuale; il secondo in gruppo, che ha lo scopo di elaborare la procedura necessaria per preparare un caffè e la spiegazione scientifica di ciò che avviene nella caffettiera.
I disegni della scheda, hanno anche lo scopo di facilitare il ragionamento necessario per giungere alla conclusione richiesta.
La struttura utilizzata è "Place map", per cui ogni gruppo aveva a disposizione un cartellone debitamente suddiviso su cui riportare sia le riflessioni personali sia la conclusione del gruppo.
Ogni gruppo, all'inizio del lavoro, aveva il compito di scegliere al proprio interno un responsabile del tempo, un responsabile del silenzio, un facilitatore con il compito di mettere per scritto le conclusioni del gruppo ed un relatore che ha relazionato alla classe i risultati a cui il proprio gruppo è pervenuto.
All'inizio del lavoro è stato spiegato alla classe lo scopo del lavoro in particolare che esso richiede di mettere in campo diverse abilità, ragion per cui è facile prevedere la necessità di una buona collaborazione.
E' stata presentata la rubrica di valutazione/autovalutazione (allegato C), che è divisa in due parti: valutazione degli obiettivi cognitivi e di quelli cooperativi. Si chiarisce che la valutazione sarà di gruppo.
Al termine del lavoro è stata consegnata per la compilazione anche la scheda di verifica del lavoro svolto (allegato B).
2 ore
Il lavoro è stato portato a termine da tutti i gruppi, tranne uno, che non è riuscito a scrivere la parte comune della Place map, poiché ha utilizzato il tempo a disposizione con superficialità. Gli altri gruppi sono riusciti a portare a termine il lavoro, anche se non tutti sono giunti ad una conclusione completamente corretta dal punto di vista scientifico. Tutti i gruppi sono stati molto coinvolti dal compito ed hanno mantenuto la partecipazione per le due ore di lavoro. Alcuni hanno persino manifestato stupore per "il tempo passato così in fretta".
Insegnamento delle competenze
La competenza sociale, oggetto di valutazione, era
Rispetto ad altri lavori svolti durante quest'anno ho notato una maggiore interazione all'interno dei gruppi, una maggiore consapevolezza del compito di ciascun componente del gruppo e la comprensione di giungere tutti ad un risultato condiviso e compreso. Il clima è stato più sereno e ho notato anche una maggiore padronanza nel gestire il tono della voce, del turno di parola, dell'attenzione all'opinione altrui. Le schede di commento al lavoro (sintetizzate nell'allegato B) raccontano anche di questa situazione.
Allego anche le conclusioni finali del lavoro di tre gruppi.
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