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Peer Education e competenza scientifica. Risultati e prospettive future (14/5/10)

Esperienze di peer education nel laboratorio di  chimicaEsperienze di peer education nel laboratorio di chimica
All'I.I.S.P.S. "Vittone" di Chieri (TO) esperienze di educazione tra pari sono state proposte alle classi delle scuole elementari e medie del territorio a partire dall'anno scolastico 1998/99
Per ovviare alla diffidenza che spesso accompagna l'approccio alle discipline scientifiche, quali la Chimica e la Fisica, si organizza un  avvicinamento graduale e guidato sin dai primi livelli di scolaritè, realizzando esperienze di "educazione tra pari" (peer education) tra alunni delle scuole elementari e medie e studenti della scuola superiore, i quali svolgono azione di tutor nei confronti dei compagni pi giovani.
Sinergie di questo tipo sono didatticamente molto valide e permettono di dare forma e sostanza a quell'accoglienza ed a quell'accompagnamento che sono  importanti per promuovere l'orientamento.
Gli studenti delle classi geometri e ragionieri partecipano, con funzione di tutor a semplici esperienze di chimica e di fisica, ma anche di scienze, lingue e matematica,

Il giorno 14 maggio 2010 presso l'Istituto si è svolto il Convegno Peer Education e Competenza Sicentifica. Alcuni risultati e prospettive future
Scopo del convegno era parlare di competenza e di competenza scientifica in particolare e nel contempo fare il punto della situazione dopo dodici anni di sperimentazione della metodologia della peer education attuata con finalità di tipo didattico-disciplinare tra gli studenti del Vittone e gli alunni della primaria e della secondaria di primo grado del chierese.

 
PROGRAMMA
8,30 Registrazione dei partecipanti
9,00 Accoglienza degli studenti del Vittone con il video: La Peer Education nel nostro Istituto
9,15 Saluti delle Autorità  A. Magarelli (Dirigente Scolastico I.I.S. Vittone)  Saluto di benvenuto e avvio dei lavori
9,30 M. Tiriticco (Dirigente tecnico MIUR)  Insegnare per competenze per una società complessa
10,00 A. Floriano (Presidente DD-SCI- Università di Palermo) L'insegnamento scientifico dopo il riordino dei cicli
10,30 T. Pera (DD-SCI) I curricoli per competenze nell'area delle scienze

11,00 Pausa caffè

11,20 Mostra: Competenza e pensiero creativo studenti delle secondarie e alunni delle primarie illustrano giochi, favole e drammatizzazioni a supporto delle attività di Peer education
12,30 D. Lanfranco (I.I.S. Vittone – Chieri) I risultati di dodici anni di attività di Peer Education: presentazione analisi dei questionari compilati da studenti tutor e docenti delle classi ospiti

13,00 Pausa pranzo

14,30 Presentazione del libro: Le favole dell'alchimista. Favole e drammatizzazioni scritte da studenti e docenti del chierese e non solo
14,50 P. Beraud (I.I.S. Vittone – Chieri) Conoscere attraverso favole, racconti fantastici e drammatizzazioni
15,10 G. Cerrato (Univ. Torino-Fac. Scienze della Formazione & GRDS) Le favole scientifiche: dalla parte di chi le scrive ... istruzioni per l'uso!
15,30 S. Demaria (docente di scuola primaria, laureata SFP) Le favole scientifiche: dalla parte di chi le ascolta ... ma chi le ascolta?

15,50 Moderatore: R. Carpignano Le esperienze di Peer Education: discussione di chiarimento e approfondimento: docenti dei tre livelli scolari, studenti ed ex studenti del Vittone, docenti di sostegno che hanno accompagnato bimbi disabili, tesiste di SFP-SN e studenti SIS che hanno assistito ad esperienze di P, rispondono a domande del conduttore e del pubblico
16,50 Moderatore: T. Pera Tavola rotonda: La Peer Education contribuisce a costruire competenza? E. Ferrero (Univ. Torino, Fac. SMFN), A. Floriano, M. Tiriticco, R. Trinchero (Univ. Torino, Fac. Scienze della Formazione),

17,30 S. Mosca (Dirigente tecnico MIUR-USR Piemonte) Prospettive future e conclusioni

 


Si riporta una pagina del sito dell'Istituto  scritta da Daniela Lanfranco Referente Progetto:

"Gli obiettivi che possono essere perseguiti con le esperienze di P.E. sono molteplici e variamente indirizzati.
In primo luogo consentono di favorire la costruzione di "ambienti" di orientamento alle discipline scientifiche in modo piacevole sin dai primi livelli di scolarità. Inoltre costituiscono un'occasione di collaborazione tra insegnanti di livello diverso, contribuendo a realizzare quella continuità verticale di cui sempre si parla, ma che raramente viene attuata.
Questo, ovviamente, porta ad un confronto tra insegnanti che non può che essere stimolante per gli uni e per gli altri. Per quanto riguarda gli studenti tutor, la P.E li educa all'assunzione di un ruolo di responsabilità, sia nei confronti del bambino che viene accolto, sia nei confronti dell'Istituzione Scolastica che rappresentano.
Per il bambino ospitato, infine, costituisce la possibilità di apprendere in un contesto estremamente stimolante: l'ingresso in una scuola superiore, la presenza di un maestro "grande", ma non poi troppo, il fascino di un vero laboratorio di Chimica.
Liberati dalla funzione di "attrattori" i docenti della scuola secondaria possono finalmente "osservare" il processo in atto. Osservando il lavoro dei tutor durante le varie fasi dell'esperienza essi hanno modo di conoscere meglio i propri studenti verificando innanzitutto quanto sia stato interiorizzato l'argomento oggetto dell'esperienza e inoltre, costatandone l'impegno, l'entusiasmo, la naturalezza o l'impaccio nel rapportarsi al bambino, possono conoscere la vera personalità dello studente, in modo più efficace che in tante altre occasioni.

Programmazione delle esperienze

Si è ritenuto opportuno che, almeno a livello di scuola elementare, le esperienze di peer education non costituiscano "un momento a sé stante" della vita scolastica del bambino, ma che diventino parte integrante del curricolo di scienze. Ad inizio anno scolastico, quindi, i docenti dei due ordini di scuola si incontrano ed individuano un'esperienza, semplice, significativa, che sia determinante per concludere un percorso didattico o che ne rappresenti un momento importante. I bambini delle elementari, nei tempi e nei modi che l'insegnante ritiene più opportuni, studiano il fenomeno scelto svolgendo le esperienze che è nella loro possibilità di attuare. I ragazzi delle superiori preparano dei cartelloni che richiamano l'esperienza, sia dal punto di vista del procedimento, sia relativamente ai concetti ed al modello microscopico su cui si basa il fenomeno ed una copia di essi, in formato ridotto, sarà poi data ai bambini che la utilizzeranno durante la fase di rielaborazione dell'esperienza al ritorno nella loro classe.

Attuazione dell'esperienza


Dopo una breve fase di accoglienza si formano gli abbinamenti tutor-bambino. E' bene evitare che tali abbinamenti siano del tutto casuali, al fine di non far lavorare insieme due soggetti entrambi impacciati, o timorosi, o, al contrario troppo agitati. Per lo più i bambini sono bravissimi, curiosi e molto disponibili, ma può capitare il ragazzino che deve essere rassicurato e seguito con particolare attenzione o quello che, al contrario, deve essere tenuto a freno. E' sufficiente che l'insegnante della scuola elementare, fatto un elenco degli alunni partecipanti, tracci, accanto ad ogni nome, un brevissimo profilo, utile per creare abbinamenti idonei, o, quantomeno, non troppo rischiosi. Vengono assegnati i posti di lavoro e l'esperienza ha inizio. Tre studenti svolgono il ruolo di osservatori; ad ognuno di essi sono assegnati tre o quattro coppie bambino-tutor, in merito alle quali devono annotare, su schede prestabilite, il modo di operare, il tipo di rapporto che si instaura, la partecipazione ed il livello di gradimento del bambino, la maestria del tutor. L'attività viene ripresa con fotocamera e telecamera. Durante l'esperienza il bambino non è uno spettatore, ma deve maneggiare la vetreria, prelevare le sostanze, operare secondo le indicazioni del tutor. Grande rilevanza deve, quindi, essere data alla sicurezza, a cui il tutor deve essere ben addestrato. Sulle norme di comportamento il bambino viene informato durante la fase di accoglienza, ma è compito del tutor controllare che la sicurezza non venga mai meno. Durante il lavoro il tutor ed il bambino si spartiscono e si scambiano i compiti in modo che l'alunno esegua tutte le operazioni previste dall'esperienza. Al tutor è lasciata piena libertà circa il modo di operare per far comprendere al bambino ciò che sta facendo. Alcuni tutor, a lavoro terminato, elaborano, insieme al loro allievo, uno schema riassuntivo, altri guidano il bambino a commentare l'esperienza osservando i cartelloni predisposti, e così via.

Rielaborazione dell'esperienza

Il docente della classe elementare raccoglie le impressioni dei bambini, stimola discussioni circa il lavoro svolto in laboratorio e verifica, nel modo che ritiene più opportuno, quanto è stato appreso dagli alunni. Generalmente la rielaborazione porta ad una ulteriore produzione di cartelloni, disegni, racconti e, talvolta, all'invenzione di fiabe i cui protagonisti sono, per esempio, le sostanze chimiche utilizzate. Nella classe superiore l'esperienza viene commentata ed analizzata allo scopo di individuare eventuali intoppi o manchevolezze anche in relazione ai quesiti posti dai bambini. Valutazione del rapporto di tutoraggio Ad ogni bambino viene chiesto di scrivere un giudizio sul suo tutor e viceversa. Diversissima è la tipologia di questi giudizi, infatti mentre quello del tutor è conciso e sempre sostanzialmente benevolo, quello del bambino è molto articolato, particolareggiato e, all'occorrenza, critico. I bambini sono, innanzitutto, colpiti dall'aspetto fisico del loro maestro e ne descrivono dettagliatamente i tratti e l'abbigliamento. Successivamente passano a descrivere ciò che il maestro ha permesso loro di fare o non fare e se si è preoccupato che loro capissero. Inoltre viene sempre rigorosamente puntualizzato se il tutor era competente o se, invece, doveva consultarsi con i suoi compagni. Dalla lettura dei giudizi emerge, comunque sempre, che tra il tutor ed il bambino si è instaurato un rapporto affettivo che è certamente uno dei punti di forza della Peer Education. Scambio dei materiali Il docente della classe elementare fa pervenire all'insegnante ed agli studenti della classe superiore i giudizi individuali (molto attesi dai ragazzi) e o copia delle verifiche, o materiali di rielaborazione dell'esperienza. L'insegnante dei tutor, analogamente, invia i giudizi individuali, copia delle schede di osservazione ed uno scherzoso attestato in cui si certificano le capacità del bambino e la sua predisposizione alla carriera di chimico. Considerazioni sulla validità didattica dell'esperienza Degli obiettivi che possono essere perseguiti con questo tipo di esperienze si è già parlato, ma vale pena di sottolineare ancora qualche altro aspetto. L'atmosfera in laboratorio durante l'esperienza è molto concentrata e laboriosa, non c'è assolutamente chiasso ed il comportamento è sempre corretto. I ragazzi "più difficili", compresi nel loro ruolo di tutor, lavorano con serietà ed in modo responsabile. La produzione dei cartelloni viene svolta dai ragazzi prevalentemente a casa e questo permette di evidenziare disponibilità talvolta inaspettate. La loro realizzazione, inoltre, offre numerosi spunti per rappresentare con immagini e termini di facile comprensione i concetti che si vogliono far emergere e questo consente di individuare abilità, capacità e fantasia. L'analisi del materiale di ritorno delle classi elementari è poi, spesso, fonte di idee per lavori didattici ulteriori."


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