Discordie in gioco. Capire e affrontare i conflitti ambientali
Carla Calcagno, Elena Camino, Angela Dogliotti, John Main
La Meridiana, 2008
Ciò che dobbiamo scoprire nella meditazione è che siamo, che siamo vivi, che siamo veri, e che siamo radicati nella realtà. Parlare della preghiera o della meditazione, o parlare di Dio, serve a una cosa sola - non ad insegnarci qualcosa di 'nuovo, ma a rivelare a noi stessi ciò che è presente, concreto, reale. Per stare seduti e meditare, per stare seduti immobili, abbiamo bisogno di semplicità. Abbiamo bisogno di diventare come bambini. Dobbiamo comprendere che la pace che è dentro di noi è al di là di ogni conoscenza. Siamo invitati a entrare pienamente in questa esperienza. La meditazione si potrebbe descrivere come la piena acccttazione del dono della propria continua creazione
La Stampa di venerdi 21 novembre 2008 censisce il libro appena uscito
Pro e contro si sfidano con carte e dadi. La simulazione è stata ideata da una docente
di MAURIZIO TROPEANO
"La complicata vicenda della Torino-Lione diventa un gioco di ruolo. Una simulazione da giocare in gruppo attraverso carte personaggio che indicano nome, età, professione, opinioni e comportamenti. Il nome provvisorio del gioco è Festina Lente, una frase attribuita a Svetonio e che si può tradurre con «Affrettati piano». La prima partita ufficiale sarà giocata domani sera presso il centro studi Sereno Regis di Torino in occasione dell'inaugurazione della mostra di opere di venti artisti contro la Tav. Tra di loro Dario Fo, Tino Aime e Giacomo Soffiantini.
La simulazione si basa su un metodo di gioco elaborato dalla professoressa Elena Camino dell'Università di Torino, insieme a Carla Calcagno. Consulente per la parte Alta velocità è stata Angela Dogliotti Marasso. Le regole del gioco prevedono una partita in due tempi. Da una parte i favorevoli alla Tav. Dall'altra i contrari. I due gruppi «tirano» la propria carta personaggio che non conterrà livelli di forza, armi speciali, trappole o altri trucchi. La carta rappresenta un «portatore di idee».
I due gruppi si confrontano al loro interno e decidono una strategia comune per esporre il proprio punto di vista. Vince chi nel corso del dibattito riesce a convincere un gruppo di decisori. Unica «arma» ammessa è l'enfasi nell'esposizione delle proprie tesi e nel cercare nella documentazione che viene allegata alle carte numeri, cifre, pericoli.
Sancita la vittoria di uno dei due schieramenti si passa alla seconda fase del confronto. I sostenitori delle due tesi vengono mischiati tra di loro e si formano piccoli gruppi composti. Questa volta i portatori di idee contrapposte non cercano lo scontro ma «attraverso il dialogo e il reciproco ascolto cercano di mettere in luce anche i bisogni comuni, nella prospettiva di trasformare il conflitto in modo costruttivo», spiegano le ideatrici.
I giochi di ruolo finora pubblicati da Camino e Calcagno affrontano e mettono in luce l'intreccio tra aspetti sociali, ambientali, economici di situazioni ambientate per lo più in altre aree del mondo (dal Medio Oriente all'India, dagli Usa all'Africa). Le regole sono state adattate alla vicenda della Val Susa con la collaborazione di Dogliotti Marasso. Spiegano: «Attraverso la simulazione le dimensioni locali e globali si intrecciano. Attraverso il gioco possiamo imparare sia a prendere coscienza della nostra posizione, sia a elaborare modalità non-violente per interagire con gli altri».
Nelle scorse settimane partite sperimentali di «Festina lente» si sono giocate all'Università di Pisa e in quella di Torino per testare regole e carte personaggio. La presentazione ufficiale della simulazione ci sarà domani sera al Sereno Regis durante la presentazione ufficiale dei lavori di 20 artisti, tutti valsusini o della provincia di Torino ad eccezione del premio Nobel Dario Fo. Ad accompagnare l'esposizione un catalogo con la presentazione di Marcello Salvati e scritti dello stesso Fo, di Mario Rigoni Stern, Laura Mancinelli, Guido Ceronetti e Gad Lerner.
L'inaugurazione della mostra sarà anche l'occasione per la presentazione del documentario «Gli scarponi sotto il letto» di Paolo Senor che racconta i fatti dell'autunno inverno del 2005 , dalla primo scontro con la polizia al Seghino fino alla battaglia di Venaus".