L'ultima novità editoriale della Casa editrice Erickson su un tema cruciale per chiunque si occupi di educazione, è curato da due docenti della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia:
Laura Cerrocchi e Annamaria Contini.
CULTURE MIGRANTI LUOGHI FISICI E MENTALI D'INCONTRO
Erickson ed., 2011.
Il volume che affronta, in chiave interdisciplinare, i grandi temi delle differenze, delle identità e delle appartenenze culturali di singoli soggetti e gruppi, sottolineando come le culture siano fenomeni plurali in continuo movimento, attraversati da tensioni, relazioni e scambi reciproci.
La pubblicazione si rivolge a pedagogisti, insegnanti, formatori, educatori sociali, educatori professionali, operatori dei servizi socio-educativi, animatori culturali, psicologi, sociologi, assistenti sociali, mediatori culturali, esperti di comunicazione, volontari e a tutti coloro che si occupano di educazione; ma non è solo per addetti ai lavori, si offre infatti ad un pubblico più vasto, interessato alle problematiche della cultura e dell'intercultura.
Il volume affronta, in chiave interdisciplinare e multiprofessionale, i grandi temi delle differenze, delle identità e delle appartenenze culturali di singoli soggetti e gruppi storici, evidenziando come le culture siano fenomeni plurali e meticciati sistemici in continuo movimento, attraversati da tensioni, relazioni e scambi reciproci. Culture migranti insiste sulla multidimensionalità della formazione, inerendone — nell'ottica dell'educazione per tutta la vita attraverso il sistema formativo integrato e la rete di servizi — le prospettive di una progettualità pedagogica. Emerge così che, se la migrazione è una lacerazione di tempi, spazi e relazioni, le teorie e le prassi dell'acculturazione necessitano della conoscenza dei processi e delle pratiche d'inculturazione, in una ricorsività tra luoghi fisici e mentali d'incontro sostenuta da approcci e strategie d'integrazione. Nella dialettica fra razionalità e flessibilità muove l'utopia di una pacifica convivenza democratica, segnata da giustizia sociale e libertà individuale.
La diversità culturale solleva ostilità e timori soprattutto tra coloro che ritengono la convivenza, in uno stesso territorio, di individui con lingue, religioni e visioni del mondo differenti eroda il senso di appartenenza a una certa comunità, minacciando la coesione sociale e generando inevitabilmente conflitti. Recentemente anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ed il premier inglese David Cameron hanno sottolineato i limiti del multiculturalismo, cioè dell'idea che diverse comunità culturali, etniche o religiose possano convivere all'interno di una stessa nazione conservando le loro tradizioni, i loro valori e le loro identità. Del resto, anche il modello opposto, dell'assimilazionismo, secondo cui occorre ridurre il più possibile le differenze tra le culture, integrando gli immigrati alle credenze e ai valori della cultura ospitante, non ha dato i risultati sperati, si pensi al caso della Francia. Il volume Culture migranti sceglie e tenta di percorrere una terza via alternativa.
Il libro si divide in quattro parti:
Prima parte
Tra inculturazione e acculturazione, muovendo da differenti vertici disciplinari (con particolare riferimento alla pedagogia, alla filosofia e alla psicologia), affronta alcuni fondamentali nodi concettuali (il rapporto identità-alterità e libertà-uguaglianza-fraternità, le nozioni di differenza e di multiappartenenza ecc.).
Seconda parte.
Luoghi di acculturazione: indagini esplorative ed esperienze sul campo, riferisce e analizza alcune rassegne di ricerca internazionale e nazionale, nonché esplorazioni su processi e pratiche di acculturazione (con particolare riferimento all'istruzione e all'educazione, dunque all'alfabetizzazione e alla socializzazione rivolte alla prima e seconda infanzia, all'adolescenza e agli adulti). Le esplorazioni hanno avuto quale campo dell'indagine contesti fisici, sociali e culturali (scolastici ed extrascolastici, con funzioni di prevenzione, educazione e recupero) delle province di Modena e Reggio Emilia, che concorrono alla formazione delle differenti stagioni della vita.
Terza parte.
Culture dell'educazione: indagini esplorative ed esperienze sul campo, riconosce l'intero ciclo di vita dell'uomo e della donna dipanarsi all'interno del gruppo e dei gruppi, inducendo a considerare la cultura come un'entità dinamica e l'identità come riconnessa a una multiappartenenza. Muovendo da tale consapevolezza, a livello di analisi e/o intervento sul campo, testimoni privilegiati hanno potuto ricostruire tratti e/o spaccati significativi relativi a processi e/o pratiche d'inculturazione in Romania, Cina, Giappone, India ed Etiopia.
Quarta parte.
Approcci e strategie d'integrazione, vuole esemplificare la progettazione e la messa a punto di percorsi educativi e didattici (nello specifico: vocabolario multilingue multimediale, laboratorio di didattica dell'arte, gioco e teatro dell'oppresso) volti a favorire processi d'incontro tra culture e processi d'integrazione tra soggetti.
Hanno contribuito al volume:
M.G. Bartolini Bussi, R. Bernardoni, R. Casadei, G. Casasanta, L. Cerrocchi, A. Contini, V. Corsini, M. Cuillerai, A. D'Anna, A. Di Rienzo, E. Dondi, A. Gariboldi, V. Giribaldi, M. Grassi, R. Grossi, G. Imovilli, R. Lana, F. Magnani, M. Maiocco, G. Malpeli, E. Marzani, E. Messori, R. Munarini, R. Pedroni, A. Pintus, A. Pugnaghi, A. Ramploud, A. Zanchettin