Curare l'attenzione in classe
Proposta di cooperative learning per insegnanti della secondaria
a cura di A.B. Vincenzi mail
Il più grande desiderio di un insegnante è quello di essere seguito dai suoi alunni. Vederli ascoltare con attenzione, sentirli fare domande per capire e accorgersi che stanno imparando è una delle più belle soddisfazioni. Ma non è facile ottenere questi risultati.
Riuscire a suscitare l'attenzione in classe, mantenerla per un discreto periodo e ripristinarla quando viene a mancare è una vera sfida. Eppure bisogna riuscirci, in qualche modo, anche con ragazzi che hanno grosse difficoltà a stare fermi e a concentrarsi. Del resto pure agli alunni piace stare bene in classe e percepire di stare imparando è per loro una formidabile fonte di motivazione a stare attenti.
Non basta però gestire le inevitabili situazioni di disordine e di conflittualità tra alunni che assorbono tanto tempo ed energia e compromettono il clima di classe. Occorre riuscire a suscitare nei ragazzi un forte senso di appartenenza al proprio gruppo classe e, nel contempo, attivare le loro capacità di stare attenti.
Il progetto “Strategie per riuscire” individua situazioni e caratteristiche importanti del clima di classe e propone precisi interventi per “curare l'attenzione in classe” . (nota 1).
A questo tema sono infatti dedicate due unità, una per insegnanti (Indurre attenzione), l'altra per alunni (Stare attenti).
L'unità diretta agli insegnanti viene svolta a distanza, sotto la guida di un esperto, con strumenti che consentono il confronto tra i partecipanti. Si parte da una sorta di brainstorming per individuare le azioni più efficaci a suscitare, mantenere e ripristinare l'attenzione in classe; si prendono poi in considerazione sei aspetti caratteristici della competenza, rispetto ai quali ciascun partecipante è invitato ad autovalutarsi. Da questi dati viene elaborato un “profilo di gruppo” dell'indurre attenzione sulla cui base ciascuno può determinare il suo “profilo personale”. Si ottiene così un primo check-up sulla competenza che orienta a scoprire le aree di eccellenza e quelle più carenti, sollecitando un contatto diretto tra partecipanti allo scopo di scoprire e mettere alla prova le strategie più efficaci .(nota 2)
Si tratta di un'esperienza formativa che, sollecitando la collaborazione tra colleghi, aiuta a riflettere sul tema e fa acquisire tecniche e strumenti utili a migliorare il clima di classe. La discussione nel gruppo dei partecipanti favorisce l'apprendimento dall'esperienza, mostrando come si può incrementare la professionalità docente ricorrendo alla risorsa-colleghi. Ne deriva anche uno stimolo per provare a iniziare una ricerca-azione sul tema.
Ci si può fare un'idea della proposta fin dal primo check-up (due settimane), riservandosi eventualmente di proseguire per svolgere l'intero percorso (cinque settimane), consigliato a quanti volessero proporre alle loro classi l'unità “Stare attenti”, con la stessa impostazione metodologica .(nota 3)
Vengono allegati i due strumenti (allegati a fondo pagina)
per il primo check-up:
1. Il progetto “Strategie per riuscire” fa parte del corso di formazione “Costruire una buona classe”, sperimentato negli anni scorsi in collaborazione con il Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino (CeSeDi) e il Laboratorio di Tecnologie dell'Educazione dell'Università di Firenze (LTE). Si vedano, per es., i due articoli di A.B. Vincenzi su Scuola e Didattica: Un'indagine sull'assertività (n. 7, 15 novembre 2010, pp. 4-9); Profili di classe per trovare “il bandolo” (n. 2, 1° settembre 2011, pp. 34-39). Altre informazioni si possono trovare in: www.apprendimentocooperativo.it/Il-Progetto/il-progetto-2009-2010/Una-proposta-per-la-scuola-media:-Strategie-per-riuscire/.
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2. Il percorso a cui ci si riferisce è costituito dai seguenti cinque step, di solito svolti uno alla settimana:
1) partecipare ad un brainstorming iniziale
2) compilare la scheda aspetti, scegliendo quelli riferiti a sè come positivi e come negativi
3) compilare un questionario per confermare la scelta degli aspetti+ e degli aspetti-
4) confrontare le proprie risposte con quelle degli altri partecipanti (profilo)
5) accettare l'assegnazione di “esperto” in un aspetto, raccontare un proprio episodio (meglio) e farlo conoscere agli altri partecipanti.
Per il check-up proposto ci si limita ai primi due step.
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3. Vale infatti il principio di sperimentare prima su di sé la procedura che si vuole proporre ai propri alunni, anche se con questi ultimi cambiano ovviamente la modalità d'interazione e il tipo di strumenti.
Indurre attenzione Brainstorming
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Indurre attenzione Aspetti
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