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Selezione, libera traduzione e adattamento in cooperative learning di contributi di Edgar Morin e dei ricercatori dell'Università di Harvard
a cura di Marco Falasca, Daniela Brancadoro, Maria Grazia Bodini, Enrica Miglioli
Materiali di lavoro preparati in occasione del Workshop - CeSeDi, Torino, 25 novembre 2011
"Uno dei problemi della sostenibilità è la difficoltà a sviluppare davvero un pensiero sistemico, che cioè
• sia attento ai flussi e alle relazioni
• SI ACCORGA quando mancano
Questo si connette alla formazione e all'educazione [...]"
Elena Camino (Università di Torino)
" [..] bisogna apprendere a conoscere, cioè a separare e a collegare, ad analizzare e a sintetizzare. Da quel momento si potrà imparare a considerare le cose e le cause. Bisogna insegnare che le cose non sono solamente cose, ma anche sistemi costituenti un'unità che assimila parti diverse [...] Bisogna apprendere ad andare oltre la causalità lineare causa --> effetto. Apprendere la mutua causalità, la causalità circolare [...]"
E. Morin , La testa ben fatta , Cortina , p. 79.
La grande idea: i modelli causa - effetto
La ricerca educativa sottolinea che gli studenti sono facilmente portati ad usare modelli di causa/effetto semplici, in cui una causa conduce direttamente ad un effetto, per spiegare ciò che succede nel nostro mondo.
Ma il mondo raramente è così semplice! Una fuoriuscita di petrolio in un luogo può portare, attraverso una causalità di tipo "domino", a cambiamenti in luoghi molto lontani, attraverso le popolazioni degli uccelli e dei pesci migratori. Modificare la temperatura di uno strato di gas nell' atmosfera cambia le relazioni tra le densità relative, quindi porta ad un ri-ordinamento degli strati.
Questo workshop vuole presentare una riflessione su:
La causalità lineare
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• La causa precede l' effetto e si ha uno schema sequenziale
• C'è un collegamento diretto tra la causa e l'effetto
• Ha un inizio ed una fine chiari
• L'effetto può essere fatto risalire ad una causa
• Se ad una causa e ad un effetto seguono ulteriori cause ed effetti questo modello si trasforma in causalità "domino"
Esempio : Spegnere la candela con un soffio
Riuscite a pensare a un altro esempio?

In questo modello un evento provoca un effetto che a sua volta agisce come una causa di un nuovo effetto che poi diventerà a sua volta una causa e così via, come nel "domino". La causalità "domino" è importante per comprendere il processo del flusso di energia nella rete alimentare e il collegamento che va dal sole alle piante verdi e oltre.
Il significato può essere quello di "pensare lontano". I modelli causali "domino" consentono di visualizzare modelli estesi di causa ed effetto. Essi permettono agli studenti di organizzare ulteriori informazioni sul sistema. Questi modelli sono abbastanza facili da apprendere per gli studenti. Tuttavia, senza insegnamento diretto, molti studenti non imparano ad individuarli.
Caratteristiche dell'effetto "domino"
• Svolgimento sequenziale degli effetti nel tempo.
• Un modello esteso lineare che si traduce in effetti diretti e indiretti.
• In genere ha un chiaro inizio ed una fine chiara.
• Può esserci una ramificazione dove c'è più di un effetto (e questi possono continuare ad avere molteplici effetti e così via).
Ecco un esempio di causalità domino ramificata:

Riuscite a pensare a un altro esempio di un effetto domino?

In un andamento ciclico, una causa fa avvenire un effetto che , in una dimensione ciclica, produce un effetto sulla causa iniziale. Non è chiaro l'inizio e nemmeno la fine del percorso, a volte sembra di poter guardare indietro nel tempo, ad un inizio, ma spesso questo fatto non è altro che il classico problema : "E' nato prima l'uovo o la gallina?".
Un esempio tipico di causalità ciclica è il ciclo dell'acqua.
Un altro esempio di casualità ciclica riguarda le piante, che crescono, poi muoiono e vengono decomposte; le sostanze che si formano in questo processo vanno nel terreno e influenzano la crescita di altre piante.
Riuscite a pensare a un altro esempio?

E' un modello a due vie. In questo tipo di relazione causa-effetto, un evento o una relazione ha effetti mutui, reciproci e spesso simultanei. Ogni componente ha un effetto sugli altri, quindi ognuno agisce sia come un effetto che come una causa.
Per esempio, la causalità bidirezionale può essere vista nelle relazioni simbiotiche, dove un evento o un'azione (come un' ape che impollina un fiore) ha come risultato degli effetti su entrambi gli organismi (l'ape e il fiore).
Questo modello differisce dal modello ciclico in quanto il focus è su come un evento (l'ape che impollina un fiore) o una relazione (una zecca che succhia il sangue ad un cane) produce effetti reciproci e simultanei (le api si procurano il nettare e i fiori vengono impollinati, oppure le zecche assorbono nutrimento e il cane viene indebolito).
Alcune relazioni bidirezionali possono riguardare anche rapporti di causalità ciclici, se visti in una dimensione a lungo termine.
La tendenza degli studenti verso ragionamenti lineari semplici rende improbabile che essi notino da soli questi modelli causali più complessi. Essi tendono a tralasciare le connessioni possibili all'interno dei sistemi e badano alle relazioni dirette, non estendono i modelli a livello di effetto domino.
Gli studenti tendono anche a "fratturare" gli schemi ciclici e a trasformarli in schemi lineari, tralasciando quindi componenti essenziali delle connessioni . Spesso trascurano il modello bidirezionale causale, concentrandosi su un solo lato dell'equazione e non notando l'altro lato, oppure focalizzano l'attenzione su singoli organismi piuttosto che a livello di popolazione (come spiegheremo in seguito) .
Riuscite a pensare a un altro esempio?
1 Primo passo
Imparare a conoscere gli ecosistemi significa sviluppare la consapevolezza e l'apprezzamento per le relazioni che influenzano i processi di trasferimento di energia, le condizioni di equilibrio, il flusso nelle popolazioni, il processo delle decomposizioni.
Abilità specifiche come il saper identificare i produttori e i consumatori sono importanti, ma capire come strutturare le informazioni e discutere su come sono connesse è di vitale importanza per la piena comprensione dei processi. Senza una forte competenza nell'organizzare le informazioni, gli studenti rischiano di semplificare o ridurre il loro ragionamento fino ad appiattirsi su ciò che già conoscono.
La ricerca dimostra che gli studenti hanno difficoltà a comprendere alcuni concetti scientifici, nello specifico quelli relativi agli ecosistemi, perché non ragionano sulla causalità nello stesso modo degli scienziati. Così, anche se agli allievi vengono insegnate nozioni precise, essi tendono a strutturare le informazioni in modo diverso e con distorsioni.
Inoltre l'esperienza scolastica tradizionale spesso non aiuta a concettualizzare significativamente; gli studenti hanno infatti bisogno di un aiuto per superare gli ostacoli cognitivi.
Alcuni esempi di comuni difficoltà di comprensione sugli ecosistemi
Obiettivi educativi e di comprensione dell'attività del Workshop
Nel workshop presentiamo brevi attività che permettono di visualizzare alcune relazioni causa-effetto, in particolare negli ecosistemi.
In una Unità di Apprendimento della durata di qualche settimana, gli obiettivi potrebbero essere i seguenti:
a) Contenuti - comprensione
b) Nessi causali e tipi di causalità
c) Abilità sociali
2. Secondo passaggio
Si proiettano cinque brevi video riguardanti i nessi causali accennati.
In gruppi di tre, con la struttura teste numerate, per ogni video guardato si risponda alla domanda:
Quali causalità sono coinvolte nei fenomeni che osservate?
3. Terzo passaggio
" Il gioco della vita"
Materiali
Setting: uno spazio ampio, dove ci si possa muovere agevolmente. I partecipanti sono disposti in circolo.

Attività
E' un gioco che via via mostra come ogni essere in un ecosistema si basa su altri esseri viventi per sopravvivere.
Vanno date le seguenti consegne :
Dovete guardare il cartoncino che avete indossato e i cartoncini dei compagni e, confrontandovi, dovete individuare quali collegamenti possono essere stabiliti tra i vari organismi. Per far ciò cominciate a tendere una stringa colorata dal sole verso le piante verdi e poi...
...ponetevi le domande: di cosa si nutre ogni organismo e quali connessioni possono essere fatte tra i vari organismi?
Tendete le stringhe colorate partendo sempre da chi viene mangiato e raggiungendo chi "mangia". Questa procedura vi permetterò di visualizzare i collegamenti alimentari ed energetici
Si inizia con il sole.

N.B. Nel "Gioco della vita" sono state fatte diverse semplificazioni, ad esempio i funghi vengono considerati decompositori per rendere semplice l'approccio didattico al concetto di "rete alimentare". Gli insegnanti potranno spiegare agli studenti, successivamente, che i funghi vengono distinti in tre principali categorie nutrizionali:
La sfida per la comprensione degli ecosistemi
Marco Falasca, Daniela Brancadoro, Maria Grazia Bodini - GIS zona "Grugliasco" - Workshop - CeSeDi, Torino, 25 novembre 2011
Qui viene descritto, passo dopo passo, che cosa deve fare il conduttore del gioco (nel caso di un lavoro in classe, l'insegnante) affinché il gioco stesso funzioni e si possano man mano "visualizzare" le relazioni tra gli esseri viventi.
a) Date la carta del sole a uno studente (o ad una coppia se il numero dei partecipanti è alto). Chiedete: "Quali organismi fanno affidamento diretto sul sole per il loro cibo?"
Quando gli studenti avranno identificato le piante verdi, dovranno tendere una cordicella colorata tra la carta del sole e quella delle piante verdi.
Su una rappresentazione cartacea, si può evidenziare la connessione disegnando una freccia in grassetto
.
Direzione delle frecce: attenzione! Le frecce in una catena alimentare e in una rete alimentare vanno da CHI/COSA viene mangiato a CHI/COSA lo mangia. Questa direzione mostra il trasferimento di energia. Quando gli studenti cercano di ragionare sulle reti alimentari, spesso invertono la direzione delle frecce e partono da chi mangia. Scambiano la causa con l'effetto e viceversa.
b) Il passo successivo porta alla scheda degli insetti. Poiché gli insetti forniscono energia ad altri insetti, va fatto un'ulteriore connessione insetti-insetti, come illustrato di seguito.

c) Carte con i topi . Ancora una volta, fate collegare gli organismi tenendo conto della direzione : da chi fornisce energia a chi la riceve.

d) - Ora mettete in gioco la carta dei lombrichi. Fate connettere i lombrichi agli organismi da cui prendono energia.

e) Mettete in gioco la scheda dei rospi. Fate in modo che i rospi si colleghino agli organismi da cui ricevono energia, ma anche a quelli a cui la forniscono attraverso la decomposizione.

f) - Continuate ad aggiungere: serpenti, civette, puzzole, e funghi, collegando con le stringhe colorate . Quando tutte le carte saranno state messe in relazione, la "rete" alimentare sarà ricchissima e complessa.
Durante l'attività, fotografate gli studenti mentre costruiscono la rete della vita con le loro stringhe colorate che simulano le connessioni
A questo punto vengono analizzate LE CONNESSIONI DELLA RETE ALIMENTARE
Attirate l'attenzione degli studenti sulla complessità della rete che hanno creato.
Chiedete: "Cosa potrebbe accadere se le civette scomparissero ?"
Risposta probabile: "Non dovrebbe accadere molto ... I funghi avrebbero meno materia non vivente a disposizione per la decomposizione"
Chiedete poi :"Cosa potrebbe succedere se i topi sono scomparissero?"
Possibili risposte: " Le civette, i serpenti,le puzzole, i lombrichi e i funghi sarebbero direttamente coinvolti. Altri organismi sarebbero colpiti indirettamente"
Chiedete successivamente:"Cosa accadrebbe se le piante verdi scomparissero?".
Risposta probabile: "Tutti gli organismi, tranne il sole, sarebbero coinvolti".
Provare a fare questo "esperimento". Lo studente che ha la carta delle piante verdi si siede e tira delicatamente le corde che ha in mano, tranne quella che è collegata al sole. Chi sente tirare le proprie stringhe si siede, per mostrare che è stato coinvolto nelle relazioni causa-effetto. Poi gli studenti che si sono seduti devono tirare, uno alla vota e delicatamente, le stringhe che impugnano e chiunque si senta tirare si deve sedere ... e così via.
CHIEDETE: Che significato ha l' attività ?
4. Quarto passo
Chiedete: "Che cos' è un ecosistema?"
Raccogliete le opinioni dai gruppi e scrivetele alla lavagna.
Arrivate ad una definizione complessiva. Essa dovrebbe includere almeno le seguenti idee:
Consigli per i docenti.
Nel percorso didattico abbiamo realizzato fin qui una sorta di "esplorazione", ora ha senso dare i "nomi" alle idee che sono state costruite dagli studenti, illustrandole e ampliandole. Ci si può aiutare anche con una mappa concettuale.
5. Quinto passo
Cos'è la causalità Domino?
Se avete qualche volta giocato al domino, vi sarete familiarizzati con i suoi modelli .
L'effetto domino può essere facilmente visualizzato schierando una fila di tessere a breve distanza l'una dall'altra, poggiate su una delle basi più piccole. Spingendo la prima tessera si causerà la caduta della successiva, innescando la catena.
L'effetto è indipendente dalla lunghezza della catena, in quanto l'energia trasferita da ciascun urto è superiore a quella necessaria per far cadere la tessera che segue. Il gioco del domino è molto interessante come metafora; quando una tessera cade, la caduta è un effetto ma è anche una causa. Questo è vero per tutte le tessere del domino eccetto per l'ultima (dove c'è solo un effetto.)

Generalmente si pensa che gli oggetti che caratterizzano un fenomeno sono o cause o effetti. Nella semplice causalità lineare, un "oggetto" fa direttamente qualcosa ad un altro oggetto e si vedono gli effetti (esempio: Mario calcia il pallone). Ma in realtà è molto comune che gli effetti siano a loro volta causa di nuovi eventi.
Per esempio, immaginiamo e che la scuola sia chiusa a causa della neve. Questo fatto, a sua volta, influisce sui genitori che possono aver bisogno di lasciare presto il lavoro per seguire i figli. Questa necessità può influire sugli incontri previsti dai genitori con altre persone. Gli effetti si ramificano quindi in molte direzioni.
Questa dinamica è la "causalità domino."
La causalità domino si realizza anche negli eventi studiati dagli scienziati. Per esempio, se le piante verdi scomparissero, vi avrebbero terribili conseguenze su tutte le reti alimentari.
Domande su cui riflettere
1. In che modo è diversa la causalità domino da quella lineare semplice?
2. Quali altri esempi di causalità domino riesci a pensare?
6. Sesto passo
Mostrate come la causalità domino spiega la catena alimentare e la rete alimentare


Di qui in poi saranno necessarie altre attività per consolidare i concetti, preferibilmente costituite da divertenti e sfidanti problem solving e da mappe concettuali
FINE DEL WORSHOP
Grazie e ...buon lavoro al servizio dei ragazzi, della nostra scuola e della nostra società!
Chiunque desideri preparare i materiali necessari per questo percorso didattico - le carte con i disegni degli organismi e i cinque video - e necessiti di suggerimenti o consigli, può contattare i seguenti autori (entrambi facilitatori del GIS – CeSeDi):
Marco Falasca marco.fala@libero.it - Daniela Brancadoro rcusell@libero.it