I sordi nella scuola di tutti

Articolo pubblicato nella rivista
Dall'anno scolastico 1999/2000 i ragazzi sordi seguiti dall'Istituto di Pianezza frequentano la Scuola Media Statale “Giovanni XXIII” di Pianezza. All'inizio l'esperienza fu accolta con qualche timore di inadeguatezza, ma anche con entusiasmo da parte di molti insegnanti, tra i quali numerosi frequentarono i corsi di LIS e di metodologia, organizzati dall'Istituto. Oggi, arrivati al quinto anno scolastico di integrazione degli allievi sordi nella nostra scuola, penso si possa dire che, fra varie difficoltà, abbiamo anche avuto grandi soddisfazioni.
Soprattutto abbiamo potuto sperimentare come sia perfettamente realizzabile la presenza nella stessa scuola di sordi e udenti in condizioni di pari opportunità, sia in termini di apprendimento che dal punto di vista della socializzazione. La scelta dell'inserimento a gruppi nelle classi di udenti e quella del bilinguismo, consentono di evitare l'isolamento, favorire lo sviluppo dell'identità culturale e sviluppare i contatti tra sordi e udenti. Per noi tutti ormai è normale vedere allievi sordi e allievi udenti che comunicano tra loro usando indifferentemente LIS e lingua parlata, ma quando ci soffermiamo ad osservarli rimaniamo ancora affascinati dalla capacità che i ragazzi hanno di superare le difficoltà più ardue se adeguatamente guidati dagli adulti.

Affinché questo si realizzi è però necessario:
· un adeguato supporto in termini di assistenza alla comunicazione e di sostegno specializzato, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo
· un coinvolgimento effettivo degli insegnanti curricolari e la loro disponibilità ad operare modifiche di tipo metodologico
· una formazione di base sulla LIS rivolta agli allievi udenti e agli insegnanti
· un reciproco atteggiamento di apertura al dialogo con culture diverse.

A titolo d'esempio vorrei riportare le modalità di conduzione delle lezioni di scienze della Prof.ssa Negrino. La rilevanza data alla visualizzazione dei concetti spiegati, permette all'insegnante di sostegno o all'assistente alla comunicazione di non dover produrre schemi esemplificativi, disegni e appunti rielaborati, ma di occuparsi solo della traduzione in LIS e della spiegazione dei termini sconosciuti, rendendo così più efficace il momento della lezione frontale.

I termini scientifici contenuti nelle pagine sono stati tutti spiegati dall'insegnante di scienze (la cui spiegazione viene tradotta in LIS) e dall'insegnante di sostegno nel caso in cui si rendano necessarie ulteriori spiegazioni.

Si può facilmente intuire come questa metodologia si riveli utilissima anche per gli studenti udenti. Si tratta quindi di uno dei tanti casi in cui una metodologia utilizzata per allievi diversamente abili risulta un arricchimento per tutti. Potrebbe però anche trattarsi, al contrario, di una situazione in cui una metodologia già utilizzata normalmente si rivela particolarmente idonea alla didattica per allievi in difficoltà.
Questa constatazione ci rivela il senso profondo del termine integrazione, in quanto intrecciodi prassi e di esperienze.

Fin qui abbiamo parlato di lezione frontale ma una situazione particolarmente interessante è stata quella in cui abbiamo sperimentato i principi dell'Apprendimento Cooperativo ispirandoci alle dispense del Prof. Comoglio dell'Università Salesiana di Roma.

La procedura seguita è la seguente:

· FORMAZIONE DEI GRUPPI: abbiamo scelto i “capisquadra” per formare i gruppi (da quattro), ispirandoci ad un modello di tipo sportivo, quindi ogni caposquadra, a turno, sceglieva un compagno. Questo metodo permette di formare gruppi abbastanza eterogenei se si spiega prima agli studenti che questo è il nostro obiettivo, ma può risultare mortificante per chi viene scelto per ultimo, quindi è necessario un intervento riparatore dell'insegnante che risulti valorizzante per tutti e che prospetti come perfettamente possibile ad ogni studente il miglioramento ed il successo, in virtù del loro impegno e della cooperazione all'interno del gruppo.
· STRUTTURAZIONE SPAZIALE: abbiamo collocato ogni gruppo, composto da quattro persone, intorno a due banchi. Abbiamo cercato di disporre i gruppi il più possibile distanti tra loro.
· COMPETENZE SOCIALI: abbiamo chiesto di dimostrare le seguenti abilità: la capacità di lavorare insieme distribuendo i compiti in base alle abilità di ciascuno, a capacità di dirimere le controversie e di risolvere i conflitti, la capacità di cooperare per il raggiungimento di un obiettivo comune. Non sono state esplicitamente insegnate le competenze sociali, ma si è fatto affidamento sul sistema di valutazione per spingere verso l'assunzione di responsabilità individuali e di gruppo e per la creazione di una interdipendenza positiva.
· DISTRIBUZIONE DEI RUOLI:avendo nominato dei capisquadra nella formazione dei gruppi, era implicito un ruolo di coordinamento da parte degli stessi, ma la differenza dei contenuti da studiare creava le condizioni per una leadership distribuita.
·CONTENUTI: abbiamo dato indicazioni relative agli argomenti della ricerca da effettuare: ogni gruppo su di una diversa teoria evoluzionistica.
· MATERIALI: libro di testo e altri libri di scienze di scuola media
· VALUTAZIONE: Abbiamo fornito indicazioni relative alla valutazione: ogni membro dovrà relazionare su di una parte dell'argomento, la valutazione di ognuno contribuirà a stabilire una media delle valutazioni che costituirà il voto dato al gruppo insieme alla valutazione relativa alle abilità sociali dimostrate; ognuno dovrà ascoltare la relazione dei compagni come se fosse la spiegazione dell'insegnante perché, successivamente ci sarà una verifica individuale su tutti gli argomenti di tutti i gruppi.
· ESECUZIONE DEL LAVORO: Abbiamo stabilito dei tempi precisi per l'attuazione delle varie fasi del lavoro: 3 ore per la ricerca su fonti fornite dagli insegnanti o con l'aiuto degli insegnanti per la ricerca su Internet, 2 ore per la creazione dei cartelloni, 2 ore per l'esposizione.

La metodologia adottata si è rivelata molto utile sia per gli allievi sordi che per gli allievi udenti, portando a risultati, in termini di apprendimento, migliori rispetto alla procedura tradizionale basata su lezione frontale, studio individuale ed interrogazione. Inoltre sono stati utilizzati tempi uguali a quelli della lezione frontale. Oltre ai risultati relativi agli obiettivi specifici della materia occorre inoltre tenere in considerazione anche gli obiettivi educativi raggiunti in termini di capacità di collaborazione con compagni dotati di diversa abilità e di sviluppo della capacità di aiuto reciproco.


Firmato:Claudio Berretta Sc. Media Giovanni 23° Pianezza tel. 011-9676557
Docente di sostegno, Facilitatore per l'Apprendimento Cooperativo CESEDI, Provincia di Torino.
Consulente e Formatore UTS Necessità Educative Speciali e CSA, Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, MIUR.










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