Le scoperte delle neuroscienze: i neuroni specchio

Negli ultimi anni lo studio del sistema nervoso centrale ha sviluppato il proprio terreno di ricerca inglobando diverse discipline come la psicologia, la psicoanalisi, la pedagogia e la sociologia.
Numerose osservazioni hanno iniziato a trovare conferme nelle ricerche sperimentali dando origine ad una nuova branca del sapere che va sotto il nome di neuroscienze.
Tra le più recenti scoperte delle neuroscienze, quella importantissima dei neuroni specchio effettuata dai due neuroscienziati italiani Vittorio Gallese1 e Giacomo Rizzolatti che stanno cercando di divulgare le nuove scoperte con l'intento di renderne partecipi anche i non addetti ai lavori.
I neuroni specchio sono stati scoperti più di una decina di anni fa, ma solo negli ultimi si è riusciti a definire nel dettaglio il loro funzionamento e quindi anche la loro grande importanza per la conoscenza del comportamento umano.
Precedentemente si studiava l'anatomia del cervello e la fisiologia del sistema nervoso limitandosi a vederne gli effetti del controllo neuromuscolare che produce il movimento; oggi è possibile capire cosa è in grado di determinare un'azione, il suo scopo e la sua motivazione.
I neuroni specchio, cellule localizzate in una precisa parte del cervello (zona fronto-parietale) sono infatti capaci di reagire non soltanto ad un semplice stimolo, ma anche di ‘comprendere' il significato di quello stimolo.
Questa scoperta conduce a stabilire che le diverse aree cerebrali non sono, come si pensava, suddivise per eseguire distintamente compiti esecutivi e compiti di controllo, ma azione e percezione costituiscono un'unica funzione. Questi neuroni hanno dimostrato di potersi attivare sia per eseguire una determinata azione sia in seguito all'osservazione di una azione simile compiuta da un altro individuo.
La scoperta dei “neuroni specchio” ha aperto una nuova prospettiva di analisi non solo alla conoscenza del corpo umano, ma alla conoscenza di come l'uomo rappresenta e immagina.
Ogni forma di apprendimento che avviene attraverso l'imitazione necessita della partecipazione di altre aree corticali, ma il sistema di controllo di questo processo è attuato dal sistema dei neuroni specchio, che può agire mettendo in atto un duplice controllo di tipo facilitatorio o inibitorio (ad esempio i neonati, che hanno una spiccata propensione per l'imitazione, possiederebbero un sistema di controllo inibitorio particolarmente debole in quanto ancora immaturo). La situazione emotiva sembra in grado di ‘condizionare' l'azione di controllo facilitazione-inibizione in base ad uno specifico contesto.
I neuroni specchio hanno rivelato una conoscenza senza conoscenza; essi funzionano in modo pre–comunicativo: si attivano prima che l'uomo ne sia cosciente, permettendogli di innescare processi di imitazione e di comunicazione senza la sua consapevolezza, quindi prima che ci sia elaborazione cognitiva e, quindi, conoscenza.
E' così emerso che la conoscenza umana è sempre mescolata alla non conoscenza, costringendosi a rivedere il concetto stesso di conoscenza.
Scrive Rizzolatti (“So quel che fai”, Raffaello Cortina Editore, 2006): “l'attivazione dei neuroni specchio è in grado di generare una rappresentazione motoria interna (atto potenziale) dell'atto osservato, dalla quale dipenderebbe la possibilità di apprendere via imitazione”.
Gli esperimenti più affascinanti riguardano la capacità di comprendere lo stato emozionale dell'altro, di percepire ciò che percepisce l'altro. Esperienze recenti indicano che osservare un viso altrui che esprime un'emozione, stimola nell'osservatore i medesimi centri cerebrali che si attivano quando lui stesso presenta una reazione emotiva analoga
Ognuno di noi è in grado di percepire il dolore dell'altro ma la compartecipazione empatica a questo dolore è diversa tra un individuo e l'altro.
Le neuroscienze hanno appena iniziato a svelare i tesori contenuti nelle nostra mente e a spiegare l'origine dei nostri comportamenti più complessi ed evoluti. Probabilmente il futuro riserverà grandi sorprese, ma possiamo già da ora contare su due importanti pilastri: la certezza che la nostra identità è definita dalla relazione con i nostri simili e la scoperta che i nostri comportamenti sono strettamente collegati alle primissime esperienze della nostra esistenza
Lo sviluppo del linguaggio e tutte le molteplici funzionalità che vengono attivate per raggiungere un adeguato sviluppo psico-mentale deve essere integrato nei suoi fondamentali aspetti emotivi, affettivi e cognitivi oltre che intuitivi, consci ed inconsci.
Tali considerazioni neuroscientifiche arrivano a dare argomenti validi ed efficaci alla psico-terapia, ma anche alla più moderna struttura educativa, portando a comprendere la necessità di un approccio multidisciplinare, globale ed olistico.
Il paziente ed il discente non sono più visti come le persone alla quali viene donata conoscenza, ma come individui che, nella loro individualità e specificità, richiedono comprensione e integrazione affettiva e relazionale.
E' proprio la sinergia tra le neuroscienze e le scienze dell'educazione, la condivisione delle conoscenze e la mutua collaborazione nello studio di problematiche comuni, nel rispetto delle specifiche identità, che permette di giungere ad una comprensione più profonda del funzionamento della mente.
Sono sempre di più i neuroscienziati “umanisti” – si pensi a Boncinelli 3, ad esempio – che coniugano le conoscenze bioneuroscientifiche e l'attività di sperimentazione con un bagaglio culturale letterario, storico, filosofico, psicologico, pedagogico.
La maggior parte delle ricerche ha lavorato utilizzando modelli sperimentali che sfruttavano l'esecuzione di azioni in relazione ad un controllo visivo, ma lo stesso modello risulta valido anche per altri ambiti sensoriali, ad esempio quello relativo agli stimoli sonori (ascolto un suono, lo comprendo e lo riproduco).
La conoscenza del funzionamento dei Neuroni Mirrors (neuroni- specchio) determina una nuova visione e nuove modalità di esecuzione dell' apprendimento interattivo, ottenibili mediante unità e piani di studio personalizzati basati sulla condivisione pluri-disciplinare delle conoscenze
Poiché l'uomo e le scimmie sono specie sociali, è facile comprendere il potenziale vantaggio evolutivo di un meccanismo basato sui neuroni specchio che colleghi gli atti motori elementari a una più ampia rete semantica motoria, permettendo così la comprensione diretta e immediata delle azioni altrui senza ricorrere a meccanismi cognitivi complessi.
La scoperta dei neuroni specchio e di una nuova classe di neuroni, le cellule fusiformi, presente nel cervello umano in misura molto maggiore rispetto alle altre specie animali che indirizzano ogni nostra decisione istantanea di tipo sociale dimostra come le relazioni interpersonali plasmino la nostra mente e influiscano sul nostro corpo




1

Vittorio Gallese, neuroscienziato, è professore ordinario di fisiologia al Dipartimento di neuroscienze dell'Università di Parma. È autore di oltre 90 pubblicazioni scientifiche, coautore di “Autismo. L'umanità nascosta (Einaudi, 2006), e ha curato la sezione neuroscienze del dizionario La Psiche (Einaudi, 2007).


2

Rizzolatti, dirige il Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Parma dove ha insegnato fisiologia. Ha scritto “Nella mente degli altri. Neuroni specchio e comportamento sociale Vozza Lisa, 2007, Zanichelli

So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchi. Sinigaglia Corrado, 2006, Cortina Raffaello


3

Edoardo Boncinelli è il nuovo direttore della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste(www.sissa.it). docente di Biologia e Genetica presso l'Università Vita-Salute di Milano.

 



Con il contributo di
• Cultural Migrations e pedagogia. “Riflessioni sui seminari tenuti dalle Prof.sse Marina Warner e Barbara Maria Stafford” (da http://www.unibg.it/dati/bacheca/682/32854.pdf)

• Intervista alle prof.sse Flavia Santoianni e Maura Striano
da http://www.comunicascuola.it/ainfo_intervista_7.html

• L'empatia secondo le neuroscienze (AlessandroVolta)
da http://www.vocidibimbi.it/Mondobimbo/Approfondire/neuroscienze.htm

• “MIRROR NEURONS”: Formazione cerebrale interattiva di Paolo Manzelli
da Educazione & scuola http://www.edscuola.it/archivio/lre/mirror_neurons.htm

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