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Sport, cooperazione e integrazione
Il baseball

Nell'anno scolastico 2004/2005 nella Scuola Media Statale Giovanni XXIII di Pianezza è nato il Gruppo Sportivo di Baseball. Si tratta in realtà della versione "morbida" del baseball, cioè il softball, che in ambito scolastico viene giocato a squadre miste maschili-femminili.

Durante l'anno scolastico 2005/2006  il progetto "Parole che si Vedono", per l'integrazione degli allievi sordi, si è collegato con questa esperienza: tre allievi sordi hanno infatti partecipato alle attività del Gruppo Sportivo, recandosi anche a disputare le partite dei Giochi Sportivi Studenteschi che si sono svolte il 4 ed il 17 maggio 2006, nei campi di baseball di Torino in Corso Marche ed in Via Passo Buole. Uno dei ragazzi sordi è stato inserito nella rosa dei nove titolari, nel ruolo di esterno centro,  e comunque tutte le riserve hanno giocato  alcuni innings.
Data la nostra inesperienza (le altre scuole praticano il baseball da più tempo) ed il limitato numero di partecipanti al gruppo, non potevamo aspettarci risultati eccellenti. Nonostante ciò possiamo considerare buoni i risultati ottenuti anche da un punto di vista agonistico, considerando il progressivo miglioramento che ha vissuto la squadra.

IL GIOCO

Il baseball è un gioco molto complesso, ma proprio questa complessità ne aumenta il valore educativo e l'interesse per il suo inserimento nelle attività scolastiche. Si tratta infatti di uno sport nel quale è fondamentale pensare e capire esattamente cosa fare quando abbiamo la palla in mano o quando stiamo correndo da una base all'altra. Chi è in difesa, prima di ogni battuta, deve pensare: dove tiro la palla se arriva da me? Non è comunque possibile preventivare tutto, quindi spesso occorre prendere decisioni rapidissime con molta intelligenza, prontezza di riflessi e mettendo in atto le decisioni prese utilizzando la forza, ma soprattutto la precisione nel tiro.
Chi è in attacco deve riuscire a colpire la palla con la mazza, che viene considerato uno dei gesti atletici più difficili, e poi deve correre tra una base e l'altra valutando con molta attenzione e con molta intelligenza quando partire e quando stare fermo. Siamo quindi in presenza di un notevole sviluppo delle capacità fisiche, coordinative e  cognitive del giocatore. Prima di tutto perchè mente e corpo sono parti di una struttura inseparabile e quindi quando migliorano le capacità del corpo migliorano anche quelle della mente. In secondo luogo perchè in questo caso anche l'attività mentale necessaria è particolarmente intensa e quindi per ragazzi di questa età, soprattutto se con difficoltà di apprendimento, si possono verificare dei passaggi evolutivi di non poco conto.

ASPETTI  EDUCATIVI ED INTEGRAZIONE

Il nostro principale obiettivo però non è vincere a tutti i costi. Per quanto possa sembrare retorico credo sia importante ricordare, ogni volta che si parla di sport, soprattutto per i ragazzi, che gli obiettivi  fondamentali sono:divertirsi, imparare, educare al rispetto delle persone, dell'ambiente e delle regole. Senza queste caratteristiche lo sport rischia di diventare antieducativo e quindi non avrebbe alcun senso praticarlo, soprattutto a scuola. E' inoltre importante insegnare ai ragazzi che la sconfitta deve essere un momento per imparare e capire come migliorare, mentre la vittoria deve essere un emozionante momento di gioia nel rispetto dell'avversario. Una delle maggiori soddisfazioni è stata quella di vedere i nostri ragazzi non deprimersi di fronte alle sconfitte e non umiliare gli avversari quando hanno vinto. Abbiamo cercato di insistere sull'aspetto cooperativo del gioco di squadra sollecitando gli atteggiamenti di aiuto e di incoraggiamento verso i compagni di squadra. Inoltre abbiamo spesso fatto  lavorare i ragazzi in piccoli gruppi per apprendere i fondamentali del gioco e prospettando  l'obiettivo di migliorare le prestazioni di tutti i componenti del gruppo, attraverso l'aiuto dei più bravi. Alcuni di questi ragazzi lavorano anche in classe con i metodi dell'Apprendimento Cooperativo alla cui base c'è l'idea della solidarietà e dell'aiuto reciproco, in alternativa all'idea della competizione. Nello sport questo è fondamentale affinché all'interno di una squadra non ci siano  rivalità e individualismi controproducenti ed anche per vivere la competizione con gli avversari come un momento di confronto costruttivo, nel quale l'avversario non è un nemico, ma colui che ci aiuta a migliorare cercando di giocare meglio di noi e spingendoci a giocare meglio di lui. Possiamo così  concepire in senso cooperativo anche lo sport competitivo. A questo punto il giocare bene fornisce soddisfazione a prescindere dalla vittoria o dalla sconfitta. Semplicemente si può riconoscere che un avversario è stato più bravo di noi senza sentirci umiliati, ma con il proposito di lavorare per migliorare. Attraverso questa idea della cooperazione abbiamo potuto perseguire meglio anche un obiettivo del tutto particolare della nostra scuola e della nostra squadra: l'integrazione dei ragazzi sordi. Sotto questo punto di vista nella partita vinta  5-4 abbiamo raggiunto l'apoteosi quando un ragazzo sordo ha realizzato il punto più importante: il quinto punto che ha chiuso  la partita con la vittoria della nostra squadra!
Vederlo circondato dai compagni accorsi ad abbracciarlo e a festeggiarlo, come l'eroe del momento, è stato uno dei momenti più emozionanti che potessimo immaginare. Uno di quei momenti che compensano tutte le fatiche.

COME SI GIOCA

Il baseball è un gioco piuttosto complesso, anche perchè non prevede la situazione  esistente in quasi tutti gli sport di squadra:  le due squadre che si fronteggiano, contemporaneamente presenti in campo.
Nel baseball il battitore, che con la mazza deve colpire la palla lanciata da un giocatore avversario, si trova inizialmente da solo contro tutta l'altra squadra (composta da 9 giocatori). Se riesce a battere la palla in campo deve poi cercare di correre, partendo da casa base (un piatto pentagonale posato a terra),  toccando poi altre 3 basi (costituite da cuscini quadrati) che sono ai vertici di un quadrato. Quando tornerà a toccare la casa base avrà realizzato un punto.
La squadra in difesa, dotata di guantoni, deve cercare di eliminare il battitore avversario nei seguenti modi:

  • eliminandolo  in casa base se esegue 3 tentativi falliti di battere
  • prendendo al volo la palla che viene battuta
  • toccandolo con la palla tenuta in mano quando non è su una base
  • toccando con la palla in mano una base che il corridore è obbligato a raggiungere.

Dopo 3 eliminazioni la squadra che era in difesa può andare in attacco a battere.

Nelle categorie scolastiche si giocano 5 innings con un tempo massimo di 50 minuti per partita. Un inning consiste in una fase di difesa e attacco per ognuna delle due squadre. Nelle partite ufficiali degli adulti gli innings sono 9, senza limiti di tempo.

 

 

 

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