| apprendimentocooperativo.it | ||
in collaborazione con:
|
||
Un'esperienza di gioco di ruolo in quinta elementare
Scuola elementare Casalegno Torino
Anno scolastico 2005/06
Insegnante Carmelo Stornello
Durante l'elaborazione di un prodotto complesso, che ha richiesto numerosi momenti di lavoro, ho avuto la percezione che, in alcuni gruppi, si tendeva ad assumere dinamiche tipiche del lavoro individualistico. In particolare alcuni alunni più esperti, tendevano a prendere in mano la situazione e a cercare di portare a termine il lavoro in proprio.
Diventava importante intervenire e per questo ho organizzato un gioco di ruolo.
Una quinta elementare di 23 alunni. L'attività è stata svolta nel mese di marzo 2006.
· Mettere in evidenza le dinamiche che possono scatenarsi in un gruppo di lavoro
· Comprendere le conseguenze di queste dinamiche
Ho scelto cinque alunni, eterogenei per sesso e per abilità
Organizzarsi e preparare una ricerca sugli Etruschi
Ad un gruppo di cinque alunni vengono assegnati i seguenti compiti (i nomi sono adattati):
· Giuseppe: Sei un alunno che svolge bene il proprio lavoro a scuola, ma preferisci lavorare da solo.
· Claudia: Sei un'allieva capace e attenta. Ti piace lavorare in gruppo e riesci anche a coinvolgere i tuoi compagni di gruppo nel lavoro che vi è stato assegnato.
· Maria: Sai di non essere tanto brava nel lavoro di scuola, ma vuoi lavorare in gruppo e sai aiutare i tuoi compagni.
· Ugo: Sei un bravo allievo, ma non hai molta voglia di studiare e ti distrai con facilità.
· Mario: Non sei tanto bravo nello studio, a volte ti distrai, ma se ti incoraggiano partecipi e fai bene il tuo lavoro.
Le consegne sono date ad ogni elemento in modo che nessuno sappia qual è il ruolo degli altri. Anche il resto della classe, che svolgerà il compito di osservatori non sa nulla delle consegne date.
Un gruppo di cinque tavoli al centro dell'aula, uno per ogni "giocatore". Il resto della classe seduta lungo le pareti. Gli osservatori avevano il compito di osservare chi stava di fronte a loro (anche due o tre compagni). L'insegnante è un osservatore, ma fa attenzione anche al comportamento degli alunni-osservatori.
In totale il tempo occorso è stato di un'ora e venti minuti.
Ugo, appena ha letto il foglio che spiegava il suo compito ha esordito con un "Ma io non sono così!". E' stato spiegato che si trattava di una simulazione in cui ognuno di loro ricopriva un ruolo particolare, non necessariamente corrispondente al proprio carattere.
Mario non ha rispettato il proprio compito ed ha via via vestito i propri veri abiti, ovvero quelli di un allievo capace, ma individualista.
Anche Claudia ha rivelato alcune sue caratteristiche reali. In particolare non riesce a coinvolgere gli altri a meno che non abbiano già delle affinità col proprio modo di essere e di fare.
Gli alunni cui si desiderava fare notare il proprio comportamento, ed in particolare una, è rimasta molto scossa nel vedersi "rappresentata", anche molto bene, da Giuseppe che durante la simulazione si è addirittura staccato dal gruppo per dimostrare che preferiva lavorare da solo. Credo che abbia compreso i propri errori e soprattutto a quali risultati può portare all'interno di un gruppo.
Riporto in modo sintetico le osservazioni più rilevanti.
· Se un gruppo lavora come questo (quello del gioco di ruolo) viene a mancare la collaborazione.
· Il lavoro di chi ha voglia di fare è disturbato da chi si distrae e si disinteressa.
· Chi si distrae e /o si disinteressa non svolge il proprio lavoro e impedisce agli altri di portarlo a termine.
· Non si utilizza in modo utile il tempo a disposizione.
Che cosa fare?
A questo punto, dopo aver spiegato alla classe che quelli osservati sono comportamenti che a volte realmente essi stessi utilizzano durante il lavoro a scuola, è sorta la necessità di porvi rimedio. D'altra parte non sarebbe stato utile limitarsi ad osservare comportamenti negativi senza cercare di rimuovere gli ostacoli. Per questo ho chiesto ai ragazzi di pensare a comportamenti da utilizzare qualora si fossero verificate ancora situazioni simili.
Queste in breve le loro risposte.
· Chi sa collaborare di più può invitare tutti a concentrarsi su un compito specifico.
· Tutti devono capire che un lavoro di gruppo non si può svolgere individualmente (per questo ci sono altre occasioni).
· Sistemarsi nel gruppo in modo da non lasciare vicini i compagni che tendono a distrarsi.
· Suddividere il compito in parti da svolgere individualmente o a coppie. Il compito svolto in questo modo verrà poi discusso e completato da tutto il gruppo.