L'apprendimento cooperativo in una metafora

Il presente racconto è stato elaborato da un gruppo di insegnanti durante un corso base di Cooperative Learning condotto dal prof.Ellerani a Grugliasco nell'anno 2004.


I GLOLUDAMAG ossia il gruppo di Gloria, Luana, Davide, Maria Grazia
presentano
“LUNGO IL SENTIERO DELL’APPRENDIMENTO” cioè
il POF DELL’APPRENDIMENTO COOPERATIVO

a cura di Maria Grazia Bodini

Nell’ambito del corso di primo livello di Cooperative Lerning, il prof. Ellerani durante il secondo giorno di attività –quando un po’ già ci conoscevamo- ci ha proposto di presentare a tutti i corsisti un lavoro di gruppo sulle caratteristiche fondamentali dell’Apprendimento Cooperativo.

Il tema era: “Il POF dell’apprendimento cooperativo”; ogni gruppo naturalmente aveva dei ruoli dati ai partecipanti:
· il responsabile dei contenuti,
· il responsabile dell’organizzazione;
· il responsabile del prodotto;
· il responsabile della presentazione.

I punti che dovevamo toccare per definire il POF dell’A.C. erano:
1.il lavoro di gruppo: quali analogie e quali differenze tra il lavoro di gruppo in apprendimento cooperativo e quello tradizionale?
2.Apprendimento e comprensione: quali sono le differenze riscontrabili nell’apprendimento e nella comprensione nei due modelli di insegnamento/apprendimento (tradizionale e in A.C.)?
3.Il ruolo dell’insegnante: quali differenze tra i due modelli?
4.Le conseguenze nell’apprendimento cooperativo.

I risultati delle riflessioni dovevano essere presentati ai corsisti in modi prestabiliti, ma tutti da inventare da parte del gruppo; si poteva scegliere tra il cartellone, la mappa concettuale, una canzone… e il percorso naturalistico (vi erano anche altre possibilità che ora non ricordo più!). Era sicuramente un PRODOTTO COMPLESSO, come quello richiesto nell’A.C. e ce ne saremmo accorti presto!

Nel gruppo ci siamo prima di tutto dati da fare per cercare le idee che volevamo presentare agli altri; abbiamo un po’ faticato a selezionarle, perché erano molte soprattutto nel primo e nel secondo ambito (il lavoro di gruppo; l’apprendimento e la comprensione).

Alla fine abbiamo optato per:

LAVORO DI GRUPPO

- In Apprendimento Cooperativo produce:autostima, benessere, appartenenza, conoscenze e competenze, complessità, responsabilità diffusa, spirito di squadra, sostegno reciproco, equa partecipazione, fiducia negli altri, successo collettivo, controllo dello status, valutazione autentica, revisione critica del lavoro e delle relazioni, ricompense condivise.

- nel metodo tradizionale produce:lavoro individuale, competizione, individualismo e mancanza di confronto, emarginazione, leader e gregari (dipendenza), delega agli altri, (solo) conoscenze, valutazione tradizionale.


APPRENDIMENTO E COMPRENSIONE:


- in Apprendimento Cooperativo i risultati sono:clima positivo, competenze spendibili in altri contesti, relazioni significative, diffusa motivazione allo studio, spazio lasciato ai vari tipi di intelligenza, scatti di apprendimento in tempi personalizzati, utilizzo del proprio stile cognitivo e delle proprie strategie di apprendimento, raggiungimento di abilità sociali, comprensione profonda ed interiorizzata

- nell’apprendimento/insegnamento tradizionale i risultati sono: motivazione limitata, apprendimenti standardizzati in tempi rigidi, adeguamento a uno stile cognitivo, (solo) conoscenze


IL RUOLO DELL’INSEGNANTE:

- in Apprendimento Cooperativo è:facilitatore e architetto dell’apprendimento, una delle fonti , i informazione, coordinatore dei processi di apprendimento, colui che fa attenzione al contesto comunicativo

- Nell’insegnamento tradizionale l’insegnante è:centrale nell’azione educativa (centralità dell’insegnante), fonte principale di informazioni.


CONSEGUENZE

- nel processo di apprendimento in Apprendimento Cooperativo:Partecipazione, Protagonismo diffuso, Soddisfazione per il raggiungimento dei risultati, Applicazione delle abilità sociali in ambiti extrascolastici, Diminuzione degli insuccessi


Il nostro gruppo, visto il significato che volevamo dare di percorso lungo il sentiero della conoscenza, ha scelto di progettare –tra i prodotti complessi suggeriti- un percorso naturalistico. Il primo intento era quello di usare il giardino esterno della scuola dove eravamo, ma visti i lavori in corso di taglio dell’erba, abbiamo dovuto accontentarci dell’interno.

La scelta rispetto al percorso naturalistico è stata dovuta anche al fatto di fare qualcosa di stimolante, di un po’ diverso, di simpatico. Ma come fare questo percorso?

Abbiamo dapprima pensato di costruire dei luoghi naturalistici in cui “raccogliere qualcosa”: visto che l’apprendimento è il frutto di un lavoro complesso, abbiamo pensato a dei “frutti” veri e propri.

Quindi per il LAVORO DI GRUPPO abbiamo pensato al luogo del FRUTTETO e alle MELE; su ognuna delle mele abbiamo scritto una caratteristica del lavoro di gruppo. Le mele dell’A.C. erano più belle e più invitanti. Le altre erano meno vistose e meno accattivanti. Volevamo mostrare anche la qualità del nostro prodotto oltre che la quantità!
Dove metterle? Come delle mele che si rispettino, abbiamo pensato ad un cestino: bello grande per l’A.C. e un po’ più piccolo per l’insegnamento tradizionale. In realtà è proprio vero che le caratteristiche di un lavoro di gruppo in A.C. sono di più rispetto a quelle di un grupo tradizionale, provate anche voi a pensarci…

I corsisti sono stati dunque invitati a raccogliere le nostre mele, messe alla rinfusa su un tavolo, e applicarle (tramite dello scotch biadesivo) nel cestino giusto (vedi immagine 1)

Lo stesso procedimento è stato adottato per le altre tre tappe:
Per la seconda, quella dell’apprendimento/conoscenze, il luogo era un GIARDINO dove bisognava cogliere i FIORI e di nuovo metterli nel cestino giusto;
Per la terza, quella del ruolo dell’insegnante, il luogo era una CAVERNA, dentro la quale abitavano degli ORSETTI, con la faccia felice se applicavano l’A.C. e con la faccia triste se erano insegnanti “tradizionali” (vedi immagine 4)
Per la quarta tappa, quella delle conseguenze, il luogo era un LAGHETTO in cui si pescavano i PESCI con le conseguenze dell’A.C.

Dopo aver concepito questa parte del lavoro abbiamo pensato anche di costruire una MAPPA del percorso, per condurre i corsisti nelle quattro tappe che avevamo previsto. (vedi immagine 2).
La mappa era il primo momento del nostro percorso, subito dopo l’entrata sulla quale era posto un cartellone con sopra scritto: “BENVENUTI DAI GLOLUDAMAG” (vedi immagine 1). Infatti, alla fine del lavoro, abbiamo scoperto di volerci proprio riconoscere come gruppo, di voler far risaltare che ci eravamo trovati così bene nel lavorare da volerci “distinguere”. Insomma, avevamo provato su di noi un’altra delle conseguenze che produce l’A.C.!

Come conclusione, abbiamo chiesto a coloro che venivano a vedere il nostro prodotto complesso di scrivere le loro impressioni; questo è ciò che ci hanno lasciato scritto:
“Idea originale e completa come contenuti. Condivido!”
“Complimenti per la creatività!”
“Mi piace”
“Un gioco che illustra in modo chiaro ed esauriente i significati del C.L.”
“Apprezzo lo sforzo di tradurre i concetti teorici in termini concreti, fruibili ed essenziali (RIUSCITISSIMO)”.

Speriamo che anche a voi questo sforzo di rendere chiari i concetti dell’A.C. piaccia e possa aiutarvi nel vostro lavoro!







Carmelo Stornello19 ottobre 2012, 18:48
Molto interessante per il modo di realizzare una sintesi di quanto appena appreso.
Grazie per la condivisione dell'esperienza.
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