LA MENTE NELLA SCUOLA. Una teoria costruttivista dell'apprendimento

L'insegnamento scolastico si è sempre fondato su di una "teoria della mente" (anche implicita) che orienta il complesso della progettazione didattica, dalla scelta dei contenuti all'organizzazione delle lezioni e alla valutazione. Il nesso tra epistemologia e didattica e le prospettive che contiene per una riforma dell'insegnamento è il focus di questo lavoro.

Nel libro si ripercorre il legame profondo tra "teoria della mente" e didattica a partire dal modello dell'"Istruzione programmata" in auge negli anni '60-'80 del secolo scorso. L'analisi delle aporie epistemologiche e applicative di quel paradigma (Parte 1 La mente computazionale e la didattica dei curricula) consente di comprendere le ragioni profonde della querelle attuale tra "modernisti" e "tradizionalisti" e rappresenta un passaggio ineludibile per una teoria dell'apprendimento che sappia affrontare la "sfida della complessità".

La seconda parte del libro (Parte 2 Cosa vuol dire pensare) è, per l'appunto, dedicata al tema della "complessità" nelle "scienze cognitive" come emerge all'incrocio tra neuroscienze, teoria dell'informazione e filosofia della scienza. I diversi contributi teorici convergono nel delineare una nuova immagine della mente, basata sul ruolo inedito assegnato alla prassi e al contesto nella formazione del pensiero.

L'analisi dei processi cognitivi sfocia infine (Parte 3 Cosa vuol dire insegnare) in una teoria "costruttivista" dell'insegnamento che sposa la causa dell'innovazione metodologica, ma cerca anche di salvare e incorporare le esigenze più profonde del modello "curricolare" e della scuola dei "contenuti".

La parte finale del libro (Parte 3, Cap.2. La progettazione didattica) segue in particolare questa prospettiva: la mediazione tra un approccio globale e immersivo all'apprendimento tipico della didattica socio-costruttivista e il taglio analitico-gerarchico proprio della tradizione cognitivista.

 

Dario Siess docente liceale di filosofia e storia, da anni svolge attività di formazione nelle scuole, collaborando con istituti di ricerca didattica. La sua ricerca si colloca nell'alveo del costruttivismo psicopedagogico e approfondisce, in particolare, le prospettive di una didattica laboratoriale e l'utilizzo delle piattaforme digitali per una riforma dell'insegnamento.

 

 

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